Post commentati da fcerutti
Perla di Saggezza
ieri alle ore 14:13 - 3.979 visualizzazioni Opinare non è pensare: scegliamo il coraggio della ragione.
Opinare non è pensare, e no, non sono affatto la stessa cosa. Opinare è gratis, pensare costa. Per molti rappresenta addirittura un grande sforzo. Oggi tutti opinano su ogni argomento, in ogni momento, ma quanti di noi ragionano davvero su ciò che dicono?
Io ho scelto di distinguere chiaramente tra queste due cose. Opinare significa sentire qualcosa e buttarlo fuori, quasi d'istinto. Pensare, invece, è tutt'altro: è fermarsi, interrogarsi, chiedersi “Perché credo in questo? Ha senso logico? Lo confermano i fatti?”. Opinare è impulso, pensare è responsabilità. Il primo grida per primo, il secondo arriva dopo, ma lascia un segno profondo.
Pensare obbliga a rivedere le proprie posizioni, a correggersi, persino a cambiare idea quando la realtà lo richiede. È un esercizio scomodo, a volte umiliante, ma è l'unico modo per crescere davvero. Io sostengo con convinzione questa differenza, perché ho visto troppe volte come l'opinione impulsiva crei rumore, mentre il pensiero ragionato costruisca valore duraturo.
La vita è un privilegio straordinario. Usarla per ripetere frasi sentite in giro, senza mai metterle in discussione, significa sprecarla. Opinare è facile, pensare è un atto di vera valentía. Richiede umiltà, disciplina e coraggio.
Io ho scelto il pensiero. Ho scelto di parlare solo dopo aver aperto davvero la mente, dopo aver verificato, confrontato e riflettuto. E invito anche te a fare lo stesso.Leggi tutto...
Vaccata
10 Aprile - 4.285 visualizzazioni Devo decidere... 🤔😁😂
Perla di Saggezza
6 Aprile - 6.427 visualizzazioni La fede che si mescola: il mio sincretismo americano.
Credo che in America (io vivo in Centro America) la fede non si divida mai. Si mescola. Non compete, si sovrappone. Qui le credenze non si escludono a vicenda: si abbracciano, si fondono, si completano.
L'ho visto chiaramente a Cuba, dove gli orisha yoruba dialogano serenamente con i santi cattolici. In Messico ho assistito alla devozione profonda verso la Santa Muerte, una figura che continua a ricevere preghiere e offerte nonostante manchi di approvazione ufficiale. Ad Haiti e in tutto il Caribe il vudù convive senza problemi con croci e rosari. In Brasile, il candomblé e l'umbanda intrecciano con naturalezza le eredità africane e quelle cristiane. Negli Andes la Pachamama condivide lo stesso calendario con la religione cristiana, e nel Cono Sud figure come l'Ekeko o San La Muerte fanno parte della vita quotidiana di tanta gente.
Per me non si tratta di contraddizione, ma di sincretismo puro. È la capacità di prendere simboli diversi e farli convivere in armonia, creando qualcosa di nuovo e profondamente umano.
Mi chiedo spesso: cosa cerchiamo davvero quando mescoliamo tutto questo? Protezione? Speranza? Un senso di controllo di fronte all'incertezza della vita? Probabilmente un po' di tutto. Il bisogno di rituali, di amuleti, di santi e spiriti che ci accompagnino è antico e comprensibile.
Eppure, proprio perché ho vissuto questa ricchezza sincretica, oggi mi pongo una domanda più profonda: perché abbiamo tanto bisogno di questi rituali? La vita reale, quella di tutti i giorni, non richiede amuleti. Richiede coscienza. Una coscienza lucida, responsabile, che nessuno può venderti su un altare, né un babalao, né un sacerdote, né un guaritore.
Possiamo continuare a onorare le nostre tradizioni, i colori, i tamburi, le candele e le preghiere. Ma non dobbiamo mai dimenticare che la vera forza non arriva da fuori. Arriva dalla consapevolezza che costruiamo dentro di noi, giorno dopo giorno, con coraggio e onestà intellettuale.
Il sincretismo è bello perché mostra quanto siamo creativi nel cercare il sacro. Ma la vera maturità, credo, arriva quando capiamo che il sacro più importante è la nostra capacità di guardare la realtà in faccia, senza intermediari e senza illusioni.
Questa è la mia America: un continente che mescola fedi con passione, ma che ha anche il dovere di crescere oltre il bisogno costante di protezioni magiche. Una terra capace di sincretismo, e forse, un giorno, capace anche di una coscienza più libera e più sveglia.Leggi tutto...
Chiacchiera
28 Marzo - 2.964 visualizzazioni L'orgoglio italiano calpestato: non ci sto più.
Leggo e rileggo queste parole e sento un nodo alla gola. Perché è esattamente così: il nostro orgoglio italiano viene calpestato proprio nel momento in cui dovremmo brillare di più davanti agli occhi del mondo intero.
Maria Luisa Rossi Hawkins ha asfaltato letteralmente Elly Schlein. Non con un'opinione qualunque, ma con la verità nuda e cruda che tanti di noi hanno in testa da tempo. Ha denunciato un vizio terribile della sinistra: viaggiare all'estero non per valorizzare le eccellenze tricolori, ma per screditare il governo a costo di umiliare l'intera nazione. E io, da italiano che ogni giorno si spende per far conoscere il meglio del nostro Paese, non posso che dire: finalmente qualcuno lo ha detto chiaro e tondo.
Mentre le delegazioni straniere si presentano unite e compatte, orgogliose della loro bandiera, i nostri leader di sinistra scelgono la strada della distruzione e della destabilizzazione internazionale. Non è più politica, è qualcosa di molto più grave: è un danno diretto a chi lavora con fatica, sudore e passione per portare alto il nome dell'Italia nel mondo. Imprenditori, artigiani, ricercatori, cuochi, artisti, studenti… tutti quelli che ogni giorno fanno sì che “Made in Italy” sia sinonimo di eccellenza. E loro? Invece di sostenerci, ci mettono in imbarazzo davanti al mondo intero.
Questa non è libertà di espressione. Questa è tifare contro il proprio Paese. E io sono stanco. Stanco di vedere l'Italia umiliata da chi dovrebbe rappresentarla. La verità sta venendo a galla e i toni sono giustamente durissimi: è ora di dire basta. Basta a chi, pur di attaccare il governo, è disposto a sputare sul proprio Paese.
Io non ci sto più. Non ci sto a vedere l'orgoglio italiano calpestato da chi dovrebbe difenderlo. Non ci sto a sentir dire che criticare il governo significa automaticamente essere “democratici”, mentre chi difende l'Italia viene tacciato di essere “fascista” o “nazionalista”. No. Difendere l'Italia non è fascismo: è buonsenso. È amore per la propria terra.
Chi vuole approfondire questa scottante inchiesta, legga con attenzione. Quello che sta succedendo dietro le quinte del potere è molto più grave di quanto immaginiamo. E poi fatemi sapere: anche voi siete stanchi di chi tifa contro l'Italia?
Io sì. E lo dico forte: basta.Leggi tutto...
Chiacchiera
14 Marzo - 3.100 visualizzazioni Adeguatevi
Vaccata
14 Marzo - 4.176 visualizzazioni Cerco una facciabuchina
Dolce
Simpatica
Under 50
Bella
Porca
Ironica
Alla mano
Disponibile
No perditempo
Coi capelli o calva
Non mi sembra di chiedere molto...eppureLeggi tutto...
Vaccata
10 Marzo - 3.682 visualizzazioni la pizza bianca con i granelli di sale grosso e una pennelata di olio di provenienta ignota dal fornaio sotto casa 😪😪
Chiacchiera
9 Marzo - 2.822 visualizzazioni Ma quanto ci piacevano le ”Graziella"?! Questa, con le borse posteriori tipo " Harley Davidson" era per le " fighette"...
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Esatto, anzi, è satto.😉