Chiacchiera
7 NovembreMod - 3.811 visualizzazioni
Thomas 😊
Era un soleggiato mercoledì pomeriggio, l'aria sui Navigli era intrisa di un silenzio così denso che sembrava quasi un suono, spezzato solo dal fruscio lontano delle foglie secche, presagio di un autunno freddo.
Thomas, il cui ristorante stellato era temporaneamente chiuso per un restyling concettuale, si era auto-invitato a casa di Vivi per preparare un piatto per lui sacro: i Gnocchi al Pesto di Mandorle e Zafferano, una ricetta che custodiva gelosamente su un antico taccuino.
Il terrazzo, ora trasformato in un laboratorio di gnocchi, era nel caos.
Vivi stava impastando le patate con la concentrazione di uno scultore greco.
«Thomas, sei sicuro che questo zafferano non sia troppo audace per le mandorle?»
Thomas, invece di rispondere, scrutava il pavimento con l'espressione di un detective che ha appena scoperto una traccia cruciale. Aveva messo il suo preziosissimo taccuino delle ricette segrete accanto al sacchetto del formaggio, su una sedia. Ora, entrambi erano spariti.
«No, no, non è lo zafferano ad essere audace, Vivi! È... il furto! Il mio taccuino! E il blocco di Parmigiano Reggiano stravecchio che mi ha dato il mio fornitore fidato! Sono scomparsi!» Thomas era sconvolto.
Vivi si asciugò le mani sul grembiule. «Calma, Thomas. Siamo al terzo piano. Sei sicuro che non li abbia... tu?»
«Non sono un amnesico culinario!» tuonò lui. «Questo è un complotto! Qualcuno vuole la mia ricetta degli gnocchi perfetti!»
I due si guardarono intorno. Chi poteva essere il colpevole in un appartamento chiuso? La risposta arrivò con un flebile miagolio soddisfatto proveniente dalla zona meno ispezionata del terrazzo: il piccolo balcone di servizio dove Vivi teneva accatastate le scatole del lego.
Pippo era appollaiato trionfalmente su uno scatolone di latta. Aveva trovato il Parmigiano e lo stava demolendo con una voracità inaudita, briciole d'oro sparse sul pelo.
«Pippo, traditore gastronomico!» esclamò Thomas.
Ma il taccuino? Non c'era.
«Aspetta,» disse Vivi, notando qualcosa di strano nello scatolone sotto Pippo.
Si avvicinò con cautela. Mentre Vivi apriva lo scatolone, Biby uscì con un'aria regale ma colpevole. Teneva qualcosa tra i denti.
Era il taccuino. Non lo stava mangiando, ma ci stava... giocando. Le pagine erano aperte e il prezioso foglio della ricetta degli gnocchi era stato usato da Biby per creare la sua personale opera d'arte felina.
«Oh, no!» Thomas si precipitò. La pagina era coperta da una serie di piccoli fori perfettamente rotondi, creati dagli artigli di Biby, che sembravano seguire una strana sequenza. Inoltre, il bordo della pagina era stato masticato leggermente.
«L'ha distrutta! La ricetta è persa!» gemette Thomas, affranto.
Vivi prese la pagina rovinata e la esaminò con l'occhio di una persona abituata all'arte astratta. «Aspetta un attimo, Thomas. Guarda la sequenza di questi fori. Sono... ritmici. E la masticazione sul bordo sembra aver enfatizzato le indicazioni dei tempi di cottura.»
Thomas, incuriosito, si mise gli occhiali. I fori di Biby erano tutti accanto alle istruzioni: 100 ext{g} di patate, 100 ext{g} di farina, un pizzico di sale. I fori vicino ai numeri 1 e 0 erano più profondi.
«È un codice! L'arte dell'annotazione felina!» esclamò Thomas, improvvisamente entusiasta. «Biby non ha distrutto la ricetta, l'ha migliorata concettualmente! Mi sta dicendo che la proporzione patate/farina è cruciale, e i fori indicano il numero di "pieghe" da dare all'impasto!»
Nel frattempo, Pippo, stanco di distruggere il formaggio, si avvicinò all'impasto di gnocchi di Vivi, ancora sulla spianatoia. Con un'audacia inaspettata, saltò sull'asse e, invece di calpestare l'impasto, si sdraiò sopra di esso, lasciandosi avvolgere dal calore delle patate.
Vivi e Thomas si scambiarono un'occhiata.
«L'effetto gatto caldo...» sussurrò Thomas.
«...la temperatura perfetta per la lievitazione degli gnocchi,» completò Vivi, con un sorriso. «Un altro tocco d'artista involontario!»
Grazie al "codice di Biby" e al "riscaldamento Pippo", gli gnocchi al pesto di mandorle e zafferano di Thomas furono i più leggeri e saporiti mai assaggiati.
Quella sera, mentre gustavano il piatto sul terrazzo, Thomas propose un brindisi: «Ai veri collaboratori della cucina stellata: la critica d'arte esigente, l'artista del caldo e la musa del caos, che ci hanno dimostrato che la perfezione è solo l'inizio. Eh Vivi, però la prossima volta, nascondi il Parmigiano... in cassaforte.»
Vivi
Era un soleggiato mercoledì pomeriggio, l'aria sui Navigli era intrisa di un silenzio così denso che sembrava quasi un suono, spezzato solo dal fruscio lontano delle foglie secche, presagio di un autunno freddo.
Thomas, il cui ristorante stellato era temporaneamente chiuso per un restyling concettuale, si era auto-invitato a casa di Vivi per preparare un piatto per lui sacro: i Gnocchi al Pesto di Mandorle e Zafferano, una ricetta che custodiva gelosamente su un antico taccuino.
Il terrazzo, ora trasformato in un laboratorio di gnocchi, era nel caos.
Vivi stava impastando le patate con la concentrazione di uno scultore greco.
«Thomas, sei sicuro che questo zafferano non sia troppo audace per le mandorle?»
Thomas, invece di rispondere, scrutava il pavimento con l'espressione di un detective che ha appena scoperto una traccia cruciale. Aveva messo il suo preziosissimo taccuino delle ricette segrete accanto al sacchetto del formaggio, su una sedia. Ora, entrambi erano spariti.
«No, no, non è lo zafferano ad essere audace, Vivi! È... il furto! Il mio taccuino! E il blocco di Parmigiano Reggiano stravecchio che mi ha dato il mio fornitore fidato! Sono scomparsi!» Thomas era sconvolto.
Vivi si asciugò le mani sul grembiule. «Calma, Thomas. Siamo al terzo piano. Sei sicuro che non li abbia... tu?»
«Non sono un amnesico culinario!» tuonò lui. «Questo è un complotto! Qualcuno vuole la mia ricetta degli gnocchi perfetti!»
I due si guardarono intorno. Chi poteva essere il colpevole in un appartamento chiuso? La risposta arrivò con un flebile miagolio soddisfatto proveniente dalla zona meno ispezionata del terrazzo: il piccolo balcone di servizio dove Vivi teneva accatastate le scatole del lego.
Pippo era appollaiato trionfalmente su uno scatolone di latta. Aveva trovato il Parmigiano e lo stava demolendo con una voracità inaudita, briciole d'oro sparse sul pelo.
«Pippo, traditore gastronomico!» esclamò Thomas.
Ma il taccuino? Non c'era.
«Aspetta,» disse Vivi, notando qualcosa di strano nello scatolone sotto Pippo.
Si avvicinò con cautela. Mentre Vivi apriva lo scatolone, Biby uscì con un'aria regale ma colpevole. Teneva qualcosa tra i denti.
Era il taccuino. Non lo stava mangiando, ma ci stava... giocando. Le pagine erano aperte e il prezioso foglio della ricetta degli gnocchi era stato usato da Biby per creare la sua personale opera d'arte felina.
«Oh, no!» Thomas si precipitò. La pagina era coperta da una serie di piccoli fori perfettamente rotondi, creati dagli artigli di Biby, che sembravano seguire una strana sequenza. Inoltre, il bordo della pagina era stato masticato leggermente.
«L'ha distrutta! La ricetta è persa!» gemette Thomas, affranto.
Vivi prese la pagina rovinata e la esaminò con l'occhio di una persona abituata all'arte astratta. «Aspetta un attimo, Thomas. Guarda la sequenza di questi fori. Sono... ritmici. E la masticazione sul bordo sembra aver enfatizzato le indicazioni dei tempi di cottura.»
Thomas, incuriosito, si mise gli occhiali. I fori di Biby erano tutti accanto alle istruzioni: 100 ext{g} di patate, 100 ext{g} di farina, un pizzico di sale. I fori vicino ai numeri 1 e 0 erano più profondi.
«È un codice! L'arte dell'annotazione felina!» esclamò Thomas, improvvisamente entusiasta. «Biby non ha distrutto la ricetta, l'ha migliorata concettualmente! Mi sta dicendo che la proporzione patate/farina è cruciale, e i fori indicano il numero di "pieghe" da dare all'impasto!»
Nel frattempo, Pippo, stanco di distruggere il formaggio, si avvicinò all'impasto di gnocchi di Vivi, ancora sulla spianatoia. Con un'audacia inaspettata, saltò sull'asse e, invece di calpestare l'impasto, si sdraiò sopra di esso, lasciandosi avvolgere dal calore delle patate.
Vivi e Thomas si scambiarono un'occhiata.
«L'effetto gatto caldo...» sussurrò Thomas.
«...la temperatura perfetta per la lievitazione degli gnocchi,» completò Vivi, con un sorriso. «Un altro tocco d'artista involontario!»
Grazie al "codice di Biby" e al "riscaldamento Pippo", gli gnocchi al pesto di mandorle e zafferano di Thomas furono i più leggeri e saporiti mai assaggiati.
Quella sera, mentre gustavano il piatto sul terrazzo, Thomas propose un brindisi: «Ai veri collaboratori della cucina stellata: la critica d'arte esigente, l'artista del caldo e la musa del caos, che ci hanno dimostrato che la perfezione è solo l'inizio. Eh Vivi, però la prossima volta, nascondi il Parmigiano... in cassaforte.»
Vivi
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sei appena stata aggiunta alla mia lista nera 😂
Con cento grammi di Patate per centro grammi di farina ci fai il Calcestruzzo, credimi... ma che razza di assassini alimentari frequenti, scusa? 🧐
Prova a scendere sui 250 grammi di farina per chilo di patate quando te la sentirai e capirai la differenza nel piatto... indovina che mi faccio stasera, indovina? 🤣🤣🤣
Ma perchè io con 250 gr di farina non riesco a lavorare la pasta, mi sembra molliccia...🤨🤨
Ma l'importante è mangiarseli di gusto 🧐
C'è gente che le passa in forno per farle asciugare, prima di "Gnoccarle"... li conosci, per caso, i Knöpfli, gnocchetti di pasta all'uovo di origine germanica? E' come fare un piatto di gnocchi - di forma differente - ma sostanzialmente è una pastasciutta ipercalorica, tanto più se condita "pesantemente" 🤣🤣🤣