Palemmo: Argomento scottante, come vedi nessun commento. Cercano visibilità, ma è inutile, pericoloso, dispendioso... a proposito chi ci mette i soldi per queste spedizioni "umanitari" ?
Liuk: La Palestina è un paese che ha una storia travagliata, che bisogna studiare per comprendere quello che succede tra Israele e Loro, rimane comunque poco commentata dalla stampa italiana, se non in alcuni casi dove lo si fa solo se di parte. Consiglio una lettura "una mattina a Janin" (non ricordo esattamente il titolo).
mamoski: Palemmo quindi,se ho capito bene il tuo commento ,secondo te protestare per denunciare soprusi o non rispetto dei diritti civili o per denunciare ingiustizie attraverso manifestazioni pacifiche è una perdita di tempo? Ti faccio notare che i tuoi diritti lavorativi, sanitari,sociali che tu oggi hai, sono il frutto di tanto tempo perso da parte di tante persone nate,forse, prima di te e che ci hanno rimesso loro denari (scioperando) e loro tempo e a volte la vita per darteli.
mamoski: Liuk l'argomento da me esposto non è la storia della Palestina, bensì l'atteggiamento della Flottiglia nei confronti di Israele quale movimento di protesta. Perché se dovessimo scandagliare la storia di ogni Nazione del globo potremmo buttare una merda su chiunque e azzerare l'umanità. Cominciando, ad esempio, dalla santa Inquisizione passando per il nazismo germanico fino all'imperialismo americano e al colonialismo inglese. Non ho capito il tuo intervento....anche se sottintende la tua non simpatia per la Palestina.
Palemmo: mamoski Non penso ciò che hai esposto tu qui sopra. Intanto secondo me sono due cose diverse, i nostri diritti sociali li abbiamo ottenuti grazie agli scioperi ed alle lotte di italiani non certo di palestinesi, francesi o tedeschi... Secondo, Chi paga le barche stesse, l’equipaggio, le spese portuali, i carburanti — buona parte viene dalle donazioni, o così dicono gli organizzatori. Ma il dettaglio “chi versa quanto” resta nebuloso. Su questo non c'è stata risposta 🤷🏼♂️ L' unica cosa di cui sono certo è che una barca a vela tipo quelle impiegate può caricare max 100 - 200 Kg di merce. (un'inezia rispetto alle necessità reali del popolo palestinese, anche se le barche fossero 300!! ) Dunque resta una rappresentazione mediatica, attenzione però in quell' area del mondo c'è la guerra, ci sono soldati che hanno l'ordine di sparare. Dunque a che serve ? Niente per me.
" Una manciata di barche che salpano con clamore mediatico, presentandosi come missioni di aiuto umanitario, ma che in realtà non portano sollievo a nessuno. La verità è semplice: quelle navi non servono a curare ferite, a nutrire bambini o a proteggere civili. Servono solo a garantire qualche titolo di giornale, qualche passerella ideologica e una dose di visibilità a chi le organizza. Dietro la facciata umanitaria, si nasconde la propaganda. Ogni vela spiegata verso Gaza non è un gesto di solidarietà, ma una bandiera issata contro il buonsenso e la responsabilità internazionale. Chi partecipa a queste operazioni sa bene che Israele non permetterà mai la violazione del blocco navale, e che quelle imbarcazioni non raggiungeranno il loro obiettivo. Lo scopo non è arrivare a destinazione, bensì costruire una narrazione. " cit. di Andrea di Giuseppe sul quotidiano Tempo
mamoski: Palemmo è quello che intende il mio post...la flottiglia era consapevole di quello che sarebbe successo..appunto una rappresentazione mediatica finalizzata a fare capire quanto Israele sia un popolo di usurpatori non solo con la Palestina ma con il libano, la Cisgiordania l'Iran e/o chiunque dissenta dalla loro mentalità. Quindi o non hai capito il mio post o sei un filo israeliano che fa finta di non capire. Ahhh i tuoi diritti lavorativi e sociali vengono da molto lontano dall'inizio dell' 800 dal regno unito per poi passare dalla Germania a fine 800 per arrivare in Italia nei primi del 900. Anche qui non hai colto il senso della protesta e delle manifestazioni a livello universale che non servono per un popolo specifico ma servono per tutti i popoli ..vedi le lotte studentesche in Francia, il sacrificio di Jan Palac in Polonia le lotte della rivoluzione francese che sono servite a tutti. P.s. ricordo ..persone disarmate e un acque distanti centinaia di km dal conflitto. Poi se tu sei un proBIBI nessuno è esente da difetti.
Palemmo: Lo sai che è difficile discutere e spiegare le proprie idee con questi strumenti, Non sono proBIBI e neanche filo Israeliano come intendi tu. Delle lotte sindacali ricordo quelle italiane, gli scioperi io li ho fatti in più di 35 anni di servizio. E meglio che chiudiamo così, evitiamo di polemizzare 🤝
Liuk: mamoski ma è chiaro che è una manifestazione di protesta contro quello che succede in Palestina! È cercare pretesti e congetture personale non porta a nulla.
Cercano visibilità, ma è inutile, pericoloso, dispendioso...
a proposito chi ci mette i soldi
per queste spedizioni
"umanitari" ?
Ti faccio notare che i tuoi diritti lavorativi, sanitari,sociali che tu oggi hai, sono il frutto di tanto tempo perso da parte di tante persone nate,forse, prima di te e che ci hanno rimesso loro denari (scioperando) e loro tempo e a volte la vita per darteli.
Non penso ciò che hai esposto tu qui sopra.
Intanto secondo me sono due cose diverse,
i nostri diritti sociali li abbiamo ottenuti grazie agli scioperi ed alle lotte di italiani non certo di palestinesi, francesi o tedeschi...
Secondo,
Chi paga le barche stesse, l’equipaggio, le spese portuali, i carburanti — buona parte viene dalle donazioni, o così dicono gli organizzatori. Ma il dettaglio “chi versa quanto” resta nebuloso.
Su questo non c'è stata risposta 🤷🏼♂️
L' unica cosa di cui sono certo è che una barca a vela tipo quelle impiegate può caricare max 100 - 200 Kg di merce.
(un'inezia rispetto alle necessità reali del popolo palestinese, anche se le barche fossero 300!! )
Dunque resta una rappresentazione mediatica,
attenzione però
in quell' area del mondo c'è la guerra, ci sono soldati che hanno l'ordine di sparare.
Dunque a che serve ?
Niente per me.
" Una manciata di barche che salpano con clamore mediatico, presentandosi come missioni di aiuto umanitario, ma che in realtà non portano sollievo a nessuno. La verità è semplice: quelle navi non servono a curare ferite, a nutrire bambini o a proteggere civili. Servono solo a garantire qualche titolo di giornale, qualche passerella ideologica e una dose di visibilità a chi le organizza. Dietro la facciata umanitaria, si nasconde la propaganda. Ogni vela spiegata verso Gaza non è un gesto di solidarietà, ma una bandiera issata contro il buonsenso e la responsabilità internazionale. Chi partecipa a queste operazioni sa bene che Israele non permetterà mai la violazione del blocco navale, e che quelle imbarcazioni non raggiungeranno il loro obiettivo. Lo scopo non è arrivare a destinazione, bensì costruire una narrazione. "
cit. di Andrea di Giuseppe
sul quotidiano Tempo
P.s. ricordo ..persone disarmate e un acque distanti centinaia di km dal conflitto. Poi se tu sei un proBIBI nessuno è esente da difetti.
Non sono proBIBI e neanche filo Israeliano come intendi tu.
Delle lotte sindacali ricordo quelle italiane, gli scioperi io li ho fatti in più di 35 anni di servizio.
E meglio che chiudiamo così, evitiamo di polemizzare 🤝