Post commentati da FantoniManuel
Chiacchiera
oggi alle ore 17:22 - 2.173 visualizzazioni Il secondo e ultimo Epilogo rivisitato da un idea di ebbenesi , in versione politically correct 😂😂😂😂
Dopo qualche anno di matrimonio, Renzo e Lucia capirono che qualcosa non funzionava più. Non c'erano tradimenti, litigi o drammi particolari. Semplicemente, avevano preso strade diverse.
Una sera Renzo trovò il coraggio di parlare. «Lucia, devo dirti una cosa.»
Lucia lo guardò. «Dimmi.»
Renzo respirò profondamente. «Credo di essere gay.»
Lucia rimase in silenzio per qualche secondo. Poi sorrise. «Finalmente me l'hai detto.»
«Come... finalmente?»
«Renzo, ti conosco da anni. Quando ti regalai quella camicia, l'hai restituita dicendo che era “troppo poco elegante”.»
«Era rosa.»
«Esatto.»
Renzo scoppiò a ridere. La loro storia d'amore era finita, ma non la loro amicizia. Decisero quindi di divorziare pacificamente.
Agnese, quando lo seppe, commentò: «Io l'avevo capito già al matrimonio.»
«Mamma!»
«Che c'è? Ha passato più tempo con il fotografo che con la sposa.»
Nel frattempo, Renzo aveva iniziato una nuova vita. E proprio quando pensava che il passato fosse ormai alle spalle, ricevette un messaggio.
Era Don Rodrigo.
Don Rodrigo: Ciao. Possiamo parlare?
Renzo accettò. Si incontrarono davanti a un bar. Parlarono per ore. Scoprirono di avere molto più in comune di quanto avessero mai immaginato. Entrambi amavano la musica, i viaggi e lamentarsi dei prezzi dei ristoranti. Dopo qualche settimana arrivò la notizia che nessuno avrebbe mai potuto prevedere: Renzo e Don Rodrigo stavano insieme. Lucia lo scoprì da Instagram.
DON RODRIGO:❤️ con Renzo Tramaglino
Agnese commentò: «Ma allora tutto questo casino per niente?!»
Lucia rispose: «A quanto pare.»
Don Abbondio, invece, venne intervistato da un giornalista. «Don Abbondio, cosa pensa di questa incredibile conclusione?»
Il parroco sospirò. «Io l'avevo sempre detto che quel matrimonio non s'aveva da fare.»
«Perché?»
Don Abbondio sorrise.
«Perché, a quanto pare, avevo capito tutto.»
E così, dopo anni di fughe, intrighi, minacce, matrimoni, divorzi e colpi di scena, Renzo trovò finalmente la felicità. Con Don Rodrigo. Lucia trovò la sua. E Don Abbondio? Continuò semplicemente a non immischiarsi. Perché alcune cose, nella vita, non cambiano mai.Leggi tutto...
Vaccata
oggi alle ore 11:08 - 3.310 visualizzazioni Da un idea di paola63 😂😂😂
Meglio del mio è
Fu così che, dopo qualche anno di matrimonio, Renzo e Lucia scoprirono che forse l'amore eterno era un concetto un po' sopravvalutato.
Lucia, stanca della vita di provincia, decise di reinventarsi sui social e aprì un profilo su OnlyFans, diventando in breve tempo una celebrità del web.
Renzo, venuto a conoscenza della cosa, ebbe una reazione tutt'altro che romantica.
«Lucia, questa non è la vita che avevamo immaginato!»
«Renzo, quando ci siamo sposati avevamo immaginato anche di non litigare per chi dovesse portare fuori la spazzatura.»
«Questo è diverso!»
«No, Renzo. Questo è il matrimonio.»
Dopo mesi di discussioni, avvocati e messaggi lasciati visualizzati, i due decisero infine di divorziare.
Renzo tornò al suo paese e aprì un negozio di abbigliamento.
Lucia, invece, continuò la sua carriera sui social.
E proprio quando sembrava che la storia fosse definitivamente conclusa, comparve nuovamente Don Rodrigo.
Il vecchio antagonista aveva completamente cambiato vita: aveva abbandonato il Porsche Cayenne, si era reinventato come influencer e aveva aperto una pagina Facebook dal nome:
**“Don Rodrigo Official — Business, Lifestyle & Motivazione.”**
Tra una diretta e un post sponsorizzato, Don Rodrigo e Lucia si incontrarono.
Fu amore a prima reaction.
Cominciarono a pubblicare video insieme, foto di vacanze, dirette in piscina e consigli motivazionali del tipo:
> «Seguite il vostro cuore. E, soprattutto, monetizzatelo.»
In pochi mesi diventarono una delle coppie più seguite di Facebook.
Renzo, vedendoli insieme, commentò una sola volta:
> «Sono contento per voi.»
Poi bloccò entrambi.
E fu così che, dopo tradimenti, minacce, fughe, peste, matrimoni e divorzi, Lucia e Don Rodrigo vissero per sempre felici e contenti...
...o almeno **finché Facebook non cambiò l'algoritmo**.Leggi tutto...
Chiacchiera
oggi alle ore 10:26 - 2.904 visualizzazioni Dopo mille ostacoli, Renzo e Lucia finalmente riuscirono a sposarsi.
Don Abbondio celebrò la cerimonia.
A un certo punto si sentì un rumore.
BZZZ.
Il telefono del parroco vibrava.
Renzo lo guardò.
«Don Abbondio, durante il matrimonio?»
«Mi scusi.»
«Chi è?»
Don Abbondio lesse il messaggio.
Era il gruppo WhatsApp:
PARROCCHIA — SOLO COSE IMPORTANTI
Aperitivo dopo la cerimonia confermato?
Don Abbondio rispose:
Confermo.
Poi mise il telefono in modalità silenziosa.
E vissero felici e connessi
Renzo e Lucia si trasferirono in campagna.
Aprirono un piccolo laboratorio di prodotti artigianali.
Agnese gestiva i social.
Renzo si occupava delle consegne.
Lucia amministrava l'azienda.
Fra Cristoforo aprì un podcast.
L'Innominato divenne volontario.
Don Rodrigo perse quasi tutto e, dopo un lungo percorso, iniziò a fare beneficenza.
Don Abbondio?
Continuò a evitare i problemi.
Anzi, diventò famoso su TikTok con il suo nuovo profilo:
donabbondio_official
Il suo primo video ebbe 12 milioni di visualizzazioni.
Titolo:
“Come evitare qualsiasi responsabilità in 5 semplici mosse.”
E fu così che, dopo quasi duecento anni, i Promessi Sposi scoprirono una verità eterna:
puoi cambiare epoca, tecnologia e vestiti, ma l'amore, i guai e la burocrazia restano sempre gli stessi.Leggi tutto...
Vaccata
23 Agosto - 4.045 visualizzazioni Poi arrivò la crisi.
Una nuova epidemia si diffuse rapidamente.
Le città si svuotarono.
Le persone restavano chiuse in casa.
Si usciva di casa solo con le mascherine, per portare il cane a pisciare o per fare la spesa con la distanza di sicurezza.
I social impazzirono.
Comparvero esperti improvvisati:
“Io ve l'avevo detto.”
“Non sono un medico, però...”
“Mio cugino lavora in farmacia e dice che...”
Don Abbondio si trasferì definitivamente su Zoom.
Agnese fece scorte di pasta.
Renzo comprò 40 confezioni di biscotti, 10kg di farina, lievito e incomincio a fare il pane in casa.
Lucia cominciò a lavorare online.
Don Rodrigo, invece, scoprì improvvisamente che il suo impero economico non era indistruttibile.
Per la prima volta si trovò solo.
E cominciò a pensare e chiese aiuto all'Innominato.
L'Innominato era un ex criminale diventato imprenditore digitale.
Aveva milioni di follower e teneva corsi motivazionali intitolati:
“Da criminale a CEO: la mia rinascita.”
Quando Don Rodrigo gli chiese di rapire Lucia, l'Innominato accettò.
Ma quando incontrò Lucia, qualcosa cambiò.
Lucia non lo insultò.
Non ebbe paura.
Gli disse semplicemente:
«Lei può ancora scegliere chi essere.»
Quella frase gli rimase dentro.
Quella notte l'Innominato non dormì.
Alle tre del mattino aprì Instagram.
Scrisse:
“Ragazzi, ho sbagliato tutto.”
Poi cancellò il post.
Lo riscrisse.
Lo cancellò di nuovo.
Alla fine chiamò Lucia.
«È libera.»Leggi tutto...
Chiacchiera
21 Agosto - 3.204 visualizzazioni Nel frattempo Lucia era disperata.
Sua madre, Agnese, cercava soluzioni su Google.
«Vediamo... “Come sposarsi senza parroco”.»
Lucia la guardò.
«Mamma.»
«Che c'è?»
«Non funziona così.»
«Io intanto guardo.»
Dopo qualche minuto Agnese ebbe un'idea.
«Possiamo fare un video.»
«Un video?»
«Raccontiamo la nostra storia sui social.»
«E a cosa serve?»
«Magari diventiamo famose.»
Lucia sospirò.
Ma Agnese aveva ragione.
Il video divenne virale.
Titolo:
“IL PARROCO NON VUOLE SPOSARCI: ECCO PERCHÉ”
In 24 ore:
• 2 milioni di visualizzazioni;
• 300.000 like;
• 50.000 commenti;
• tre offerte pubblicitarie.
Lucia ricevette una proposta per sponsorizzare una crema viso.
«Ma io voglio solo sposarmi!»
Agnese sorrise.
«Certo. Però prima facciamo la collaborazione.»....Leggi tutto...
Vaccata
22 Agosto - 3.101 visualizzazioni Fra Cristoforo suggerì a Lucia e Agnese di trasferirsi per un po'.
Lucia partì per Monza.
Renzo rimase a Milano.
Errore.
Perché proprio in quei giorni Milano era completamente bloccata.
Sciopero dei mezzi.
Metropolitana chiusa.
Traffico.
Monopattini ovunque.
Renzo camminò per tre ore.
Quando finalmente arrivò, scoprì che in centro c'era una manifestazione.
«Ma possibile?!»
Un signore gli rispose:
«È Milano.»
Renzo si sedette sul marciapiede.
«Voglio tornare al mio paese.»
Durante una protesta, Renzo iniziò a parlare alla folla.
«Ragazzi, io volevo solo sposarmi!»
Qualcuno lo riprese.
Il video diventò virale.
Il giorno dopo tutti conoscevano Renzo.
I giornali lo chiamavano:
“Il fidanzato ribelle.”
Un programma televisivo lo invitò.
«Renzo, ci racconti la sua storia.»
«Io voglio solo Lucia.»
Il pubblico applaudì.
Il conduttore si commosse.
«Che uomo!»
Renzo tornò a casa con 80.000 follower.
Non sapeva nemmeno cosa significasse.Leggi tutto...
Chiacchiera
19 Agosto - 2.481 visualizzazioni Era una mattina come tante a Milano.
Renzo Tramaglino, operaio tessile con il sogno di aprire un negozio di abbigliamento da strada, camminava verso casa di Lucia Mondella. I due erano fidanzati da tempo e finalmente avevano deciso di sposarsi.
Il matrimonio era fissato per sabato.
Peccato che Don Abbondio, il loro parroco, avesse ricevuto una telefonata.
Numero privato.
«Pronto?»
Dall'altra parte, una voce roca:
«Lei è Don Abbondio?»
«Sì...»
«Allora ascolti bene. Il matrimonio di Renzo e Lucia non s'ha da fare.»
«Ma... perché?»
«Perché lo dice Don Rodrigo.»
«Ah.»
«Ha capito?»
«Benissimo.»
«Niente matrimonio.»
«Certo.»
«E non faccia il furbo.»
«Assolutamente.»
Don Abbondio riattaccò, aprì WhatsApp e scrisse immediatamente al suo migliore amico:
Don Abbondio: Ho un problema.
Tre puntini comparvero.
Scomparvero.
Ricoparvero.
Poi arrivò la risposta:
Don Abbondio: Vai tranquillo, non rispondere.
Don Abbondio si sentì improvvisamente molto più tranquillo....Leggi tutto...
Chiacchiera
13 Agosto - 3.683 visualizzazioni Mi chiamo Giovanna. Ho 41 anni.
Il momento in cui capisci di aver toccato il fondo, quello vero, non è quando il tuo capo ti chiama in ufficio un giovedì mattina per dirti che l'azienda chiude il reparto e tu sei fuori.
Il fondo lo tocchi tre mesi dopo, alla cassa del supermercato, quando il totale fa 42 euro e 50 centesimi e tu, nel portafoglio, tra monete e banconote stropicciate, ne hai solo 38.
E con la fila di persone dietro che sbuffa, devi guardare la cassiera negli occhi e dirle:
«Mi scusi, tolga i biscotti dei bambini e il pezzo di formaggio.»
Esci da lì con le guance che ti bruciano di vergogna, stringendo i manici di plastica di quelle due buste mezze vuote, sapendo che per i successivi quattro giorni dovrai inventarti la cena per i tuoi figli con un pacco di pasta e una scatola di pelati.
Quando mi hanno licenziata, ero già separata da tre anni.
Il mio ex marito è uno di quelli che versa il mantenimento quando se lo ricorda e poi sparisce.
E io ero sola.
Sola con Matteo, che aveva 11 anni, e Sofia, che ne aveva 8.
La gente dice sempre:
«Meno male che nei momenti di crisi c'è la famiglia. Ci sono i nonni.»
Una favola bellissima.
Peccato che non sia la mia.
I miei genitori stanno bene. Hanno due pensioni statali, una casa di proprietà senza mutuo e zero debiti. Non sono ricchi, ma non hanno mai dovuto contare gli spiccioli per arrivare a fine mese.
Un mese dopo aver perso il lavoro, quando ho capito che non sarei riuscita a pagare l'affitto e che il proprietario mi avrebbe mandato lo sfratto, ho ingoiato tutta la mia dignità.
Mi faceva schifo anche solo l'idea, ma l'ho fatto per i miei figli.
Sono andata a casa dei miei.
Eravamo seduti nel loro salotto buono, quello con i centrini immacolati e l'odore di cera per pavimenti.
Ho pianto.
Ho spiegato la situazione, ho mostrato l'estratto conto in rosso.
Ho chiesto loro in prestito 1.500 euro.
Solo per respirare due mesi. Il tempo di trovare anche solo un posto da lavapiatti o da donna delle pulizie.
Ho giurato che glieli avrei restituiti fino all'ultimo centesimo.
Mio padre mi ha guardata.
Si è schiarito la voce, ha incrociato le braccia al petto e ha pronunciato la frase che mi ha uccisa:
«Giovanna, noi i nostri sacrifici li abbiamo già fatti ai nostri tempi. Ti avevamo detto che separarti era una cazzata, ma tu hai voluto fare di testa tua. Hai voluto l'indipendenza? Ora devi imparare a cavartela. Non siamo il tuo bancomat.»
Mi sono voltata verso mia madre, cercando aiuto.
Lei ha abbassato gli occhi sulle sue mani e ha sussurrato:
«Tuo padre ha ragione. Non possiamo intaccare i risparmi per i tuoi errori.»
In quel preciso istante, seduta su quel divano di velluto, io sono diventata orfana.
Avere i genitori vivi e a dieci chilometri di distanza, sapere che preferirebbero vederti finire in mezzo a una strada con i loro nipoti piuttosto che rinunciare al loro orgoglio e darti una mano, è un dolore che ti gela il sangue.
Ti toglie la pelle.
Sono uscita da quella casa e non ci sono mai più rientrata.
Ho fatto la fame.
Quella vera.
Ho iniziato a pulire le scale dei condomini in nero, svegliandomi alle quattro del mattino. Ho lavato i cessi dei bar per cinque euro l'ora.
C'erano sere in cui preparavo due uova al tegamino per i miei figli e io mi sedevo a tavola con un bicchiere d'acqua, dicendo loro con il sorriso stampato in faccia:
«Mamma ha già mangiato un panino enorme al lavoro. Scoppio. Mangiate tutto voi.»
E intanto lo stomaco mi si torceva per i crampi della fame.
Ma li guardavo mangiare e mi sentivo una leonessa.
Mi chiamo Giovanna.
Ho 41 anni.
Oggi ho un contratto a tempo indeterminato come cassiera in un supermercato.
Non navigo nell'oro, ma l'affitto è pagato e nel frigorifero c'è sempre qualcosa.
I miei figli sono puliti, sani e hanno tutto quello che serve.
Ce l'ho fatta da sola.
Mi sono strappata dal fondo con le mie stesse unghie, spezzandomele una per una.
I miei genitori, da qualche mese, provano a farsi sentire.
Mandano messaggi per le feste. Mi chiedono di portare i ragazzi la domenica pomeriggio, perché adesso stanno invecchiando e la solitudine comincia a fargli paura.
Ma io non rispondo.
Visualizzo e cancello.
Perché puoi perdonare uno sgarbo. Puoi persino perdonare una litigata furiosa.
Ma quando stai annegando e la persona che ti ha messo al mondo ti guarda annaspare tenendo le mani in tasca, qualcosa si rompe per sempre.
E non c'è colla, non c'è sangue, non c'è legame di parentela al mondo che possa mai riattaccarlo.
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