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Satira
ieri alle ore 09:03 - 3.100 visualizzazioni Alla Casa Bianca, ieri, è andata in scena una delle pagine più memorabili della storia recente dell'amministrazione Trump.
Robert F. Kennedy Jr., ministro della Salute degli Stati Uniti d'America, ha deciso di riscrivere completamente le regole della matematica.
E davanti a un Trump che annuiva soddisfatto, ha affermato:
“Un senatore democratico mi ha detto che è matematicamente impossibile che un farmaco scenda di prezzo del 600%. E io gli ho risposto: se costa 100 e sale a 600, quello è un aumento del 600%. Se scende da 600 a 100, è un risparmio del 600%”.
E Trump, compiaciuto: “Giusto”.
In due frasi, il ministro della Salute della prima potenza mondiale è riuscito nell'impresa di sbagliare due calcoli su due.
Il primo: se un prodotto costa 100 e arriva a 600, l'aumento è del 500%, non del 600%. Le percentuali si calcolano sulla differenza rispetto al prezzo di partenza (600 − 100).
Il secondo, ancora più clamoroso: se quello stesso prodotto torna da 600 a 100, il risparmio è dell'83%. E il motivo è semplice. Il risparmio massimo possibile, nell'universo conosciuto, è il 100%. E si raggiunge quando il prodotto diventa gratis.
Oltre il 100% significherebbe che la farmacia ti consegna il medicinale e in più ti paga per portartelo via.
Ma nel regno di Kennedy esistono farmacie magiche che ti rimborsano cinque volte il prezzo del Moment.
Il tutto certificato in diretta dal Presidente degli Stati Uniti con un solenne “giusto”.
Questi sono quelli a cui è stato consegnato il più grande sistema sanitario del pianeta.
E sono gli stessi che i nostri, da Meloni in giù, continuano a definire “modelli”.Leggi tutto...
Vaccata
ieri alle ore 08:32 - 3.040 visualizzazioni ... brutto brutto brutto...
Chiacchiera
ieri alle ore 08:32 - 2.656 visualizzazioni E' già venerdì.
Riflessioni di un giornalista che si guarda intorno.
Di Luciano Ragno
Il silenzio infranto.
Quando un'immagine racconta, rompendo il silenzio. Denuncia . E il mondo viene a sapere.
E' lo scatto della fotoreporter Carol Guzy, per il “Miami Herald”, ha vinto il “ World Press Photo Award 2026”.
La donna nell'immagine è Cocha , equadoriana . E' il 25 agosto del 2025. Attende il suo Luis all'uscita dal tribunale di New York dove è stato appena condannato all'espulsione. L'accusa: è un emigrante. Gli agenti dell'ICI lo stanno portando via. Cocha vede Luis, gli va incontro nonostante gli agenti, si aggrappa, urlando nella disperazione , alla sua maglia . La tira forte, vuole che il marito non venga portato via. Sa che finirà lontano. E' il suo unico sostegno e dei tre figli.
Luis viene portato via. Come lui centinaia di migliaia di emigranti.
Affido il commento a un grande collega, Michele Smargiassi de “La Repubblica”:
“Nella fotografia di Carol Guzy non c'è compostezza, non c'è ordine né armonia, non c'è la pathosformel di Warburg, la trasfigurazione artistica del dolore. C'è un vortice di mani che trattengono e che strappano, c'è la brutalità del potere senza scuse e senza appello, c'è la disperazione scomposta dell'impotenza delle vittime. C'è l'impoetica realtà dell'ingiustizia subìta”.
Ma l'immagine è anche la rottura del silenzio che avvolge spesso le tragedie. E a romperlo sono i fotoreporter, come Carol Guzy. Dice la presidente della giuria KIira Lollack : “ Vanno nei tribunali e nelle zone di conflitto negli angoli più silenziosi del mondo dove la storia si sta scrivendo senza testimoni. Lo fanno perché credono che vedere sia importante . Che le prove contino”.
E così , rotto il silenzio, il mondo sa.Leggi tutto...
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