Post di DIK53 in ordine cronologico
Chiacchiera
ieri alle ore 19:06 - 3.227 visualizzazioni L'Archeologia del silenzio
Sotto il nulla antico
la pietra tace e pesa
le mani cercano nella polvere
le voci spente del vento.
Non c'è canto,
ma il respiro spezzato della terra
il ricordo di un'ombra lunga
che si stende tra gli ulivi.
Scavo la notte,
fango e cenere tra le dita
lavando via il tempo che inganna
per trovare il silenzio che dura.
Non è assenza il silenzio,
ma parola sepolta,
così fragile, così vera
come un fiore che nasce dal buio.
B.C. (DIK53)Leggi tutto...
Chiacchiera
ieri alle ore 15:40 - 4.405 visualizzazioni Il filo degli invisibili
Non si vede, ma c'è,
quel filo che ci tiene uniti
anche quando la distanza ci divide.
Si annoda nei ricordi,
si scioglie nelle attese,
tira forte quando serve,
si allenta quando basta.
È fatto di sguardi incrociati,
di parole non dette, di mani
che non hanno mai toccato,
ma che sanno dove cercare.
La distanza si misura in chilometri
il cuore conta i battiti…
Un messaggio di notte
diventa un abbraccio al mattino.
Gli invisibili camminano
con questo filo al polso,
legati a chi non vedono,
ma che sentono nel petto.
A volte si spezza,
a volte si rintraccia,
ma raramente svanisce:
rimane vibrante, sospeso,
per chi ancora sogna.
B.C. (DIK53)Leggi tutto...
Chiacchiera
31 Ottobre - 4.664 visualizzazioni Quello che mi resta
Ci sono voci che non hanno suono,
che non si ascoltano,
non si cercano, non svaniscono.
La mia è rimasta nell'ombra delle parole
nei silenzi che non servono più
dentro quelle frasi che non dirò mai
e che comunque ti raggiungono.
È la traccia del mio essere qui,
del mio modo di stare nel mondo
di quel lasciare spazio vuoto
che però mi tiene vivo.
A volte mi scopro nei frammenti
in un gesto ripetuto senza pensare
in un attimo sospeso tra due respiri
in quella luce che attraversa la stanza
e riaccende ricordi indimenticabili.
E allora resto fermo
ascolto il vuoto intorno
e per un istante il tempo si spezza
non c'è più ieri non c'è più domani
ci sei solo tu.
Perché la distanza può separare i corpi
le scelte possono dividere i percorsi
e persino la mente può provare
a dimenticare certe ferite.
Ma ci sono assenze
che diventano presenze vere
perché non occupano più lo spazio
ma il centro invisibile dell'esistenza.
Semplicemente chiudo gli occhi
e tu sei lì dove le parole si perdono
e restano solo le cose che contano.
B.C. (DIK53)
(Dedicata a te cara S. - 2007)Leggi tutto...
Chiacchiera
23 Ottobre - 3.554 visualizzazioni Quei bottoni della camicetta rosa
Quelli sulla destra,
dove la mano arriva senza pensarci;
madreperla sul rosa antico,
monete su una pelle che non è mia.
Non li conto ad alta voce,
li conto con gli occhi,
e sull'ultimo, quello che non si vede,
mi fermo sempre un istante di troppo.
Immagino le tue dita sfiorarli
lentamente quasi volessero restare lì,
tra il polso e il petto,
a cercare un posto caldo
dove nessuno guarda.
Poi la giacca se li inghiotte,
ma io lo so che sono lì
una mappa silenziosa che
so leggere senza toccarti.
Quei bottoni sulla destra
ogni sera non aspettano che me,
hanno la pazienza delle piccole cose,
dei respiri trattenuti,
delle mani che si fermano
un centimetro prima.
B.C. (DIK53)Leggi tutto...
Chiacchiera
17 Ottobre - 4.143 visualizzazioni In quel velo di luce
Se solo avessi potuto scorgere
quel bianco che pelle non è,
ma la memoria che trema
un'alba senza nome,
un respiro trattenuto nel petto.
Non l'avrei chiamata,
né inseguita nell'ombra della camera:
l'ingenua nudità, quell'abisso
dove il desiderio si fa preghiera.
Era il mare d'estate, turchino,
come una volta, o il rondone
accoccolato sul davanzale,
testimone muta di ciò che le labbra
non osano dire.
Tu, con quel corpo di domande sospese,
io con la mia sete nascosta
tra le dita, l'attesa inutile
che conferma quanto resta nascosto.
Quel nudo non era assenza,
era presenza assoluta:
il male di vivere che diventa
dolcezza densa come vino rosso.
E oggi? Forse la stessa luce
c'è ancora, solo meno calda.
E io, sempre accanto...
Non so se tu eri nuda allora
o se fossi io, arso da un fuoco antico.
B.C. (DIK53)
Parafrasi:
Se solo avessi potuto vedere non la pelle esposta al sole, ma l'anima senza difese, quel battito nudo di verità.
Non cercherei occhi indiscreti nel silenzio del mattino, ma la luce che si confessa senza bisogno di domani.
La nudità che vorrei comprendere è quella dello spirito, quando non nasconde più la fragilità di essere.
È un candido candore di chi non sa mentire, di chi ancora crede che il mondo possa guarire.
Se solo avessi saputo guardare oltre la forma, oltre il velo, avrei trovato quell'essere che nessuno ha mai visto davvero.Leggi tutto...
Chiacchiera
10 Ottobre - 4.620 visualizzazioni Quando non ci sarà più posto
Quando non ci sarà più posto in paradiso,
gli angeli siederanno sugli scalini,
con le ali ripiegate come vecchie lettere
che nessuno ha più il coraggio di aprire.
Quella porta d'oro rimarrà socchiusa,
un varco stretto per troppe anime
affamate di luce, di silenzio,
di quel perdono che ormai
costa più del peccato stesso.
Cosa faremo noi, allora?
Resteremo fuori a contare le stelle
o inventeremo un altro cielo qui,
con i nostri difetti, con la nostra polvere?
Il paradiso non è un luogo,
ma qui sulla terra, forse è
l'attimo in cui qualcuno ti aspetta
alla fine di un giorno qualunque,
e si ricorda ancora come ti chiami.
E' il momento quando le anime
cercano nel buio altrui mani,
quando i cuori battono all'unissono
e nessuno ascolta i nomi sussurrati.
B.C. (DIK53)Leggi tutto...
Chiacchiera
7 Ottobre - 4.944 visualizzazioni Urbanistica della memoria
Sono uscito, una luce stanca su quei muri
che s'inchinavano senza far rumore
forse era pomeriggio, forse sera
il tempo aveva dimenticato i suoi nomi.
Un gatto passava, schiena curva sul selciato,
ogni finestra come un occhio sbarrato;
io, con le mani in tasca, camminavo
senza sapere dove conducesse quella via.
Forse ero pazzo, o semplicenente
stanco degli spazi costruiti dagli altri
vedevo il mondo deformarsi attorno a me,
solo un istante, un'increspatura nell'ordinario.
Non più monumenti immobili
ma foglie nel vento della mia volontà;
quella strada ora esiste ancora,
una cicatrice nell'urbanistica della memoria.
E oggi, quando ripasso,
ritrovo quel gatto invecchiato
e penso che forse c'è una ragione
nel suo resistere...
Forse io ho sbagliato tutto.
B.C. (DIK53)Leggi tutto...
Chiacchiera
3 Ottobre - 4.775 visualizzazioni Qualcuno? Nessuno… (Occasioni perdute)
Il sole traccia un varco nel selciato,
un segnale ambiguo come un presagio,
seguirlo, o forse fuggire
da ciò che sta dietro, o davanti...
tanto la luce non testimonia.
Ecco, un'ombra, si ferma il respiro...
Qualcuno? Nessuno.
L'occhio del muro che vede senza guardare,
registra senza ricordare...
Il paese ha da sempre molti occhi
che non lacrimano mai.
Quella strada è sempre stata lì,
la stessa che percorrevo anni fa,
quando la vita sembrava avere senso,
quando ogni incrocio prometteva un altro volto.
Adesso il sole mi indica solo dove non andare,
le imposte nascondono qualcosa
che non merito di scoprire,
come quando nella nebbia affoga l'orizzonte.
Conto i battiti che non arrivano
e ciò che vale rimane sempre a metà.
B.C. (DIK53)Leggi tutto...
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Ero convinta di ritrovare lì le stesse parole, ma ho cercato invano.
Ti riporto però questo breve passo che probabilmente è quello che mi ha ingannata (parola scavata, silenzio, abisso-tomba-buio, fiorito-fiore, ecc:
...
"poesia
è il mondo l’umanità
la propria vita
fioriti dalla parola
la limpida meraviglia
di un delirante fermento.
Quando trovo
in questo mio silenzio
una parola
scavata è nella mia vita
come un abisso."
(la foto, pure, è splendida👍 )