Vaccata
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ieri alle ore 14:26 - 4.458 visualizzazioni
Sergio Mattarella ha appena sventato uno dei giochetti più osceni di questa destra.
Ieri pomeriggio il Presidente della Repubblica, dopo la tragicomica gazzarra della destra sul caso di Mario Roggero, ha convocato al Quirinale il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, "per puntualizzare i limiti delle attribuzioni del ministro in tema di concessione della grazia".
E gli ha ricordato una cosa che a un Guardasigilli non bisognerebbe nemmeno spiegare: la grazia è una facoltà "che la Costituzione riserva esclusivamente al Presidente della Repubblica".
Poi, per chiudere la lezione, il Presidente della Repubblica ha citato Luigi Einaudi: "È dovere del Presidente della Repubblica di evitare si pongano precedenti, grazie ai quali accada o sembri accadere che egli non trasmetta al suo successore immuni da qualsiasi incrinatura le facoltà che la Costituzione gli attribuisce".
Che, tradotto, significa: questi poteri li custodisco e li consegno intatti a chi verrà dopo di me, non provateci nemmeno.
Perché il giochetto, fino a poche ore prima, sembrava perfetto.
La Lega aveva srotolato i cartelli in Senato con la faccia di Mario Roggero. I capigruppo di tutto il centrodestra avevano aperto la petizione per la grazia. Salvini aveva girato il video social. Crosetto aveva chiesto di "evitargli il carcere".
E Nordio si era messo a capotavola: ci penso io. Aveva aperto l'istruttoria per la grazia.
Tutti contenti. Tutti convinti di essere stati furbissimi.
Poi nella stanza è entrato l'adulto. E il potere della grazia è tornato dov'era: al Quirinale.
Grazie, Presidente Sergio Mattarella.
Teniamocelo stretto.
Da Abolizione del suffragio universale
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