I post di fcerutti più apprezzati
Chiacchiera
27 Dicembre 2025 - 6.295 visualizzazioni E questa sera, la mia famosa pizza multiformaggi.
Saluti dalla Costa Rica.
Vaccata
30 Novembre 2025 - 6.889 visualizzazioni Volevo solo chiedere: Qualcuno di voi è riuscito a passare l'esame del "Patentino" di FacciaBuco?
Vaccata
14 Giugno - 4.984 visualizzazioni L'Italia agli italiani è un diritto, non un reato da rieducare.
Non riesco a capacitarmi di quello che è successo al Liceo Classico Vincenzo Monti di Cesena. Io, che vivo in Costa Rica da oltre trent'anni ma che segue le notizie italiane con un fervore e un attaccamento che il tempo e la distanza non hanno mai spento, quando ho letto di due studenti di 18 anni puniti per aver appeso un lenzuolo con scritto «L'Italia agli italiani», mi è venuto un nodo alla gola.
Il 6 giugno, ultimo giorno di scuola, questi due ragazzi — uno di loro si chiama Enrico Fiumana — appendono uno striscione alla finestra. Un gesto spontaneo, nato sul momento, senza premeditazione, come ha spiegato lo stesso Fiumana: un messaggio di amore per la nazione e di speranza, ispirato alle parole di Giosuè Carducci. Qualche applauso tra i compagni e basta. Risultato? Vengono identificati con l'aiuto della Digos, gli danno un 6 in condotta che gli pesa sulla maturità, e per di più li obbligano a presentare una tesina “riparatoria” prima dell'esame. I temi imposti? Leggi razziali, Giornata del Ricordo e il libro *Gli africani siamo noi* di Guido Barbujani, con relativo materiale che insiste sul concetto che non esiste una razza italica e che geneticamente siamo tutti africani. In pratica: devi dimostrare di esserti ravveduto attraverso la narrazione che ti propinano i professori.
Ma stiamo scherzando? Questo non è più un provvedimento disciplinare. È rieducazione ideologica. Come in Corea del Nord: sbagli a pensare, sbagli a parlare, e ti fanno scrivere la confessione per provare che hai capito “l'errore”. Solo che qui l'errore è aver detto che l'Italia è degli italiani.
E la cosa più assurda è il doppio standard che salta agli occhi. In tante scuole si vedono bandiere della Palestina alle finestre, slogan «Palestina ai palestinesi» e iniziative di ogni tipo, e nessuno interviene. Anzi, spesso si tollera o si incoraggia. Si può dire «Cuba ai cubani», si può sostenere qualsiasi causa straniera. Ma se due ragazzi scrivono «L'Italia agli italiani» scatta il linciaggio. Perché? Forse perché sarebbe più comodo se scrivessero «L'Italia agli africani»? O forse perché il vero problema non è il rispetto delle regole, ma il contenuto stesso dello striscione?
Uno dei due studenti ha detto chiaro: «Parole d'amore, ma ci hanno criminalizzati». E ha ragione. «L'Italia agli italiani» non è razzismo. È la cosa più normale del mondo. È quello che dicono i francesi della Francia, i giapponesi del Giappone. È un'espressione storica, la trovi in Mazzini, la ritrovi in Carducci, l'hanno usata in tanti contesti. Non nega diritti a nessuno. Dice solo che un popolo ha diritto di sentirsi padrone a casa propria.
Invece no: per questi due ragazzi scatta il trattamento speciale. 6 in condotta più tesina rieducativa sul fatto che «gli africani siamo noi». Come se il problema fosse il loro presunto razzismo e non l'eccesso di zelo ideologico di chi li giudica. Il Ministro Valditara, a cui Futuro Nazionale ha chiesto un'informativa urgente in aula, ha già espresso perplessità: non si capisce il nesso tra lo striscione e quella tesina. Ha ragione. Sembra quasi che l'obiettivo non fosse far rispettare le regole, ma far cambiare idea ai due studenti.
Io non ci sto. Non ci sto a vedere due ragazzi trattati come sovversivi perché hanno espresso un sentimento di appartenenza che, in qualsiasi altro paese, sarebbe considerato normale e sano. Non ci sto a questa ipocrisia per cui il patriottismo italiano viene equiparato al razzismo mentre altre bandiere passano senza problemi. Non ci sto a questa scuola che invece di formare cittadini fieri della propria identità, sembra impegnata a instillare senso di colpa.
Futuro Nazionale ha fatto bene a portare la questione in aula. Vannacci, Sasso e chi si sta spendendo per questi ragazzi stanno difendendo un principio semplice: amare il proprio paese non è un crimine. Valditara ha chiesto chiarimenti. Bene. Ma non basta.
Da qui, dal Costa Rica, dove vivo da tanti anni ma dove l'Italia rimane nel cuore con la stessa intensità di sempre, sento ancora più forte il dovere di dire che questi due studenti hanno ragione. L'Italia agli italiani è un'espressione sacrosanta. È naturale. È umana. È il minimo che un popolo possa dire di sé stesso.
E noi non ci fermeremo a difenderla.Leggi tutto...
Chiacchiera
21 Luglio - 4.014 visualizzazioni Oggi la ia famosa pizza vegetariana con melanzane e peperoni gligliati sottolio (fatti da me).
Chiacchiera
13 Maggio - 2.904 visualizzazioni Oggi ho fatto le "mantovane" in Costa Rica.
Chiacchiera
13 Marzo - 2.921 visualizzazioni Da quando ci sono i bonifici, non trovo più soldi per strada.
Chiacchiera
20 Febbraio - 3.444 visualizzazioni Perché in Italia del Ramadan Non Ce Ne Importa Nulla: La Mia Opinione dalla Costa Rica.
Ciao a tutti, mi chiamo Franco e sono un italiano che vive in Costa Rica. Qui, tra spiagge, sole e gente che ti sorride sempre, ho trovato un posto meraviglioso. Ma quando apro i social e vedo questa gara assurda per ricordare l'inizio del Ramadan – proprio come se fosse una festa nazionale italiana – non posso fare a meno di scrollare le spalle e dire: "Siamo in Italia e del Ramadan non ce ne importa nulla! Almeno per me è così." E non me ne pento affatto. Anzi, lo dico con orgoglio. Lasciatemi spiegare perché questa frase è pura verità, anche se ora sono dall'altra parte dell'oceano.
Prima di tutto, l'Italia è l'Italia. È il paese dove sono nato, dove ho imparato a parlare, a mangiare e a credere. È un posto a maggioranza cattolica, con chiese ovunque, feste patronali, processioni e una storia che respira cristianesimo da duemila anni. Il Ramadan? È una pratica islamica rispettabile, ma non è nostra. Non fa parte del nostro calendario, della nostra cultura, delle nostre radici. Qui in Costa Rica, quando vedo amici italiani che si sentono in dovere di postare "Ramadan Mubarak" come se fosse obbligatorio, penso: ma perché? Non siamo obbligati a celebrare tutto. Se qualcuno vuole farlo, benissimo, ma non pretendete che a noi interessi. Io, da lontano, guardo e dico: no, grazie. In Italia, prima l'Italia.
E non è razzismo, è buonsenso. Siamo stanchi di questa ipocrisia globale che ci vuole tutti uguali, tutti a fingere interesse per ogni festività altrui. Io amo l'Italia per quello che è: pasta al pomodoro, vino rosso, famiglia riunita, croci sulle colline. Non ho bisogno di fare il finto inclusivo solo per non sembrare retrogrado. L'inclusione vera è rispettare le differenze, non cancellarle. Se vivessi in un paese islamico, non mi aspetterei che celebrassero la Madonna di Pompei con la stessa enfasi. Ognuno a casa sua, con le sue tradizioni. È così che funziona il mondo, non con gare sui social per chi posta per primo.
Pensateci: l'Italia ha problemi veri – economia, immigrazione, scuole che chiudono – e invece c'è chi perde tempo a ricordare date religiose che non ci appartengono. Io, qui in Costa Rica, oggi ho fatto colazione con gallo pinto e caffè, ho guardato il mare e ho pensato ai miei amici italiani. Non ho aperto Twitter per vedere chi ha scritto "buon Ramadan". Mi sono sentito libero, autentico. Questa indifferenza non è odio, è onestà. Non ce ne importa nulla, e va bene così.
In conclusione, quella frase – "Fanno a gara per ricordare l'inizio del Ramadan. Siamo in Italia e del Ramadan non ce ne importa nulla! Almeno per me è così." – è un manifesto di orgoglio italiano. Anche se ora vivo dall'altra parte del mondo, la sento mia. È un richiamo a non perdere le radici, in un'epoca che ci vuole tutti senza identità. Io sto con questa idea al 100%, e invito tutti voi a fare lo stesso. Viva l'Italia, viva le nostre feste, e che il resto del mondo faccia pure le sue gare – noi continuiamo a vivere come ci pare. Che ne dite?Leggi tutto...
Chiacchiera
7 Dicembre 2025 - 8.193 visualizzazioni Beccatevi questa!
Oggi in Costa Rica, paniscia alla vercellese.
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