Post di carlettone in ordine cronologico
Chiacchiera
oggi alle ore 08:49 - 2.186 visualizzazioni Sono usciti dall'acqua con gli occhi pieni di buio.
Quel buio che non si dimentica.
Quel silenzio profondo che resta addosso anche quando torni a respirare aria vera.
Jenni, Patrik e Sami sono riemersi dopo ore trascorse nelle profondità di una grotta sommersa alle Maldive, al termine di una missione devastante: recuperare i corpi dei sub italiani dispersi.
Due giorni di operazioni estreme.
Due immersioni contro il tempo, contro la paura, contro i limiti umani.
Lì sotto non esiste spazio per il panico.
Solo oscurità, passaggi stretti, corrente, pressione, freddo e il peso psicologico di sapere che qualcuno non tornerà più a casa con le proprie gambe.
Eppure loro sono scesi.
Ancora.
E ancora.
Gli specialisti di DAN Europe, insieme ai sub locali e al team di speleosub finlandesi, hanno affrontato condizioni che pochi esseri umani riuscirebbero perfino a immaginare.
Ogni metro percorso sott'acqua poteva trasformarsi in una trappola.
Ogni secondo consumava energia, lucidità, respiro.
Nel video del loro ritorno non servono parole.
Basta guardare i loro volti.
La stanchezza negli occhi.
Le mani tremanti.
Il respiro spezzato.
Gli sguardi persi nel vuoto di chi ha visto troppo.
E poi quell'abbraccio della squadra ad aspettarli fuori dall'acqua…
silenzioso, umano, vero.
Perché ci sono missioni che non finiscono quando riemergi.
Ti restano dentro.
Per sempre.
Dietro quelle mute non ci sono “uomini invincibili”.
Ci sono persone.
Persone che hanno scelto di affrontare l'inferno per restituire dignità a chi non poteva più tornare.
Persone che hanno accettato di caricarsi sulle spalle il dolore di famiglie che aspettavano risposte.
Mentre il mondo scorre veloce sui social, esistono ancora esseri umani che rischiano la propria vita nel silenzio assoluto, senza cercare fama, applausi o telecamere.
Lo fanno perché qualcuno deve avere il coraggio di entrare dove tutti gli altri scapperebbero.
E forse è proprio questo il significato più profondo della parola “umanità”.
Non voltarsi dall'altra parte.
Non lasciare indietro nessuno.
Onore eterno a questi uomini e donne del mare.
Perché certi eroi non salvano soltanto corpi.
Salvano la dignità, il rispetto e l'anima di chi resta.Leggi tutto...
Vaccata
oggi alle ore 08:28 - 2.006 visualizzazioni
Chiacchiera
oggi alle ore 08:27 - 1.790 visualizzazioni E' già giovedì.
Riflessioni di un giornalista che si guarda intorno.
Di Luciano Ragno
Una lezione al mondo.
Tribunale di Milano ieri mattina. Lettura di una sentenza: venti anni ad Alessandro Chiani, ventenne, per tentato omicidio di Davide Simone Cavallo e 10 mesi a Mohamed Atia per omissione di soccorso.
I fatti: nell'ottobre dello scorso anno Davide, 22 anni, studente alla Bocconi, sta passando per Corso Como a Milano, Alessandro e Mohamed lo fermano, nasce una discussione, lo rapinano. Poi Alessandro lo colpisce con due coltellate.
Le coltellate rendono invalido Davide per una lesione midollare permanente.
Davide è in aula con i suoi genitori. Ascolta la sentenza . Si rivolge agli avvocati: “Sono dispiaciuto per una pena così alta. Spero per loro un futuro migliore”.
Poi, reggendosi a una stampella, si avvicina alla gabbia dei due imputati . Parla con loro per diversi minuti. Li abbraccia.
E poi : “Vi perdono”.
Alessandro si scusa. Mohamed gli dice: “Potresti essere mio fratello, mi sento in colpa”.
In un mondo che si alimenta senza sosta con l'odio vola quel : “Vi perdono”.
E avvolge il mondo in un abbraccio.
.Leggi tutto...
Vaccata
ieri alle ore 23:20 - 2.666 visualizzazioni
Vaccata
ieri alle ore 22:48 - 2.726 visualizzazioni Vediamo di ricordarceli bene
Vaccata
ieri alle ore 22:13 - 2.996 visualizzazioni Le “scuse” si chiedono se qualcuno pesta un piede. Se ci è caduto qualcosa da mano e abbiamo macchiato la tovaglia. Se non si cede il passo ad una signora: si chiede scusa.
Quando un Paese, sedicente faro di democrazia e libertà in medio oriente prima assalta in acque internazionali un gruppo di imbarcazioni tra cui alcune italiane, sparando sugli occupanti disarmati.
Quando quello stesso Paese deporta illegalmente liberi cittadini tra cui italiani sul proprio territorio, compiendo un rapimento internazionale, e li umilia legandogli le mani, costringendoli a inginocchiarsi e ad ascoltare a tutto volume la propria musica.
Quando questo Paese, che ha devastato Strisce che non gli appartengono e sta massacrando uno Stato sovrano, facendo strage di civili inermi e attraverso i propri coloni si appropria di intere parti di altre terre, in nome dell'Antico Testamento, cacciando i legittimi abitanti.
Le “scuse” forse non bastano.
Forse servirebbe interrompere rapporti commerciali e scambi di ogni genere, e dovrebbe farlo anche l'Unione Europea.
Perché il “debito morale” dello scorso secolo che mai sarà saldato e sempre dovrà restare come monito, non può più far da velo al giudizio ed alla reazione per quello che attualmente quel Paese è.
Ps. E se questo è il modo di operare di questo Stato sapendo che ha a che fare con occidentali e tutto sarà rilanciato a livello mondiale: cosa è lecito immaginare faccia coi palestinesi, quando nessuno vede, filma, protesta?Leggi tutto...
Vaccata
ieri alle ore 21:37 - 2.819 visualizzazioni
Vaccata
ieri alle ore 19:57 - 3.399 visualizzazioni Il Ministro della Salute greco che fuma una sigaretta nel Ministero della Salute nella "GIORNATA MONDIALE CONTRO IL TABACCO" è il livello di "fregacaz*i" che spero di raggiungere un giorno.
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