Isotta: Buffone era un rude e sanguinoso bastardo comunista.ma è rimasto lì Fai pace con te stesso, Siamo stati la culla del fascismo,abbiamo contaminato il mondo,e da noi solo processi farsa,vale la frase del Gattopardo.
“Il castello di Bebbio si erge, maestoso e possente, nel cuore dell’Appennino reggiano. Edificato nel Quattrocento, è difeso da mura merlate e da tre torrioni cilindrici detti «maschi». Dispone, oltre che dei consueti saloni, di sette stanze da letto più altre dieci ricavate nelle vecchie scuderie e gli ospiti possono godere in tutta privatezza di un esteso parco ricco di alberi secolari. Passato nel corso dei secoli di nobile mano in nobile mano, fu acquistato dai fratelli Prodi nel 1963 per la cifra, almeno così dicono gli interessati, di nove milioni di lire. Fino a quando Romano Prodi si limitò a fare (male) il boiardo di Stato, il castello di Bebbio era, per gli organi di informazione, un castello. Ma allorché testa quedra scese in campo alla guida del reggimento rosso, per certa stampa e certa televisione il castello decadde a castelletto, castelluccio, quando non a modesta bicocca, a villone borghese con ambizioni, inappagate, da maniero. Non esattamente una schifezza, questo no, ma una cosuccia dimessa, coi muri malandati, festoni di ragnatele e infissi rappezzati alla meno peggio. Ovvero l’umile dimora che si confà ad un politico di sinistra, democratico, equo e solidale. Povera cosa, per di più divisa fra nove fratelli (nato nel 1939; battezzato con un nome caro al regime, Romano; otto fratelli, a testimonianza della ferma volontà dei genitori di contribuire all’incremento demografico onde opporre alla decadente democrazia otto o nove milioni di baionette. Difficile pensare che il babbo di testa quedra fosse un antifascista. Ma questa è una mia insinuazione. Magari babbo Prodi è medaglia d’oro della Resistenza. S’è visto ben altro), divisa fra nove fratelli, dicevo, che è come dire una cooperativa, una Coop. E si sa, Consorte insegna: le Coop è roba di popolo, non di miliardari ganassa.
Palemmo: Isotta Tranquilla ! È un amore platonico 🫂🤝 Poi rifletti non sarebbe una relazione interessante, abbiamo le stesse idee, cazzate a parte. Una buona serata carissima.
Isotta: Palemmo guarda che io scherzavo ,apprezzo la tua solidarietà, in questi sporchi battibecchi.che poi quello chei fa arrabbiare e la totale mancanza di senso critico,,è praticamente un tifoseria e in quanto tale senza senso,che poi questi sono 2 o 3 e quelli che li spalleggiano sono sempre gli stessi con diversi nik. Ciao caro,buona serata 😘
Fai pace con te stesso,
Siamo stati la culla del fascismo,abbiamo contaminato
il mondo,e da noi solo processi farsa,vale la frase del Gattopardo.
“Il castello di Bebbio si erge, maestoso e possente, nel cuore dell’Appennino reggiano. Edificato nel Quattrocento, è difeso da mura merlate e da tre torrioni cilindrici detti «maschi». Dispone, oltre che dei consueti saloni, di sette stanze da letto più altre dieci ricavate nelle vecchie scuderie e gli ospiti possono godere in tutta privatezza di un esteso parco ricco di alberi secolari. Passato nel corso dei secoli di nobile mano in nobile mano, fu acquistato dai fratelli Prodi nel 1963 per la cifra, almeno così dicono gli interessati, di nove milioni di lire. Fino a quando Romano Prodi si limitò a fare (male) il boiardo di Stato, il castello di Bebbio era, per gli organi di informazione, un castello.
Ma allorché testa quedra scese in campo alla guida del reggimento rosso, per certa stampa e certa televisione il castello decadde a castelletto, castelluccio, quando non a modesta bicocca, a villone borghese con ambizioni, inappagate, da maniero. Non esattamente una schifezza, questo no, ma una cosuccia dimessa, coi muri malandati, festoni di ragnatele e infissi rappezzati alla meno peggio. Ovvero l’umile dimora che si confà ad un politico di sinistra, democratico, equo e solidale. Povera cosa, per di più divisa fra nove fratelli (nato nel 1939; battezzato con un nome caro al regime, Romano; otto fratelli, a testimonianza della ferma volontà dei genitori di contribuire all’incremento demografico onde opporre alla decadente democrazia otto o nove milioni di baionette. Difficile pensare che il babbo di testa quedra fosse un antifascista. Ma questa è una mia insinuazione. Magari babbo Prodi è medaglia d’oro della Resistenza. S’è visto ben altro), divisa fra nove fratelli, dicevo, che è come dire una cooperativa, una Coop. E si sa, Consorte insegna: le Coop è roba di popolo, non di miliardari ganassa.
Ti amo tanto! ❤️
😃
studia sui libri ,come si faceva un tempo.
👀
Ho scritto Buffone ,ma volevo dire Baffone,per il resto ok
Il tuo beniamino:
Ma come dicevo distinguo la merda dal risotto.
Ultimamente c'è puzza.💩😂😂
Tranquilla !
È un amore platonico 🫂🤝
Poi rifletti non sarebbe una relazione interessante,
abbiamo le stesse idee,
cazzate a parte.
Una buona serata carissima.
Ciao caro,buona serata 😘
Si è vero....
Buona serata 👋