"Tu lascerai ogne cosa diletta piรน caramente; e questo รจ quello strale che l’arco de lo essilio pria saetta. Tu proverai sรฌ come sa di sale lo pane altrui, e come รจ duro calle lo scendere e ‘l salir per l’altrui scale…" (Dante Alighieri, Paradiso XVII: 55-60)๐๐๐
GinoPaolini: BaytaDarell lieta di abbracciarti nuovamente๐ค domani ci racconterai tutto e ci farai vedere tuuuutte le foto del viaggio๐buonanotte๐ค
GinoPaolini: BaytaDarell scusa ma ieri ero mezza addormentata. Sono felice che ti sia piaciuto il post e che abbia potuto alleviare il tuo esilio. ๐คCmq vedo che non รจ cosรฌ affollato come dicono.. Forse eri in bassa stagione?! ๐
BaytaDarell: GinoPaolini Ma figurati! Si va, si viene, come le nuvole (cit. Faber). Io poi ho punte di narcolessia e/o ipersonnia๐๐ ๐ No, non รจ tanto affollato, ma trattavasi di isola riservata๐
GinoPaolini: BaytaDarell Hai scelto un coccio a caso oppure il riferimento รจ volutamente ad Aristide detto "il giusto", ingiustamente ostracizzato come alcune nostre conoscenti di cui qualcuno รจ stanco di sentire il nome?!
Da wiki Plutarco, nelle Vite parallele, riferisce di una disavventura relativa alla condanna che coinvolse Aristide in prima persona: un ateniese si rivolse a lui per scrivere sull'ostrakon (il pezzo di coccio usato per segnalare gli indesiderati) perchรฉ l'uomo era analfabeta; Aristide chiese il nome da scrivere, e il suo interlocutore fece il suo nome; Aristide, resosi conto di non essere stato riconosciuto, chiese perchรฉ volesse condannarlo all'ostracismo; questi rispose che non aveva un vero motivo, ma era solo stanco di sentir nominare Aristide "il Giusto"; al che, Aristide scrisse il suo nome e non fece commenti.