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Avatar carlettone
carlettonelivello 14
3 Ottobre - 4.382 visualizzazioni
Sembrerebbe sia così 🤔
Secondo alcune fonti gli studenti con il coltello a scuola sono più delle studentesse con il burqa
Avatar ghibellino
ghibellino: Si ma sono tutti compaesani di quelle con il burqa... 😱😱😱😱
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3 Ottobre alle ore 20:45 · Ti stimo  · Rispondi
Avatar Ecchime
Ecchime: Sai che non sono sicuro...
Soprattutto se togliamo quelli che hanno un coltellino per tagliare il fumo
 2
3 Ottobre alle ore 20:49 · Ti stimo  · Rispondi
Avatar Barbyturiko
Barbyturiko: Si sa quanti col coltello e col burka? Chieto 😉😉😉
3 Ottobre alle ore 20:52 · Ti stimo  · Rispondi
Avatar Potiomkin
Potiomkin: Ma quelle con burka valgono il doppio 😬Barbyturiko
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 Animazione Leggerissima (0.08 Mb)
3 Ottobre alle ore 20:53 · Ti stimo  · Rispondi
Avatar Barbyturiko
Barbyturiko: Potiomkin
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 Animazione Leggera (0.20 Mb)
3 Ottobre alle ore 20:55 · Ti stimo  · Rispondi
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Barzelletta
Avatar HariSeldon
HariSeldonlivello 13
29 Settembre - 3.705 visualizzazioni
Buongiorno ☕️ 🥐
Vaccata
 Stime: 9
 Commenti: 5
Studenti Anziani Diarrea 
Avatar Dr00py
Dr00py: Buongiorno 😊☕☀️🌈
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29 Settembre alle ore 08:47 · Ti stimo  · Rispondi
Avatar ioveramente
ioveramente: Buongiorno ☕️ 🤗
 1
29 Settembre alle ore 08:48 · Ti stimo  · Rispondi
Avatar Danilele
29 Settembre alle ore 09:03 · Ti stimo  · Rispondi
Avatar oliver
oliver: Lezione di strada
 1
29 Settembre alle ore 11:13 · Ti stimo  · Rispondi
Avatar EbbeneSi
EbbeneSi: 🤣🤣🤣🤣
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29 Settembre alle ore 16:47 · Ti stimo  · Rispondi
Vaccata
Avatar Gas75
Gas75livello 12
24 Settembre - 3.728 visualizzazioni
C'è un bambino che viene alla mia stessa fermata, per andare a scuola, lo accompagna la madre con l'auto.
Primo giorno proprio alla fermata, secondo giorno un po' prima della fermata... Oggi l'ha fatto scendere prima di svoltare sul viale dove c'è la fermata... E l'anno scolastico è ancora lungo! 😅
Buongiorno!
Vaccata
Avatar Gas75
Gas75: Celeste difficile, dalla via da cui sbucano con l'auto sono tutte villette o caseggiati a due piani.
 1
24 Settembre alle ore 07:52 · Ti stimo  · Rispondi
Avatar Celeste
Celeste: Gas75 lo lascia nel cespuglio
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24 Settembre alle ore 07:53 · Ti stimo  · Rispondi
Avatar Epaminonda
Epaminonda: La prox volta se la farà tutta a piedi
 1
24 Settembre alle ore 07:55 · Ti stimo  · Rispondi
Avatar Gas75
Gas75: Celeste ecco, è più plausibile.
24 Settembre alle ore 08:21 · Ti stimo  · Rispondi
Avatar Gas75
Gas75: Epaminonda quello è il mio presentimento...
 1
24 Settembre alle ore 08:22 · Ti stimo  · Rispondi
Avatar Danilele
24 Settembre alle ore 10:36 · Ti stimo  · Rispondi
Vaccata
Avatar CiufCiuf
CiufCiuflivello 11
14 Settembre - 3.841 visualizzazioni
FILOSOFIA DI VITA !! INIZI CON KIERKEGAARD ... E FINISCI IN PIENO FREUD (FREUD OVUNQUE !) 😏
Sei giovane, studentello magari un po' secchioncello e ti dicono che per vivere bene bisogna avere una bella fi
Avatar GinoPaolini
GinoPaolini: Sì, ricordo: era Kierkegaard
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14 Settembre alle ore 19:17 · Ti stimo  · Rispondi
Avatar Poetadistrada
Poetadistrada: Se rinasco voglio averla anche io una bella fi....losofia. Altro che camion 😏
 1
22 Settembre alle ore 22:18 · Ti stimo  · Rispondi
Avatar BaytaDarell
BaytaDarell: GinoPaolini Passate a Hegel
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22 Settembre alle ore 22:21 · Ti stimo  · Rispondi
Avatar BaytaDarell
BaytaDarell: Già sempre a Freudare... ecco perché io Junghio😎
 1
22 Settembre alle ore 22:21 · Ti stimo  · Rispondi
Avatar GinoPaolini
GinoPaolini: BaytaDarell hegel era trifasico: sempre fuori di sé, mai in sé, pepperepè. 👍
 2
22 Settembre alle ore 22:28 · Ti stimo  · Rispondi
Avatar BaytaDarell
BaytaDarell: GinoPaolini Mi sa che il trifasico fosse Kierke... estetico, etico, religioso🤣🤣gnegnegné
 2
22 Settembre alle ore 22:30 · Ti stimo  · Rispondi
Vaccata
Avatar Lonely
Lonelylivello 9
20 Maggio - 5.156 visualizzazioni
Vaccata
 Stime: 9
 Commenti: 4
Scuola Insegnanti Studenti 
Avatar EbbeneSi
EbbeneSi: Il giubbotto antiproiettile😬 ciao🤗
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20 Maggio alle ore 12:21 · Ti stimo  · Rispondi
Avatar Lonely
Lonely: EbbeneSi antiproiettile e anticoltellate🤭😂😂 Ciauu☕️🌺🌻🍀👋
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20 Maggio alle ore 12:37 · Ti stimo  · Rispondi
Avatar nonnocucaracha
nonnocucaracha: Buon pomeriggio
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20 Maggio alle ore 16:37 · Ti stimo  · Rispondi
Avatar Spanki
Spanki: Che tristitudine, sta situazione
 1
20 Maggio alle ore 22:30 · Ti stimo  · Rispondi
Barzelletta
Avatar Dessi
Dessilivello 8
1 Aprile - 4.342 visualizzazioni
Immaginate la scena! Una classe delle superiori, mattina presto. La prof di matematica, una di quelle sempre perfette, giacca color pastello e sguardo da «Io vi vedo anche se scrivo alla lavagna» si accorge che Luca, l'alunno più sveglio, ma anche il più distratto, sta guardando nel vuoto. Lei sospira. «Luca, già ti sei perso? Facciamo un piccolo test. Se ci sono tre anatre sedute su una staccionata e ne spari una, quante ne rimangono?» Luca la guarda e dice tranquillo «Nessuna!» La prof un po' sorpresa «E perché, scusa?» «Perché lo sparo le ha spaventate tutte!» La prof ride. Beh, la risposta giusta era due. «Ma mi piace come la pensi!» Tutta la classe ride, ma Luca non ci sta a passare per il simpatico della situazione. Si sistema sulla sedia, la guarda e dice «Posso farle anch'io una domanda, prof?» «Prego, Luca, stupiscimi!» Allora, vede tre donne uscire da una gelateria. Una lecca il gelato, una lo morde e una lo succhia. «Quale delle tre è sposata?» La prof, dopo cinque secondi di silenzio, con mezzo sorriso risponde «Quella che... lo succhia?» Luca scuote la testa «No, prof, quella con la fede nuziale!» «Ma mi piace come la pensa!»
Avatar Isabo
Isabo: Luca a giugno arriverà col debito di matematica ma... va bene lo stesssoooo
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1 Aprile alle ore 20:32 · Ti stimo  · Rispondi
Avatar Dessi
Dessi: Isabo buonasera 🤗🤗🤗
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1 Aprile alle ore 20:33 · Ti stimo  · Rispondi
Avatar Isabo
Isabo: Dessi buona serata 🤗
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1 Aprile alle ore 20:34 · Ti stimo  · Rispondi
Avatar GiuBazz
GiuBazz: Buona serata
1 Aprile alle ore 20:43 · Ti stimo  · Rispondi
Chiacchiera
Avatar Fantic
Fanticlivello 10
18 Marzo - 3.618 visualizzazioni
Buongiorno 👋👋
L'ho letta questa mattina e mi è scesa la lacrima 😢
Il giorno in cui Giovanni Ferri vendette il suo ultimo gregge, il suo vecchio cane si mise a guaire contro il cancello come se con quelle pecore se ne stesse andando via tutta la vita della cascina.

“Andate piano con loro”, disse Giovanni, anche se l'uomo stava già salendo sul furgone.

Il motore si accese, il rimorchio sobbalzò, e quasi ottant'anni di abitudini se ne andarono giù per la strada bianca, tra polvere e belati.

Giovanni rimase fermo, una mano sul palo della recinzione e l'altra sul fianco che gli faceva male da anni.

Accanto a lui, Bruno tirò fuori un verso così basso e rotto che quasi non sembrava nemmeno un cane.

Sembrava dolore.

“Piano, vecchio mio”, mormorò Giovanni.

Ma Bruno non si mosse. Continuava a fissare la strada, rigido, attento, come se le pecore potessero ancora tornare indietro.

Non tornarono.

Giovanni aveva sempre pensato che sarebbe invecchiato lavorando.

Nella stalla magari. Oppure fuori, d'inverno, con la paglia sulla giacca e la terra sotto le unghie.

Non così.

Non dopo aver lasciato andare via gli ultimi esseri vivi della cascina che ogni mattina avevano ancora bisogno di lui.

Giovanni aveva settantanove anni e viveva su quelle colline dell'Appennino emiliano da sempre.

Lì aveva imparato a camminare, lì aveva sposato Teresa, lì aveva sistemato cancelli, piantato pali e attraversato inverni duri senza fare troppe parole.

Non aveva mai pensato che la cascina sarebbe rimasta in piedi mentre lui, piano piano, non sapeva più bene a cosa servire.

Ma le ginocchia avevano smesso di aiutarlo. La schiena non gli perdonava più niente. E i conti non tornavano da tempo.

Il mangime costava di più. Le riparazioni costavano di più. Le medicine costavano di più.

Tutto costava di più, tranne il lavoro di un uomo vecchio.

Suo figlio viveva vicino a Milano e chiamava quando poteva.

Sua figlia stava verso Bologna. Chiamava più spesso, ma sempre di corsa.

“Non devi dimostrare più niente a nessuno, papà”, gli diceva.

Facile dirlo da un appartamento caldo, con gente intorno.

Lì, in mezzo alle colline, sentirsi ancora utile era già mezza ragione per alzarsi dal letto.

Quando le pecore sparirono, il silenzio cambiò.

La stalla sembrava troppo grande. Il prato troppo nudo. Perfino il vento pareva fuori posto.

Bruno, però, ogni mattina usciva lo stesso.

Camminava piano nell'erba fredda, con il suo passo storto da vecchio, e girava intorno ai punti dove prima il gregge si stringeva.

A volte si fermava e guardava Giovanni con gli occhi velati, come se aspettasse un ordine.

Giovanni non ne aveva più.

La sera si scaldava una minestra. Bruno si sdraiava vicino alla stufa. L'orologio in cucina faceva un rumore enorme.

E così Giovanni aveva cominciato a parlare di più, solo per non sentire il fiato della casa vuota.

“Ti ricordi quella pecora nera che saltava sempre la rete in fondo?”

Bruno muoveva la coda una volta.

“E ti ricordi Teresa che ti passava di nascosto il pane sotto il tavolo?”

Allora Bruno alzava la testa.

Teresa era morta da otto anni, ma in casa c'era ancora.

Nell'avvallamento del divano. Nella scodella scheggiata che non aveva mai voluto buttare. Nel grembiule giallo appeso dietro la porta della dispensa.

Certe sere Giovanni quasi gli sembrava di sentirla nel corridoio.

Erano le sere peggiori.

La prima neve arrivò presto.

Una mattina Giovanni aprì la porta e trovò Bruno fuori, tutto imbiancato, tremante, ma testardo come sempre.

“Controlli ancora tutto, eh?”, gli disse piano.

Bruno entrò lentamente e appoggiò il muso sul suo stivale.

Una settimana dopo, Giovanni lo trovò in fondo al prato, vicino al vecchio ceppo dove una volta rimandava indietro le pecore che si allargavano troppo.

Non era ferito. Non era rimasto impigliato.

Se n'era semplicemente andato.

Giovanni si inginocchiò accanto a lui e gli mise una mano sulle costole, aspettando un respiro che non arrivò più.

Poi disse piano: “Sei rimasto finché c'era ancora qualcosa da fare. Più di così non si può chiedere.”

Lo portò fino al ricovero, perché ci sono dolori che un uomo riesce a reggere meglio con le braccia che con le lacrime.

Lo seppellì sotto l'acero dietro casa, sul bordo del prato.

La terra era dura. Giovanni dovette fermarsi due volte per riprendere fiato.

Quando ebbe finito, rimase lì con entrambe le mani sul manico della vanga e sentì addosso tutto il peso della cascina.

La cascina non aveva più bisogno di lui.

E per la prima volta in vita sua non sapeva bene chi fosse senza lavoro, senza bestie, senza qualcosa di vivo di cui occuparsi.

Due domeniche dopo telefonarono dalla scuola del paese vicino.

Una giovane insegnante gli chiese se poteva dare qualche vecchio attrezzo per un laboratorio pratico.

Volevano insegnare ai ragazzi a tirare il filo, affilare le lame, sistemare un cancello, coltivare un piccolo orto.

Giovanni stava quasi per dire di no.

Poi guardò il prato vuoto dalla finestra e si sentì rispondere:

“Ve li porto io.”

A scuola, un ragazzo magro con le mani sporche di grasso lo aiutò a scaricare un tenditore per recinzioni, degli attrezzi vecchi per i pali e una cesoia manuale da tosatura tutta arrugginita.

“Ma lei ci ha lavorato davvero con questa roba?”, chiese il ragazzo.

Giovanni sbuffò. “Ragazzo mio, con questo tenditore il recinto di sopra ha passato tre inverni.”

I ragazzi sorrisero.

Una ragazza sollevò la vecchia cesoia.

“Funziona ancora?”

Giovanni la riprese piano, provò il movimento con il pollice e disse:

“Se le mani tengono ancora, sì.”

La classe rise.

Era la prima risata, dopo settimane, che non gli faceva sentire addosso altri anni.

L'insegnante gli chiese se voleva dire due parole. Giovanni disse che non era uomo da discorsi.

Poi però arrivarono le domande.

Come si capisce se un animale sta male prima che si veda davvero? Come si tiene tranquillo il bestiame quando cambia il tempo? Come si capisce se una recinzione passerà un altro inverno?

Giovanni rispose a tutto.

Poi tornò la settimana dopo. E quella dopo ancora.

Mostrò ai ragazzi come guardare la terra prima della pioggia, come ascoltare un motore, come riparare prima di buttare.

E disse anche che un po' d'orgoglio aiuta a stare in piedi, ma troppo orgoglio finisce per lasciare soli.

Un pomeriggio uno studente gli chiese:

“Le mancano le pecore?”

Giovanni guardò l'orto dietro il laboratorio. Pensò a Bruno davanti al recinto vuoto. Al grembiule di Teresa. Alla casa silenziosa.

Poi rispose:

“Tutti i giorni. Ma sentire la mancanza di qualcosa non vuol dire essere finiti.”

Per un attimo nessuno parlò.

Si zittirono perfino quelli seduti in fondo.

La sera, quando salì sulla sua vecchia macchina, Giovanni allungò la mano verso il sedile del passeggero, come se ci fosse ancora la testa di Bruno.

La sua mano trovò solo il rivestimento consumato.

La lasciò lì un secondo in più.

Dietro di lui suonò la campanella. Si sentirono voci nel cortile. Passi che correvano.

E quando i ragazzi cominciarono ad arrivare verso il laboratorio chiamandolo già per nome, Giovanni si raddrizzò un poco.

Il prato di casa era ancora vuoto.

La casa ancora silenziosa.

Il cane non c'era più.

Ma, per la prima volta da quando il rimorchio aveva lasciato la cascina, quel vuoto non sembrava più soltanto una fine.

Sembrava spazio.

Spazio per i ricordi.

Spazio per il dolore.

Spazio per quello che un uomo vecchio poteva ancora passare agli altri prima che il tempo si prendesse il resto.

Quando Giovanni scese dalla macchina, il vento attraversò il cortile tutto insieme.

E per un attimo lui avrebbe giurato di sentirci dentro un abbaio secco, chiaro.

Non triste.

Solo come un richiamo.

Dai.

C'è ancora qualcosa da fare.
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Avatar Pegasus47
Pegasus47: ANCHE A ME😢

GRAZIEEEEEE 🙏
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18 Marzo alle ore 09:57 · Ti stimo  · Rispondi
Avatar nonnocucaracha
nonnocucaracha: Buongiorno, Buon mercoledì ☕️🥐☕️🥐☕️
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18 Marzo alle ore 09:59 · Ti stimo  · Rispondi
Avatar GiuBazz
GiuBazz: Buongiorno.
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18 Marzo alle ore 10:31 · Ti stimo  · Rispondi
Avatar EbbeneSi
EbbeneSi: Bellissima😥😥👏🏻👏🏻🤗🤗🤗
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18 Marzo alle ore 10:54 · Ti stimo  · Rispondi
Avatar Danilele
18 Marzo alle ore 17:24 · Ti stimo  · Rispondi
Avatar BIONDINA
BIONDINA: Buongiorno ☕
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19 Marzo alle ore 09:23 · Ti stimo  · Rispondi
Satira
Avatar HariSeldon
HariSeldonlivello 13
7 Febbraio - 5.599 visualizzazioni
Vediamo se a qualcuno si sblocca un ricordo...
Quando fingevi di essere di sinistra per materassare la compagna rossa
Avatar HariSeldon
HariSeldon: Spanki ma dai... anch'io ho una certa... risalgo al lancio dello Sputnik
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7 Febbraio alle ore 23:43 · Ti stimo  · Rispondi
Avatar Spanki
Spanki: HariSeldon Allora frequentavo già la seconda elementare 🤭
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7 Febbraio alle ore 23:45 · Ti stimo  · Rispondi
Avatar Pastafariano
Pastafariano: La davano per propaganda... che anni 😇
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7 Febbraio alle ore 23:57 · Ti stimo  · Rispondi
Avatar MumbleMumble
MumbleMumble: HariSeldon c'ero anch'io ma in quel periodo pensavo al pongo, lego, playmobil 😩🤗
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7 Febbraio alle ore 23:59 · Ti stimo  · Rispondi
Avatar HariSeldon
HariSeldon: Spanki eh, vabbè, 7 anni adesso non si vedono neanche
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8 Febbraio alle ore 16:43 · Ti stimo  · Rispondi
Avatar Spanki
Spanki: HariSeldon nascosti tra le rughe 🫣
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8 Febbraio alle ore 18:07 · Ti stimo  · Rispondi
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