Post di Dr00py in ordine cronologico
Vaccata
ieri alle ore 20:07 - 2.852 visualizzazioni Vaccata
29 Marzo - 3.775 visualizzazioni Vaccata
27 Marzo - 4.008 visualizzazioni EccheCaspio però 

Vaccata
26 Marzo - 4.217 visualizzazioni Vaccata
25 Marzo - 4.900 visualizzazioni EccheCaspio però 

Vaccata
24 Marzo - 3.739 visualizzazioni Chiacchiera
23 Marzo - 3.899 visualizzazioni Continua da... È surreale è surreale 


L'elefante bevve. Dentro il tè nuotavano trote fatte di note musicali stonate, e quando le ingoiò sentì il proprio corpo sciogliersi in un fiume di cotone idrofilo color porpora. Le sue zampe si allungarono fino a diventare ponti tra continenti che non erano mai nati, la proboscide si trasformò in un telescopio puntato verso l'interno del proprio cranio, dove scoprì un circo di formiche che danzavano il valzer su un disco di vinile rotto.Intanto la savana si capovolse di nuovo. Gli elefanti dalle gambe infinite ora camminavano sul soffitto del mondo, calpestando le nuvole come tappeti persiani logori. Sotto di loro (o sopra?) la terra era diventata un'immensa torta nuziale al limone, con candeline che piangevano cera di stelle cadenti.Uno degli elefanti, il più piccolo, con una tromba a forma di chiave inglese, sussurrò: «Se smettiamo di ricordarci, smetteremo di cadere verso l'alto. E se smettiamo di cadere verso l'alto... beh, allora saremo solo elefanti normali. Che noia mortale».Così decisero collettivamente di non smettere mai. Continuarono a cadere all'insù, a ricordare all'indietro, a costruire città sulle schiene e a bere tè che sa di futuro andato a male.E da qualche parte, in un angolo del sogno che nessuno ha ancora sognato, un elefante con le zampe di orologio molle saluta con la proboscide una trota che vola controcorrente nel cielo capovolto, e rutta gentilmente un «grazie» fatto di tempo liquefatto.Leggi tutto...
Chiacchiera
23 Marzo - 3.581 visualizzazioni È surreale è surreale 


Un mattino (o forse era sera, chi lo sa quando le lancette fondono come gelato al sole), un elefante grigioperla si svegliò con le zampe infilate in stivali di nuvola cotta. Le sue zanne, invece di essere d'avorio, erano diventate due orologi a cucù rovesciati: uno ticchettava all'indietro contando i sogni non fatti, l'altro gorgogliava bolle di minuti scaduti.Decise di passeggiare. Ma il suolo, offeso dall'idea di essere calpestato da qualcuno così pesante e così irreale, si ritrasse come una tovaglia tirata via da un prestigiatore ubriaco. L'elefante cadde verso l'alto. Cadde per ore, o per secondi, attraversando strati di cielo al contrario: prima le stelle che puzzavano di cannella bruciata, poi le comete che trasportavano valigie di ricordi altrui, infine un oceano capovolto dove i pesci volavano a testa in giù e le onde erano fatte di specchi rotti.Atterrò (o decollò?) su una savana di orologi molli. Qui gli altri elefanti lo stavano aspettando: avevano zampe lunghissime, sottili come matite di fumo, e sulla schiena portavano intere città in miniatura, torri pendenti che fumavano sigarette di incenso, cattedrali con le campane che cantavano arie jazz al contrario, mercati dove si vendevano echi di risate dimenticate.Il capo branco, un elefante con orecchie di farfalla notturna, gli porse la proboscide come fosse un calice avvelenato di tè alla luna. «Bevi» disse con voce di velluto strappato, «e diventerai il ricordo di te stesso prima di esistere».L'elefante bevve.
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Lieta che tu abbia anche chiarito il dubbio sulle "sostanze"😁😁 dall'altro ieri, altrimenti avremmo pensato che i treni fossero deragliati direttamente nella tua dispensa!🤭😎🤣🤣🤣🤣🤣😍