Chiacchiera
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Bronsequertelivello 13
oggi alle ore 11:55 - 1.437 visualizzazioni
I cattivi maestri fanno i saputelli coi giovani, un po' come quei censori che dicono ai ragazzi di non drogarsi e poi vanno a pippare nei cessi del parlamento. Ignazio La Russa, indegnamente messo a capo di istituzioni importanti, sa che i suoi figli non fanno gli scalmanati perché provvede a fare scivolare sotto il loro culo comode poltrone di ambìti CDA. Poi pontifica sugli orrori della violenza, lui che di bastonate ne sa. Poi, se qualcuno come Michela Ponzani gli ricorda che lui spaccava tutto negli anni '70 fa come fanno i codardi: non risponde delle sue azioni ma minaccia querele. Con la solita tecnica intimidatoria, se chiedi scusa ritira la querela. In poche parole uno dovrebbe scusarsi per aver detto la verità. Che governo di brave persone!!
Di seguito la risposta della professoressa alla bravata del poco onorevole in questione.

"La professoressa Ponzani non ha nessuna intenzione di scusarsi con il signor Presidente del Senato. E ho già sentito il mio avvocato Fabio Anselmo per tutelare le mie ragioni, la mia onorabilità e la mia professionalità.

Anzi, vorrei ricordare al Presidente del Senato della Repubblica italiana che i titoli accademici non si ereditano come titoli nobiliari: costano tanta fatica, e per le donne è ancora più faticoso raggiungere certe vette. Quindi io pretendo che mi si riconosca almeno
il titolo di professoressa universitaria!

Ignazio La Russa era coinvolto in quella manifestazione del 1973 in quanto era a capo di un corteo che era stato vietato dal prefetto per motivi di ordine pubblico.

Se l'onorevole La Russa vuole querelare me semplicemente per aver ricordato un fatto storico, deve querelare anche tutti gli autori di libri che parlano di questo fatto, deve querelar l'archivio centrale che conserva ancora la documentazione della questura di Milano, deve querelare i giornali dell'epoca che riportano fedeli le cronache di quel che accadde.

I fascisti del Movimento Sociale e del Fronte della Gioventù, di cui La Russa era segretario, devastarono Milano con incidenti gravissimi. Quella manifestazione non era autorizzata, e venne ucciso un agente di polizia di 22 anni.

Io non ho detto che fu La Russa ad avere la responsabilità nell'omicidio: ho detto che era presente a quella manifestazione.

Se si vuol negare la Storia, spiace dirlo per chi pensa di essere tornato ai tempi delle monarchie assolute, ma gli storici nelle democrazie non hanno il compito di celebrare il potere, devono casomai smontare le narrazioni di comodo."

Questa la risposta della professoressa. Detto questo vorrei personalmente invitare gli eroi di sinistra che vanno in giro a spaccare tutto adducendo pseudo ragionamenti sociali a notare quanto somiglino ai fascisti capeggiati da La Russa negli anni '70.
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