Chiacchiera
7 Ottobre - 4.523 visualizzazioni
Urbanistica della memoria
Sono uscito, una luce stanca su quei muri
che s'inchinavano senza far rumore
forse era pomeriggio, forse sera
il tempo aveva dimenticato i suoi nomi.
Un gatto passava, schiena curva sul selciato,
ogni finestra come un occhio sbarrato;
io, con le mani in tasca, camminavo
senza sapere dove conducesse quella via.
Forse ero pazzo, o semplicenente
stanco degli spazi costruiti dagli altri
vedevo il mondo deformarsi attorno a me,
solo un istante, un'increspatura nell'ordinario.
Non più monumenti immobili
ma foglie nel vento della mia volontà;
quella strada ora esiste ancora,
una cicatrice nell'urbanistica della memoria.
E oggi, quando ripasso,
ritrovo quel gatto invecchiato
e penso che forse c'è una ragione
nel suo resistere...
Forse io ho sbagliato tutto.
B.C. (DIK53)
Sono uscito, una luce stanca su quei muri
che s'inchinavano senza far rumore
forse era pomeriggio, forse sera
il tempo aveva dimenticato i suoi nomi.
Un gatto passava, schiena curva sul selciato,
ogni finestra come un occhio sbarrato;
io, con le mani in tasca, camminavo
senza sapere dove conducesse quella via.
Forse ero pazzo, o semplicenente
stanco degli spazi costruiti dagli altri
vedevo il mondo deformarsi attorno a me,
solo un istante, un'increspatura nell'ordinario.
Non più monumenti immobili
ma foglie nel vento della mia volontà;
quella strada ora esiste ancora,
una cicatrice nell'urbanistica della memoria.
E oggi, quando ripasso,
ritrovo quel gatto invecchiato
e penso che forse c'è una ragione
nel suo resistere...
Forse io ho sbagliato tutto.
B.C. (DIK53)
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La strada come una mappa dell'anima e i ricordi stanze in cui perdersi.
La memoria si è fatta cicatrice❤️
Buon pomeriggio, Dik🤗
IL GATTO
MIAOOOOO FRRRRR...