Chiacchiera
ieri alle ore 08:50 - 2.700 visualizzazioni
E' già sabato.
Riflessioni di un giornalista che si guarda intorno.
Di Luciano Ragno
Quando il domani
scende in piazza.
Con docenti e genitori.
Dopo Parigi l'Italia. Studenti in piazza in migliaia, in tante città.
Cortei, incidenti, grande tensione. Bandiere bruciate, quelle degli Usa e di Israele. E slogan contro tutti: Governo, maggioranza, opposizione e sindacati.
Ma soprattutto: “Soldi alla Scuola non alle guerre”. E anche “ Nessuno è straniero a scuola”.
Questa volta accanto gli studenti, in alcune città, ieri ci sono stati genitori e professori. A Torino i docenti hanno fatto cordone fra la polizia e i manifestanti. Un fatto estremamente importante. Una novità.
Lo sottolinea un grande collega , Massimo Gramellini. Scrive questa mattina sul “Corriere della Sera”: “ I rappresentanti di due istituzioni della comunità — la famiglia e la scuola — prendono contatto con la terza istituzione presente in piazza — la polizia — e scompaginano i piani della solita minoranza violenta, che stava tentando di trasformare la protesta studentesca in un episodio di guerriglia urbana”.
Il domani scende in piazza e chiede una Scuola nuova. E difende i diritti. Non commettiamo l'errore di condannarlo e poi ignorarlo, aspettando che la protesta si plachi. Spesso la politica ha fatto così. E ha sbagliato.
Ascoltiamo il domani.
“ Ascolta o la tua lingua ti renderà sordo” dice un proverbio Cherokee, antico popolo nativo americano.
Fin da allora parlava alla politica di casa nostra.
Riflessioni di un giornalista che si guarda intorno.
Di Luciano Ragno
Quando il domani
scende in piazza.
Con docenti e genitori.
Dopo Parigi l'Italia. Studenti in piazza in migliaia, in tante città.
Cortei, incidenti, grande tensione. Bandiere bruciate, quelle degli Usa e di Israele. E slogan contro tutti: Governo, maggioranza, opposizione e sindacati.
Ma soprattutto: “Soldi alla Scuola non alle guerre”. E anche “ Nessuno è straniero a scuola”.
Questa volta accanto gli studenti, in alcune città, ieri ci sono stati genitori e professori. A Torino i docenti hanno fatto cordone fra la polizia e i manifestanti. Un fatto estremamente importante. Una novità.
Lo sottolinea un grande collega , Massimo Gramellini. Scrive questa mattina sul “Corriere della Sera”: “ I rappresentanti di due istituzioni della comunità — la famiglia e la scuola — prendono contatto con la terza istituzione presente in piazza — la polizia — e scompaginano i piani della solita minoranza violenta, che stava tentando di trasformare la protesta studentesca in un episodio di guerriglia urbana”.
Il domani scende in piazza e chiede una Scuola nuova. E difende i diritti. Non commettiamo l'errore di condannarlo e poi ignorarlo, aspettando che la protesta si plachi. Spesso la politica ha fatto così. E ha sbagliato.
Ascoltiamo il domani.
“ Ascolta o la tua lingua ti renderà sordo” dice un proverbio Cherokee, antico popolo nativo americano.
Fin da allora parlava alla politica di casa nostra.
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Per il resto era ora...