Post di Patella in ordine cronologico
Chiacchiera
20 Settembre - 4.086 visualizzazioni Buongiorno e buona domenica cari amici.
Anche oggi vi proporremo le intuizioni del nostro mago veggente ed astrologo di fama indiscussa! La nostra redazione ha approfittato dello spazio restante per fare un piagnisteo: si lamentano sempre! Il fatto è che hanno poca voglia di lavorare e cercano ogni pretesto per chiudere le nostre testate, salvo poi pentirsene amaramente! Non badate a loro, anzi fustigateli pure come meritano ed approfittate del caffè offerto generosamente al nostro banchetto di distribuzione del giormale!
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Chiacchiera
19 Settembre - 3.645 visualizzazioni Dedicato a KalimerA: completa lucidità sembra una parola grossa in questo social 🤭😂😂😂😂😂😂😂
Chiacchiera
18 Settembre - 4.869 visualizzazioni Buongiorno cari amici ed affezionati lettori e buon inizio del weekend! Come annunciato e promesso, la nostra redazione ha intervistato Fabio, il gran capo ed alcuni di loro hanno preso una settimana di malattia subito dopo! Sostenevano i tapini di essere giunti sull'orlo di un esaurimento nervoso per patteggiare con lui quanto fosse lecito percularlo senza icorrere in gravi sanzioni 😅 sostenevano altresì che benché l'intervistato sia ad oggi l'amministratore unico del social, la sottoscritta continua ad essere la caporedattrice e la testata si distingue per la sua serissima ironia (mica siamo telemeloni!). Insomma un macello! Fatto sta che non abbiamo potuto fruire del prezioso aiuto del pubblico per formulare le domande, perché il boss ha risposto direttamente alle domande del pubblico nel post in cui abbiamo richiesto il supporto dei lettori! Ma non soltanto: ha scombinato l'ordine in cui gli sono state poste le domande e noi pazientemente abbiamo dovuto riordinarle secondo la successione originariamente proposta ed ancora: lungi dall'accontentarsi della sintesi elaborata per la corretta impaginazione dell'intervista, ne ha preteso la pubblicazione integrale, che troverete infatti nel primo commento. Vane sono state le nostre proteste, per cui abbiamo dovuto mediare in qualche modo per non urtare l'estrema suscettibilità dell'intervistato convinto di avere espresso concettualità elevate e non sintetizzabili nel nostro umile giornalino. Lui sostiene di avere risposto con serietà e di avere investito parte del suo preziosissimo tempo ad elaborare le risposte che pertanto non possono essere manomesse neanche da una fedele sintesi concettuale! Il tempo è denaro, specialmente quello di Fabio! Comunque stamattina offriremo una doppia dose di caffè a tutti i lettori che, restando fedeli alla nostra redazione, avranno la pazienza di leggere tanto il giornalino che l'intervista integrale: forse voi saprete dirci se la nostra sintesi ha realmente tradito in qualche passaggio i contenuti espressi dal grande capo nell'intervista integrale. Nel frattempo buon weekend a tutti e tanto, tanto caffè!
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Chiacchiera
16 Settembre - 3.664 visualizzazioni Buona serata a tutti!
Chiacchiera
13 Settembre - 5.745 visualizzazioni Cari amici buongiorno e buona domenica. Come già sapete, abbiamo chiuso la nostra rubrica cul-in-aria domenicale per varie ragioni, che oggi cercheremo di spiegarvi, ma non c'è motivo di privarvi dell'Oroscopo del nostro mago e veggente, sicché eccovi l'oroscopo del nostro astrologo che potrete leggere sorseggiando il caffé del mattino!
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Chiacchiera
12 Settembre - 4.057 visualizzazioni Riguardo a ieri, il famoso 11 settembre, direi che è da ricordare soprattutto questo:
"Sono le 9.10 del mattino dell'11 settembre 1973.
Salvador Allende è asserragliato nel palazzo della Moneda, a Santiago del Cile, con un elmetto in testa e un fucile tra le mani. Fuori ci sono i carri armati. Dal cielo stanno per arrivare i caccia.
Afferra il microfono di Radio Magallanes, l'ultima emittente rimasta fedele al governo democraticamente eletto, e parla ai cileni per l'ultima volta: "Pagherò con la mia vita la lealtà del popolo".
I golpisti gli offrono un aereo per lasciare il Paese insieme alla famiglia. Allende rifiuta.
Poco prima di mezzogiorno le bombe cominciano a piovere sul palazzo presidenziale. Nel primo pomeriggio Salvador Allende è morto.
Sono passati 53 anni.
Tre anni prima, quest'uomo vince le elezioni. Libere, regolari, democratiche. Il primo presidente marxista arrivato al governo col voto popolare.
Una volta al governo nazionalizza il rame, la ricchezza del Cile che fino a quel momento riempiva le casse delle multinazionali americane. Lo fa con un voto unanime del Parlamento, destra compresa. Avvia la riforma agraria. E stabilisce che ogni bambino cileno abbia diritto a mezzo litro di latte al giorno. Gratis.
Mezzo litro di latte. Ecco il pericolo rosso.
Già nel giugno del 1970, prima ancora del voto, Henry Kissinger spiega la linea statunitense così: "Non vedo perché dovremmo restare a guardare un Paese che diventa comunista per l'irresponsabilità del suo popolo".
A settembre Richard Nixon convoca il capo della CIA e gli consegna un ordine: strozzare l'economia cilena. Per tre anni ci lavorano. Poi arriva l'11 settembre e arriva Augusto Pinochet.
Quel giorno comincia una delle dittature più feroci dell'America Latina: migliaia di persone furono assassinate, torturate, arrestate o fatte scomparire. Lo stadio di Santiago divenne un luogo di prigionia e di morte. Centinaia di migliaia di cileni furono costretti all'esilio.
Allende rimase dentro La Moneda fino alla fine.
La sua voce attraversò Santiago per l'ultima volta.
Sapeva che aveva perso.
Sapeva che di lì a poco i militari sarebbero entrati. Sapeva probabilmente che non avrebbe visto il giorno successivo.
Eppure quelle ultime parole non furono una richiesta di pietà. Furono rivolte a chi sarebbe rimasto: ai lavoratori, alle donne, ai giovani, ai contadini, a quel popolo cileno che tre anni prima lo aveva portato alla presidenza attraverso le urne.
La Moneda venne bombardata. Il palazzo prese fuoco. Le immagini del fumo che si alzava dal cuore di Santiago sarebbero diventate una delle fotografie più terribili del Novecento: un governo democraticamente eletto abbattuto con le armi, sotto gli occhi del mondo.
Allende morì quel giorno. E nelle ore successive cominciò la lunga notte del Cile.
Salvador Allende rimase nella memoria collettiva molto più a lungo dei generali che lo rovesciarono.
È rimasta l'immagine di quell'uomo dentro un palazzo assediato, con il casco in testa e il Paese che gli crollava intorno. È rimasta la voce gracchiante della radio. È rimasto quel tentativo, disperato e lucidissimo, di affidare al futuro ciò che in quel momento veniva schiacciato con le bombe.
Nelle sue ultime ore Allende pronunciò parole diventate immortali: “La storia è nostra e la fanno i popoli”.
La storia, alla fine, si è ricordata soprattutto di lui."
Post di
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Chiacchiera
8 Settembre - 5.276 visualizzazioni Fabio, MissScoccio, Aragorn questo vi riguarda! Popolo di Facciabuco! Questo riguarda tutti noi! E con questo vi auguro la buona notte!
Chiacchiera
5 Settembre - 5.269 visualizzazioni Cari amici, ci corre l'obbligo di tenervi informati in merito alle attività della nostra redazione (eravate curiosissimi, vero?). Eccovi dunque accontentati!
Spanki poi non dire che non ti voglio bene... 😉tu sai perché! I nostri complimenti a CapitanFracassa il più amato nel social!
A tutti buon appetito e buon weekend!
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