Chiacchiera
oggi alle ore 07:55 - 4.046 visualizzazioni
E' già sabato.
Riflessioni di un giornalista che si guarda intorno.
Di Luciano Ragno
L'attimo della morte.
E c'è chi ci guadagna
L'attimo della morte. In quell'attimo un ricordo. Il grazie alla vita . Un rimpianto o una rassegnazione. E' il momento più importante di un'esistenza.
L'hanno fatto diventare l'attimo della disperazione . E l' hanno addirittura immortalato. E c'è chi ci guadagna
Sono i droni killer. Agiscono sulla prima linea ucraina ma vengono messi in funzione anche in Africa e in America latina. Là dove si combatte.
Da chilometri di distanza un uomo usa occhiali che gli permettono di osservare tutto quello che il drone vede. Spinge un pulsante. E il drone parte. Raggiuge un soldato e, proprio quando lo sta per colpire , fa scattare una telecamera che fissa il suo volto nell'attino in cui comprende che è condannato alla morte. L'attimo della disperazione.
“Il drone- scrive Gianluca Di Feo su ‘La Repubblica' in un articolo dal titolo 'Il drone che immortala'- è il sicario meccanico. Loro, quelli che spingono il bottone, sono mandanti che ordinano il delitto spingendo un tasto sulla console. E lo fanno fissando negli occhi la persona che viene ammazzata. Non conosciamo lo sguardo del carnefice, ma quelli delle vittime restano nella memoria informatica".
"Spesso russi e ucraini - prosegue Di Feo- li pubblicano online, inondando i social di una galleria macabra in cui la ferocia viene esibita. Di più, ci sono vere competizioni tra i dronisti in cui si conquistano punti per ogni tipo di nemico abbattuto, con un premio per i migliori sterminatori: esattamente come nei videogame”.
Mi fermo qui. Siamo oltre la disumanità.
_______________________
La denuncia è in un libro dal titolo ”Uccidere per fare punti”, è stato edito da 550BC, un collettivo basato in Olanda che si occupa di conflitti e criminalità organizzata: hanno realizzato reportage impressionanti su narcos, favelas, boss e guerriglieri in molti angoli del pianeta. Grazie a Gianluca Di Feo dal suo bellissimo articolo ho preso la notizia .
Riflessioni di un giornalista che si guarda intorno.
Di Luciano Ragno
L'attimo della morte.
E c'è chi ci guadagna
L'attimo della morte. In quell'attimo un ricordo. Il grazie alla vita . Un rimpianto o una rassegnazione. E' il momento più importante di un'esistenza.
L'hanno fatto diventare l'attimo della disperazione . E l' hanno addirittura immortalato. E c'è chi ci guadagna
Sono i droni killer. Agiscono sulla prima linea ucraina ma vengono messi in funzione anche in Africa e in America latina. Là dove si combatte.
Da chilometri di distanza un uomo usa occhiali che gli permettono di osservare tutto quello che il drone vede. Spinge un pulsante. E il drone parte. Raggiuge un soldato e, proprio quando lo sta per colpire , fa scattare una telecamera che fissa il suo volto nell'attino in cui comprende che è condannato alla morte. L'attimo della disperazione.
“Il drone- scrive Gianluca Di Feo su ‘La Repubblica' in un articolo dal titolo 'Il drone che immortala'- è il sicario meccanico. Loro, quelli che spingono il bottone, sono mandanti che ordinano il delitto spingendo un tasto sulla console. E lo fanno fissando negli occhi la persona che viene ammazzata. Non conosciamo lo sguardo del carnefice, ma quelli delle vittime restano nella memoria informatica".
"Spesso russi e ucraini - prosegue Di Feo- li pubblicano online, inondando i social di una galleria macabra in cui la ferocia viene esibita. Di più, ci sono vere competizioni tra i dronisti in cui si conquistano punti per ogni tipo di nemico abbattuto, con un premio per i migliori sterminatori: esattamente come nei videogame”.
Mi fermo qui. Siamo oltre la disumanità.
_______________________
La denuncia è in un libro dal titolo ”Uccidere per fare punti”, è stato edito da 550BC, un collettivo basato in Olanda che si occupa di conflitti e criminalità organizzata: hanno realizzato reportage impressionanti su narcos, favelas, boss e guerriglieri in molti angoli del pianeta. Grazie a Gianluca Di Feo dal suo bellissimo articolo ho preso la notizia .
Leggi tutto...




ma le uniche parole di conforto, vengono dal Papa
che predica (inascoltato....)
pace amore fratellanza,
tutto il resto ormai è indifferenza se non complicitá.
Grazie Carlo i tuoi post ogni tanto mi riportano con i piedi a terra e mi ricordano che sono un essere umano, esattamente come quei soldati che guardano la morte con gli occhi.