Chiacchiera
ieri alle ore 11:21 - 3.192 visualizzazioni
Tutt'altro che sionista, come accusata da alcuni, in un caso persino con una aggressione verbale in strada, subita nel 2024 e divenuta curiosamente verbale sul web solo qualche mese fa: Helen Mirren, una delle attrici più note e apprezzate al mondo, un Oscar vinto vent'anni fa per aver interpretato la Regina Elisabetta II, 5 Golden Globes e un'infinità di altri premi vinti tra gli Usa e i grandi festival europei, ha colto l'occasione del 72esimo Taormina Film Festival - del quale è tra gli ospiti, invitata dalla direttrice artistica Tiziana Rocca - per chiarire la sua posizione sulle tensioni in Medio Oriente e il perdurante atteggiamento aggressivo di Israele: “Le forze del male sorgono ovunque, non è vero? Persino in un Paese come Israele, dove pensi: 'Mio Dio, questo è ciò che è successo a voi come popolo, come potete voi stessi ripetere le azioni di ciò che è stato fatto a voi come popolo verso un altro popolo?' Crimini contro l'umanità, così vengono chiamati. Ho così grandi amici in Israele... la comunità artistica in Israele, la comunità intellettuale in Israele: sono persone davvero straordinarie”.
L'attrice britannica, 80 anni compiuti lo scorso luglio, ha spiegato alla stampa presente al festival la sua posizione: “Sono cresciuta nell'Europa del dopoguerra, ed è stato importante per me essere consapevole di ciò che era accaduto nella generazione dei miei genitori, nell'Olocausto. La creazione di Israele, quindi, per me è stata un momento rilevante, anche se forse è stata fatta nel modo sbagliato, nel posto sbagliato. Ma qualcosa doveva succedere dopo l'orrore dell'Olocausto. Ho, ovviamente, molti amici ebrei. I miei primi due fidanzati, uno francese e uno inglese, lo erano. Con il secondo sono andata in Israele per la prima volta, e ho lavorato in un kibbutz. Ho visto alcune cose che mi hanno disturbato dall'interno, in Israele, in quel periodo. Parliamo di sei mesi dopo la Guerra dei Sei Giorni. Quindi, molto tempo fa”
L'attrice britannica, 80 anni compiuti lo scorso luglio, ha spiegato alla stampa presente al festival la sua posizione: “Sono cresciuta nell'Europa del dopoguerra, ed è stato importante per me essere consapevole di ciò che era accaduto nella generazione dei miei genitori, nell'Olocausto. La creazione di Israele, quindi, per me è stata un momento rilevante, anche se forse è stata fatta nel modo sbagliato, nel posto sbagliato. Ma qualcosa doveva succedere dopo l'orrore dell'Olocausto. Ho, ovviamente, molti amici ebrei. I miei primi due fidanzati, uno francese e uno inglese, lo erano. Con il secondo sono andata in Israele per la prima volta, e ho lavorato in un kibbutz. Ho visto alcune cose che mi hanno disturbato dall'interno, in Israele, in quel periodo. Parliamo di sei mesi dopo la Guerra dei Sei Giorni. Quindi, molto tempo fa”
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Ma chi si spaccia per democratico liberale e moderno uccidendo uomini donne bambini, umiliando e violentano esseri umani, offendendo tutti quelli che non sono d'accordo con il loro operato, e che si muovono facendo pulizie etniche e offendendo la loro stessa triste memoria di persecuzione, perpetrando una vendetta inaudita e assurda, non siano solo da condannare, ma da cancellare dalla faccia della terra senza se e senza ma. 🤬