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Vaccata
ieri alle ore 13:47 - 3.758 visualizzazioni Riso e verza napoletano
1 cavolo verza
olio extravergine d'oliva
2 spicchi aglio
peperoncino (fresco o in polvere)
1 dado da brodo
320 g riso
1 pizzico sale
scorza di parmigiano (facoltativa)
Pulisci la verza: stacca le foglie eliminando la parte dura centrale (non la buttare, puoi mangiarla cruda in un'insalata) e lavala sotto l'acqua corrente.
Il soffritto, la base del sapore: in una pentola capiente soffriggi aglio, olio, peperoncino e dado. Aggiungi la verza cruda e copri con il coperchio. Appena comincia ad appassire togli il coperchio e girala continuamente.
Stufare la verza a regola d'arte: aggiungi mezzo bicchiere d'acqua (regolati sempre guardando la cottura, la verza rilascia un pò di acqua ma se si asciuga aggiungine un pò per volta). La verza dovrà sfaldarsi sul fuoco così con la cottura insieme al riso diventerà cremosissima.
Il tempo di cottura dipende molto dal tipo di verza e dalla durezza delle foglie. Dovrebbe comunque essere cotta al massimo in 1 ora.
Tuffa il riso e cuoci, il metodo napoletano: quando la verza è cotta elimina l'aglio, aggiungi un pò d'acqua e versa il riso direttamente nella verza (a questo punto, se preferisci, inserisci anche qualche scorza di parmigiano).
Cuoci fino a cottura del riso girando continuamente. Una volta pronto lascia riposare in pentola per qualche minuto. Puoi aggiungere se vuoi del parmigiano (facoltativo).Leggi tutto...
Vaccata
ieri alle ore 12:19 - 3.420 visualizzazioni
Chiacchiera
ieri alle ore 08:36 - 3.526 visualizzazioni E' già mercoledì.
Riflessioni di un giornalista che si guarda intorno.
Di Luciano Ragno
Sta tornando. E diventa speranza
Cerco in TV un'evasione fra immagini di guerre raccontate ( dimenticandone tante) e di gente che minaccia, promette e non mantiene. E fra dibattiti di una politica che ama solo litigare. E mi imbatto nella premiazione dei “Golden Globes”, una delle serate più glamour di Hollywood.
E ritrovo una vecchia conoscenza.
E l'ho ritrovata in tutte e tre le vincitrici: il caschetto, quel taglio di capelli – il più versatile delle acconciature- che fa da cornice al volto. Curiosità di uomo, da sempre. Non solo vedendo icone di stile dal cinema ( basta citare Sophia Loren) alla musica (Il famoso “casco d'oro” della Caselli) ma anche donne che incontro nella quotidianità.
Il mio giudizio certamente è influenzato dalla notizia che il caschetto quando nacque- era il 1909 ad opera del celebre Antoine- fu una rivoluzione che sfidò le convinzioni dell'epoca. E divenne simbolo di libertà e di trasformazione femminile. E come tale è rimasto negli anni '20 tempi di ribellione nascosta. Da quando l'ho saputo il caschetto mi ha dato l'idea di un gesto di liberazione della donna
Ha avuto alterne fortune. Lo vedevo spesso negli anni '60. Poi ogni tanto il ritorno. Le riapparizioni quasi sempre sono avvenute in coincidenza con momenti di liberazione della donna.
Sta tornando per diventare di moda. Desta curiosità. Ne stanno parlando alcuni giornali e riviste di moda. Il caschetto riappare in un momento in cui c'è bisogno della ribellione della donna , vittima di una Società che non riesce a scrollarsi il peso di una mentalità maschilista. E ne paga pesantemente il prezzo.
E in quel simbolo vedo una speranza .Leggi tutto...
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