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Riflessioni di un giornalista che si guarda intorno.
Di Luciano Ragno
Quella voglia di rivalsa
che diventa lentamente vendetta.
Vedo, leggo e respiro un clima pesante. Ma non c'entra il caldo. Vedo che c'è voglia di rivalsa. Che in molti casi diventa lentamente voglia di vendetta. Su scala internazionale dove si susseguono proclami di guerra accompagnati da bombe. Ma anche nelle vicende che non hanno divise e armi ma sono sempre guerre.
Ci stavo riflettendo alla luce delle parole di Mahatma Gandhi: “Occhio per occhio servirà solo a rendere tutto il mondo cieco”. E mi accingevo a scrivere la riflessione quando, sfogliando il “Corriere della Sera“ ho letto che la grande Dacia Maraini aveva affrontato lo stesso problema.
Certamente con una migliore saggezza comunicativa, da grande scrittrice e profonda opinionista. E allora la mia riflessione di questa mattina è l'ultima parte dell'articolo della Maraini che ringrazio con i miei complimenti:
“Con i secoli e con tanti errori commessi e con alcuni valori conquistati si era passati responsabilmente dalla vendetta alla giustizia, conquista importantissima per la realtà mondiale. Ricordiamo che la vendetta si basa sulla improvvisazione personale, sulla rabbia fuori da ogni legge e sull'arbitrio assoluto, mentre la giustizia si fonda su una legge che vale per chi offende e chi è offeso, offre all'offensore il diritto civile a una difesa istituzionale, e la legge stabilisce la punizione giusta, non sull'arbitrio personale ma su una legge legittimata dalla collettività.
Oggi sembra che perfino i grandi Stati che dovrebbero rispondere a un principio di giustizia e di equità siano presi dalla furia della vendetta che, come ho detto, ha radici profonde nel mondo antico. La giustizia non si basa sulla vittoria del più forte ma del più giusto, mentre la vendetta si basa proprio sulla vittoria del più forte, una legge primitiva e animalesca da cui pensavamo illusoriamente di essere usciti.
Sapremo tornare – conclude dacia Maraini- alle conquiste più adulte della democrazia? Io voglio crederci. Non affidandomi a un partito politico ma al buon senso e alla voglia di giustizia del comune cittadino”.
Ci voglio credere anch'io.Leggi tutto...
Vaccata
oggi alle ore 07:27 - 3.814 visualizzazioni Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è dovuto intervenire ancora una volta per fermare e sventare l'ennesimo blitz della destra meloniana.
Avevano provato a inserire nel Ddl sulla riforma delle professioni sanitarie un emendamento, a prima firma Alice Buonguerrieri di Fratelli d'Italia (chi se no?), per reintegrare nell'Ordine dei medici i medici e gli infermieri radiati per le loro deliranti posizioni no-va* e antiscientifiche.
In pratica, un gigantesco salvacondotto per i “guru” della pseudo-scienza.
Quando l'ha saputo, Mattarella ha contattato informalmente il ministero della Salute e gli ha gentilmente spiegato che una norma così lui non la firmerà mai, come ha rivelato anche un retroscena de “la Repubblica”.
Risultato?
Norma sospesa, bloccata e destra in totale imbarazzo, costretta a fare retromarcia su una delle norme bandiera promessa a tutti i no-va* a cui da anni stuzzicano la pancia.
Se non fosse stato per Mattarella, sarebbe passata come se nulla fosse una legge che si fa beffe della scienza, umilia migliaia di medici e infermieri seri e, soprattutto, avrebbe messo in pericolo pazienti e cittadini che ai medici si affidano.
Menomale che c'è ancora qualcuno al Colle a fermare gli scempi ormai quasi quotidiani che arrivano dalla maggioranza.
Un monumento, prima o poi, bisognerebbe fare a quest'uomo.Leggi tutto...
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