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ieri alle ore 11:37 - 3.640 visualizzazioni LA SOLITA "MELA MARCIA"
Nel film “Serpico” il protagonista (Al Pacino) è un poliziotto di New York che scopre la corruzione sistematica che pervade il suo dipartimento. Fra mazzette, ruberie e traffici illeciti, i suoi colleghi sguazzano allegramente in un ambiente perfettamente protetto dalla loro stessa omertà. Serpico prova a denunciare questa corruzione, ma finisce solo per restare isolato, rischiando pure di morire.
La vicenda di Serpico è estrema, ma è tratta da una storia vera, e rende benissimo l'idea che il male e la corruzione, grazie all'omertà del gruppo, possano prosperare tranquillamente da ambedue i lati della legge.
In Italia invece, ogni volta che un poliziotto viene beccato a trasgredire la legge, si parla subito di una “mela marcia”. In altre parole, il primo pensiero è quello di proteggere la reputazione del corpo di polizia, ricoprendo di disonore il collega “traditore”.
Ora, nessuno qui sostiene che il marciume abbia intaccato ogni livello della nostra polizia, da Aosta fino a Reggio Calabria. E' evidente che la stragrande maggioranza dei poliziotti siano persone che portano con onore la propria divisa. Dovrebbe però essere altrettanto evidente che una singola “mela marcia” – se davvero fosse tale – non potrebbe andare avanti per molto tempo a fare i suoi loschi affari: se fosse veramente circondato dal 99,9 % di colleghi puri e incorruttibili, verrebbe immediatamente isolato e sputato fuori dal sistema stesso, prima di riuscire a portare a termine qualunque crimine di una certa importanza.
Qui invece abbiamo un poliziotto che ricattava sistematicamente – e apertamente - il pusher di turno, e lo obbligava a dargli delle dosi di droga in cambio della garanzia di non essere arrestato. Ma come si può pensare che i suoi colleghi non ne sapessero nulla? Come minimo, dobbiamo ipotizzare una notevole dose di omertà da parte di tutti coloro che lavoravano con lui.
Ora qui nessuno chiede di fare come Serpico, e mettersi contro l'intero dipartimento di polizia. Ma, se davvero il “traditore” era uno solo, se davvero era una singola “mela marcia” – come ora vogliono farci credere - perchè gli altri non l'hanno denunciato?
E' facile in questi casi buttare quintali di letame sul singolo, per cercare di salvare il corpo nel suo insieme. Me se non si andrà più a fondo – magari anche rischiando di scoprire una cultura omertosa della corruzione – di “mele marce” rischiamo di trovarne davvero tante sul nostro camminoLeggi tutto...
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