Gimlet: Poteva tranquillamente scattare la foto in quanto fotografo ma come essere umano poteva evitare di girare e andare via senza tentare di fare qualcosa 😓
Isotta: Gimlet sono nella tua linea di pensiero,poteva essere la testimonianza di un destino cambiato.mella sua testa probabilmente c'era già l'inferno è complicato e crudele l'animo umano,specialmente quando si nutre di brutture.
Mosayco: Il ritaglio è scritto in piccolo ma c'è scritto così:
“Sono depresso…senza telefono…soldi per l’affitto…soldi per il mantenimento dei figli…soldi per i debiti…soldi !!!…Sono ossessionato dai ricordi vividi di omicidi e cadaveri, della rabbia e del dolore…di bambini che muoiono di fame o feriti, di pazzi dal grilletto facile, spesso membri della polizia, di carnefici assassini…vado ad unirmi a Ken (il suo amico e collega Ken Oosterbroek, morto durante un reportage qualche mese prima) se sono così fortunato”.
Il suicidio di Carter fu certamente causato da una commistione di ragioni e non, come spesso indicato da numerosi media occidentali, una singola conseguenza dei sensi di colpa. Il fotografo abusava di droghe, aveva una bambina che riusciva a vedere pochissimo e si trovava costantemente immerso in scenari di guerra e devastazione, tipici delle regioni Africane di quel periodo. La pressione mediatica che gli venne fatta contribuì certamente all’estremo gesto, ma non ne fu l’unica causa.
“Sono depresso…senza telefono…soldi per l’affitto…soldi per il mantenimento dei figli…soldi per i debiti…soldi !!!…Sono ossessionato dai ricordi vividi di omicidi e cadaveri, della rabbia e del dolore…di bambini che muoiono di fame o feriti, di pazzi dal grilletto facile, spesso membri della polizia, di carnefici assassini…vado ad unirmi a Ken (il suo amico e collega Ken Oosterbroek, morto durante un reportage qualche mese prima) se sono così fortunato”.
Il suicidio di Carter fu certamente causato da una commistione di ragioni e non, come spesso indicato da numerosi media occidentali, una singola conseguenza dei sensi di colpa. Il fotografo abusava di droghe, aveva una bambina che riusciva a vedere pochissimo e si trovava costantemente immerso in scenari di guerra e devastazione, tipici delle regioni Africane di quel periodo. La pressione mediatica che gli venne fatta contribuì certamente all’estremo gesto, ma non ne fu l’unica causa.