Vaccata
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Covid, 6 anni fa i primi casi nella Bergamasca. Fu solo l'inizio dell'incubo.
A un certo punto furono silenziate anche le sirene delle ambulanze. Perché reclamare la precedenza su strade deserte era paradossale e perché quegli ululati generavano ansia per un virus capace di uccidere insinuandosi subdolamente sotto la porta di casa. Stessa cosa successe alle campane delle chiese, che per annunciare i decessi arrivarono a suonare a martello quasi incessantemente, scandendo con il loro ritmo funebre le giornate di una popolazione ostaggio dell'angoscia.
Sottovalutazione? Col senno di poi sì, ma la verità è che sembrava tutto irreale, nessuno si rappresentava un panorama così drammatico, quasi da guerra, con coprifuoco, militari in attesa di cinturare i paesi della bassa Valle Seriana che furono l'epicentro dei contagi, negozi e attività chiuse, file da day-after nei supermercati.
Nessuno in quei giorni immaginava che saremmo diventati la nuova Wuhan, guardata con pietà da tutto il mondo, terra martoriata da soccorrere. Arrivarono medici da Cuba, dalla Russia, dall'Albania, dalla Cina, ospedali francesi e tedeschi accolsero i pazienti che da noi non trovavano un letto. E, ancora, quei camion dell'Esercito a portare via le bare perché il forno crematorio del cimitero di Bergamo faticava a reggere il ritmo dei decessi
. Solo a marzo, il più crudele dei mesi – per citare il titolo di un bel libro del bergamasco Gigi Riva –, nella nostra provincia si contarono 4.500 vittime. (da "L'Eco di Bergamo).
Domenica 23 Febbraio 2020. Si registrarono ufficialmente all'Ospedale di Alzano Lombardo i primi due pazienti positivi al Covid, dopo il primo contagio italiano registrato a Codogno. Primi pazienti "ufficiali", perchè già da 3 mesi (Novembre 2019) si registravano polmoniti "atipiche" e relativi decessi.
Inizialmente, Tachipirina e vigile attesa... e, nell'attesa, la gente moriva.
Poi gli ospedali collassati: non c'erano più posti... vengono allestiti tendoni come in guerra. Alpini ed artigiani, volontariamente e gratuitamente, allestiscono in fretta e furia un ospedale all'interno della Fiera. Familiari che non hanno più potuto rivedere i propri cari, nè vivi nè morti, nemmeno per l'ultima volta.
Ho perso amici e conoscenti, in questa pandemia...tanti 😢
... ed avremmo, tutti, dovuto imparare molto di più
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Vaccata