Post di Ombromanto in ordine cronologico
Chiacchiera
ieri alle ore 10:46 - 3.316 visualizzazioni Formicidae.
se provi a invadere il loro territorio sei finito, mio cugino se l'è trovate pure nelle mutande, e se gli fai girare le balle pizzicano, e fanno male.
la natura si riprende tutto: noi la stravolgiamo e lei trova un nuovo equilibrio.
pensate ai vascelli e alle navi affondate nei mari: sono diventati habitat di intere colonie di pesci e piante.
vabbè, terminato il momento riflessivo e filosofico, vado a recuperare mio cugino che è concentrato a staccarsi formiche assassine
dalle gonadi.
Chiacchiera
18 Settembre - 3.004 visualizzazioni C'è un tipo di follia che il mondo perdona solo dopo. Frederic Tudor la conosceva bene.
Boston, 1806. Tudor guarda un lago ghiacciato e ha un'idea demenziale: tagliare blocchi di ghiaccio e spedirli via nave ai Caraibi. In piena estate. I giornali lo deridono, i capitani rifiutano il carico e la prima spedizione si scioglie in mare. Finisce in prigione per debiti tre volte. Dalla cella scrive una frase profetica: rideranno gli ultimi.
La svolta arriva da uno scarto: la segatura.
Usata come isolante nei doppi fondi delle navi, permette al ghiaccio di arrivare intatto a
Cuba e poi in India, a 17.000 chilometri di dıstanza.
Ma il ghiaccio, da solo, non basta. All'epoca non esisteva il concetto di bere freddo d'estate. Tudor fa allora la mossa più intelligente: regala il ghiaccio ai baristi per un anno intero, chiedendo solo di usarlo nei drink.
I clienti si abituano. Quel bisogno che nessuno aveva diventa improvvisamente indispensabile. Nacquero il Mint Julep e lo Sherry Cobbler, e con essi l'intera cultura del bere estivo. L'uomo deriso dai giornali morì da milionario.
Tudor non ha venduto ghiaccio: ha venduto un bisogno che nessuno sapeva di avere, regalandolo finché non è diventato dipendenza. A volte il prodotto arriva prima del desiderio. E qualcuno deve inventare entrambi.
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18 Settembre - 2.740 visualizzazioni Chissà perché il Canada vuole l'Europa
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15 Settembre - 3.171 visualizzazioni La sottosegretaria alla "Cultura" Lucia Borgonzoni della Lega di Salvini ha parlato. Di nuovo.Stavolta su Venezia e i "premi ideologici"Colei che un giorno ammise candidamente di non leggere un libro da tre anni (l'ultimo era Kafka, poi smise, evidentemente esausta).Colei che in diretta radio confondeva i confini dell'Emilia-Romagna e ci metteva pure il Trentino (e l'Umbria, tanto per non farsi mancare nulla).Colei che promuoveva un comizio a Bologna con la foto di Ferrara sullo sfondo.Colei che sui social inciampava pure sui congiuntivi mentre spiegava come funziona il governo. E adesso lei, dopo queste meravigliose lezioni di geografia, letteratura e grammatica, ci spiega cosa sia ideologico e cosa no alla Mostra di Venezia.ll ministero della Cultura in mani così esperte è una garanzia: tanto i libri non servono, i confini neanche, e i premi si giudicano a orecchio. Dalla compagna di Salvo Sottile è tutto!
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14 Settembre - 2.617 visualizzazioni
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13 Settembre - 3.047 visualizzazioni E risparmiatevi il "ma lui vive a Montecarlo"
Una specie di silenzio che segue le bombe, e non è pace, è un'aula vuota, un quaderno bruciato, un banco senza nessuno seduto.
Jannik Sinner, che ha ventiquattro anni e un numero uno del mondo cucito addosso, ha deciso di riempire quel silenzio con qualcosa di più concreto di un trofeo. La sua Fondazione, nata appena un anno fa, ha firmato con l'UNICEF Italia un accordo che durerà due anni e che porterà istruzione a quasi centomila bambine e bambini che oggi vivono dentro una guerra o dentro una crisi che ha inghiottito le loro scuole. Non parole, ma scatole: gli School-in-a-Box con quaderni, matite, righelli, capaci di trasformare in aula qualunque angolo rimasto in piedi; i kit per la primissima infanzia, pensati per chi non ha ancora parole per raccontare cosa ha visto; i kit per il gioco, perché anche nel mezzo del disastro un bambino ha diritto a un pallone, a una corsa, a un momento in cui tornare semplicemente bambino. Christina Tauber, che dirige la Fondazione, lo ha detto con una semplicità che commuove: vogliono creare spazi dove i più piccoli possano imparare, giocare, muoversi. Ecco perché Sinner è una rarità: non usa la propria luce per illuminare se stesso, la usa per restituire a chi ha perso tutto la cosa più difficile da rubare, il futuro. In un mondo che misura il successo in numeri, lui ha scelto di misurarlo in bambini che torneranno a sedersi su un banco.Leggi tutto...
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8 Settembre - 3.390 visualizzazioni Non si sposò mai e non ebbe figli. Un giorno, mentre passeggiava in un parco, incontrò una bambina in lacrime perché aveva perso la sua bambola preferita. Cercarono insieme la bambola, ma senza successo. Kafka, allora, propose alla bambina di ritrovarsi nello stesso posto il giorno seguente per continuare le ricerche.
Il giorno dopo, Kafka tornò con una lettera che sosteneva fosse scritta dalla bambola.
Nella lettera, la bambola spiegava: «Per favore, non piangere. Sono partita per vedere il mondo. Ti scriverò delle mie avventure».
Così iniziò una serie di incontri tra Kafka e la bambina, durante i quali Kafka leggeva le lettere che aveva scritto, piene di storie avvincenti e dialoghi affettuosi.
Alla fine, Kafka portò alla bambina una nuova bambola, dicendo che era tornata. La bambina, però, notò che la bambola era diversa e disse: «Non assomiglia affatto alla mia bambola». Kafka le diede allora un'altra lettera in cui la bambola spiegava: «I miei viaggi mi hanno cambiata». La bambina abbracciò felice la nuova bambola e la portò a casa.
Un anno dopo, Kafka morì. Molti anni dopo, ormai adulta, la bambina trovò una piccola lettera nascosta nella bambola. Era firmata da Kafka e diceva: «Tutto ciò che ami probabilmente andrà perduto, ma alla fine l'amore tornerà in un altro modo».
Kafka ci ha insegnato che, anche se possiamo perdere ciò che amiamo, l'amore troverà sempre un modo per tornare nelle nostre vite.Leggi tutto...
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8 Settembre - 3.687 visualizzazioni
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