Post di Yeshua in ordine cronologico
Chiacchiera
ieri alle ore 21:07 - 2.484 visualizzazioni Quando mi hanno mandato a Niscemi erano quasi le sei del mattino. L'aria sapeva ancora di pioggia e polvere, e la casa sembrava trattenersi in piedi per puro orgoglio. Una crepa le attraversava la facciata come una cicatrice mal rimarginata. I tecnici avevano detto che sarebbe crollata da un momento all'altro.
«Dieci minuti. Non uno di più», mi aveva detto il maresciallo.
Io avevo annuito, poi mi ero avvicinato al vecchio seduto sul gradino davanti al portone. Si chiamava Ernesto. Stringeva un mazzo di chiavi come se fosse un rosario.
«Andiamo, signor Ernesto», gli dissi piano. «Entro e resto con lei.»
Lui mi guardò con due occhi chiari, stanchi ma lucidi. «Non voglio morire lì dentro da solo», rispose. «Ma neanche lasciarla senza salutarla.»
Quelle parole mi colpirono più di quanto volessi ammettere.
Entrammo.
Il portone scricchiolò come un animale ferito. Ogni passo faceva cadere un po' d'intonaco dal soffitto. L'odore era quello delle case vecchie: legno, muffa, ricordi.
«Qui ho vissuto sessant'anni», mormorò Ernesto. «Con mia moglie. Con mio figlio. Ora ci sono rimasto solo io.»
Annuii, senza sapere cosa dire.
Andò dritto in camera da letto. Non esitò un secondo, come se avesse ancora una mappa precisa in testa. Aprì un cassetto e tirò fuori una scatola di latta.
Dentro c'erano fotografie.
Una donna con un vestito a fiori. Un bambino su una bicicletta. Un uomo più giovane, con la divisa che indossavo io adesso, in un'altra epoca.
«Era mio fratello», disse. «Carabiniere. È morto in servizio.»
Chiusi la bocca per non dire una banalità.
Poi prese un quaderno consunto, con la copertina blu. «Qui c'è tutta la mia vita», aggiunse. «Quando non avevo nessuno con cui parlare, parlavo con lui.»
Dal corridoio arrivò un rumore secco. Un colpo sordo. La casa si assestava. O forse stava cedendo.
«Dobbiamo sbrigarci», dissi.
Lui annuì, ma non si affrettò. Passò in cucina. Aprì un armadietto e prese una tazza sbeccata.
«Questa era di Maria», spiegò. «Beveva il caffè solo qui.»
La infilò con cura in una borsa di tela.
A quel punto sentii qualcosa stringermi la gola.
Non stavamo salvando oggetti. Stavamo salvando pezzi di una vita.
Un altro boato. Più forte.
«Signor Ernesto, adesso basta. Usciamo», dissi, con voce che non ammetteva repliche.
Mi guardò. Per un attimo pensai che avrebbe protestato. Invece sorrise.
«Grazie, figliolo. Adesso sì.»
Lo presi per il braccio.
Mentre uscivamo, una trave cadde dietro di noi con un rumore che sembrava uno sparo. La polvere ci avvolse come nebbia. Tossii, tirandolo fuori quasi di peso.
Appena fuori, il sole ci colpì in faccia.
Ci sedemmo sul marciapiede. I vigili e i tecnici correvano. Qualcuno urlava ordini. La casa tremò ancora, poi si fermò, come in attesa del colpo finale.
Ernesto aprì la borsa.
Guardò le foto. Accarezzò la tazza. Sfiorò il quaderno.
«Non ho perso tutto», disse piano.
Lo guardai.
In quel momento capii che il mio lavoro non era solo far rispettare le regole. Era anche accompagnare le persone nei momenti in cui il mondo gli crollava addosso. A volte, letteralmente.
Poco dopo, la casa venne giù.
E io rimasi lì, accanto a un vecchio e ai suoi ricordi salvati per miracolo, pensando che quella mattina avevo indossato una divisa, sì — ma avevo fatto soprattutto il testimone di una vita.
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Chiacchiera
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27 Gennaio - 2.719 visualizzazioni Nella casa di un povero bevi tutta l'acqua offerta, poiché così facendo porterai a loro gioia.
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Chiacchiera
22 Gennaio - 3.503 visualizzazioni Il giorno peggiore dopo un lutto??
Non è il giorno del funerale
Non è al compleanno di quella persona
Non è all'onomastico
Non è quando cade il giorno che se ne è andato
E' un giorno qualsiasi....
dove ti viene in mente di raccontare qualcosa a quella persona
E pensi...
"Questa cosa, questo cibo, ogni cazzo di momento che tu stai vivendo, lui o lei lo avrebbe gradito"
Però ti giri e sei solo...
Quando vorresti che ci fossero quelle braccia aperte dove andare a ripararti.
Non c'è un giorno peggiore perché dopo il lutto la tua vita sembrerà un tunnel senza fine.Leggi tutto...
Chiacchiera
22 Gennaio - 3.057 visualizzazioni

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Sto racconto te apre gli occhi, porco Giuda
Cos'è una vita, Cos'è importante🤔