Post di Ombromanto in ordine cronologico
Chiacchiera
2 Settembre - 3.278 visualizzazioni Il vero segreto di quegli anni non era la povertà di cose, era la ricchezza di sguardi.
Una bacinella non diventava un mare perché mancasse altro, ma perché intorno c'era qualcuno che ti guardava mentre lo inventavi.
La nonna con il ventaglio non era un dettaglio pittoresco, era un sistema di sorveglianza affettiva perfetto, capace di controllare, rinfrescarsi e amare nello stesso identico gesto, senza mai staccare gli occhi da te per più di un istante. Ecco cosa avevamo che oggi manca davvero: non l'assenza di comodità, ma la presenza costante di un adulto che non aveva altro da fare se non esserci. Oggi i bambini hanno piscine vere, gonfiabili giganti, schermi che intrattengono meglio di qualsiasi fantasia, eppure spesso giocano soli, sorvegliati da lontano, distratti da chi dovrebbe distrarli con loro. Il punto non è che allora si stava meglio con meno, il punto è che quel poco veniva abitato insieme, in una prossimità fisica che oggi si è dissolta anche quando i corpi restano vicini. La felicità di quei pomeriggi non nasceva dalla scarsità, nasceva dalla dedizione totale di chi ti stava accanto, indivisa, non interrotta da una notifica o da un pensiero altrove. Rimpiangere quel tempo non serve, ma capirlo sì: la vera differenza tra allora e adesso non è nei giocattoli, è nel tempo pieno che qualcuno ci regalava senza calcolarlo. Chi ha vissuto quell'infanzia non conosce la nostalgia degli oggetti, conosce il ricordo preciso di uno sguardo che non si staccava mai.Leggi tutto...
Perla di Saggezza
31 Agosto - 5.511 visualizzazioni
Chiacchiera
30 Agosto - 3.564 visualizzazioni
Vaccata
27 Agosto - 3.599 visualizzazioni
Chiacchiera
27 Agosto - 3.260 visualizzazioni Lo sai chi rappresenta il logo dell'NBA, il più importante campionato di basket al mondo, uno sport business da 13 Mld l'anno?
Secondo me no, come praticamente tutti.
Quello che vedi sulla sinistra è Jerry West, che ha militato nei Los Angeles Lakers negli anni '60 e inizio anni '70.
Sai perché è famoso?
Perché ha perso 8 finali su 9 giocate.
Sai che record ancora oggi detiene?
È l'unico ad aver vinto il premio come miglior giocatore delle Finals, pur perdendole.
Bestiaccia
22 Agosto - 2.930 visualizzazioni Oltre al cervo volante ecco il rinoceronte volante
Chiacchiera
18 Agosto - 3.407 visualizzazioni Un paese che vince e si vergogna del colore di chi vince è un paese malato nel profondo.
Sara Curtis batte il record italiano e qualcuno scrive che quel record è nigeriano. Nadia
Battocletti corre più veloce di tutti e c'è chi le rinfaccia il sangue marocchino come fosse una colpa da espiare. Andy Diaz conquista un oro olimpico per l'Italia e viene bollato come cubano, mai italiano abbastanza, mai davvero uno di noi. Questo non è tifo, non è critica sportiva, è il sintomo di un'anima collettiva che ha smesso di sapere cosa significhi appartenere a qualcosa. Perché quando l'identità si misura in millimetri di pelle e non in sudore, allora la nazione ha già perso molto prima della gara. C'è un'aridità che si è insediata nei cuori italiani, un'incapacità di provare gioia pura senza doverla filtrare attraverso il sangue e la geografia. Non è più questione di destra o sinistra, è questione di umanità prosciugata. Un popolo che seleziona i propri eroi in base al colore della pelle non è un popolo forte, è un popolo spaventato dalla propria stessa trasformazione. La vera gravità non sta nell'insulto isolato, sta nel fatto che riusciamo ancora a provare freddezza davanti a chi corre, nuota, vince, portando il nostro nome addosso come una bandiera che loro hanno onorato più di chi li insulta.
Chiacchiera
4 Agosto - 3.488 visualizzazioni Siamo proprio sicuri che sia così intelligente?
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