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Vaccheca

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Avatar carlettone
carlettonelivello 14
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Avatar Patella
Patella: Paura, eh!? 🤭
oggi alle ore 12:20 · Ti stimo  · Rispondi
Avatar nonnocucaracha
nonnocucaracha: Buon pranzo
oggi alle ore 12:36 · Ti stimo  · Rispondi
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Chiacchiera
Avatar carlettone
carlettonelivello 14
oggi alle ore 11:40 - 1.941 visualizzazioni
CHE RISATE

Francamente ricercare eleganza nella comicità del terzo millennio è ridicolo. Da anni ormai abbiamo accettato o subìto ogni tipo di volgarità, ridendoci pure sopra: una smucinata sul pacco, un cazzo ad ogni esternazione parlamentare o meno, parolacce nei testi delle canzoni, persino la sputacchiera sui campi di calcio come se prima i Rivera, i Gigi Riva o i Tardelli avessero mai sparato muco o saliva davanti alle telecamere. Ormai si sentono tutti Gigi Proietti che ar cavaliere nero nun je devi cacà er cazzo. E' tutta una licenza poetica che di aulico non ha proprio nulla. Il bon ton è sbeffeggiato, se sei elegante sei pure un po' frocio, i super presidenti galattici fanno body shaming in conferenza stampa se ricevono domande scomode, tutto è automaticamente sdoganato. Bugie e verità si sono fuse.

Dunque è un imbroglio indignarsi se Pucci mostra le chiappe, perché purtroppo il più pulito ci ha la rogna. Alvaro Vitali faceva ridere le cameriere, c'è sempre stata una scala Mercalli della risata più o meno colta, intelligente o buzzurra. Non è più un metro di giudizio.

Indignarsi per un pernacchio dalla fogna social è da psicoanalisi, come cazziare un bebè che rigurgita la pappa.

Se pensate che sia fico andare con gli infradito ad una cerimonia, chessò, al Quirinale allora non vi lamentate se uno spiritoso
cerca consenso infilando metaforicamente un tampone nel didietro di un gay. Siete già sintonizzati.
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Avatar mudutue
mudutue: È l'uso che se ne è fatto che non fa' ridere e fare satira o essere bersaglio si è in due a riderci su anche quando per metafora il cetriolo va condiviso
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oggi alle ore 11:51 · Ti stimo  · Rispondi
Avatar Orsoinpiedi
Orsoinpiedi: mudutue non ho capito.
oggi alle ore 12:08 · Ti stimo  · Rispondi
Avatar Orsoinpiedi
Orsoinpiedi: Comunque: già Aristofane in scena scorreggiava e insultava (anche facendo nomi e cognomi) in satira, quindi Vitali e il Bagaglino non hanno inventato niente. Anche durante il nazismo c'era la satira: quella di regime e quella contro. Quello che mi atterrisce è che la satira diventi il contesto POLITICO della battaglia parlamentare. Che poi 'parlamentare' non si può più neanche dire, visto che il Parlamento è relegato a passacarte dei dectreti della maggioranza.
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Vaccata
oggi alle ore 12:13 · Ti stimo  · Rispondi
Avatar mudutue
mudutue: Orsoinpiedi se vogliamo far ridere vediamo di ridere anche quando il bersaglio siamo noi. Il cetriolo va sempre diviso, metaforicamente parlando
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oggi alle ore 12:15 · Ti stimo  · Rispondi
Avatar mudutue
mudutue: Orsoinpiedi Esattamente e a prescindere o no da chi governa
oggi alle ore 12:16 · Ti stimo  · Rispondi
Avatar AlphaWolf
Vaccata
oggi alle ore 12:26 · Ti stimo  · Rispondi
Vaccata
Avatar carlettone
carlettonelivello 14
oggi alle ore 11:27 - 2.011 visualizzazioni
Vaccata
 Stime: 8
 Commenti: 2
Avatar 5calzinipuzzolenti
5calzinipuzzolenti: Manca l'arancia 😂🤣
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oggi alle ore 11:36 · Ti stimo  · Rispondi
Avatar Plat64
Plat64: La legge della natura😂
oggi alle ore 12:35 · Ti stimo  · Rispondi
Chiacchiera
Avatar carlettone
carlettonelivello 14
oggi alle ore 09:24 - 2.136 visualizzazioni
TIMEO PUCCI ET
CENSURA FERENTES
Vi dirò che io l'avrei voluto vedere il comico Pucci a Sanremo, lo avrei visto da destra e da sinistra e pure in primo piano per vedere l'effetto che fa. Non credo che avrebbe avuto il coraggio di ripetere che la Bindi è più bella che intelligente o che chissà dove i gay potevano infilarsi i tamponi, e se lo avesse avuto il pubblico avrebbe detto la sua. La satira non è censurabile, mai, e in un paese civile questo non si fa. Tanto lo spettatore poi decide se sei di nicchia o controcorrente, dimmerda o rivoluzionario, leccaculo o semplicemente simpatico, magari persino bravo. Se ti schieri politicamente perculando gli avversari tanto fai ridere solo i tuoi e alla lunga finisci negli scantinati, perché la vera satira non colpisce gli altri ma soprattutto i tuoi. La sinistra o sedicente tale avrebbe dovuto difenderlo, avrebbe difeso pure se stessa.
Avatar Benemerita59
Benemerita59: Chapeau 👏
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oggi alle ore 09:34 · Ti stimo  · Rispondi
Avatar Orsoinpiedi
Orsoinpiedi: A me ha fatto angoscia la risposta delle due 'leader': una che si lamenta della 'censura di sinistra' (forse la nana ha la memoria corta), mentre l'altra (quella con l'armocromista) che critica un (pseudo) comico.
Due donne politiche che da un lato e dall'altro riducono la politica a bega televisiva, mentre il paese va a remengo: mancano 11.000 carabinieri, 14.000 poliziotti, 9.000 guardie carcerarie, senza contare pompieri e infermieri e il governo fa 4 decreti
legge sulla giustizia SENZA METTERCI UN SOLO EURO.
Ma l'attenzione della gente è attirata su Pucci!
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Vaccata
oggi alle ore 09:35 · Ti stimo  · Rispondi
Avatar Orsoinpiedi
Orsoinpiedi: messen i comici non giocano mai con l'ovvio, il risaputo, l'accertatro scientificamente🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣 ci pensa già FdI a chiamarlo col suo nome😆😆😆😆😆😆
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Vaccata
oggi alle ore 09:36 · Ti stimo  · Rispondi
Avatar turkilmaz
turkilmaz: Siamo caduti nella trappola di marketing: Sanremo genera notizie prima di andare in scena. Benigni, Zelensky, San Giuliano, cercano apposta persone divisive per sollevare il clamore su uno spettacolo che si autoeleva a modello di cultura ma che non fa da modello nemmeno per la canzone o la musica in generale. I comici sono comici, alla lunga sai da che parte stanno ed invitarli è un chiaro segno di provocazione all'una o all'altra parte.
oggi alle ore 09:40 · Ti stimo  · Rispondi
Avatar Barbyturiko
Barbyturiko: messen ...non ci giurerei, ricordi Crozza? 😁😁😁
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oggi alle ore 10:06 · Ti stimo  · Rispondi
Avatar Barbyturiko
Barbyturiko: Orsoinpiedi ... è il segreto della politichina 😔😔😔
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oggi alle ore 10:07 · Ti stimo  · Rispondi
Chiacchiera
Avatar carlettone
carlettonelivello 14
oggi alle ore 08:53 - 2.214 visualizzazioni
Nel 1986 Freddie Mercury fece qualcosa che nessuna rockstar occidentale aveva mai osato fare, dietro la Cortina di Ferro.
E quella sera ottantamila persone piansero.

Era estate, e l'Ungheria era ancora intrappolata in un mondo chiuso, controllato, silenzioso. La musica occidentale arrivava come un sussurro, filtrata, censurata. Non era intrattenimento: era resistenza. Quando i Queen annunciarono una data a Budapest per il Magic Tour, non fu solo un concerto. Fu uno spartiacque. Un evento storico. Per molti ungheresi sarebbe stata la prima volta, in tutta la loro vita, che vedevano dal vivo una band di quel livello. C'era chi aveva risparmiato per mesi, chi aveva rinunciato a tutto pur di esserci.

Freddie lo capì subito. Questo non era Londra. Non era New York. Qui la musica non era solo musica. Era un respiro trattenuto per anni. E lui non voleva limitarsi a salire sul palco, cantare e andarsene. Voleva lasciare qualcosa che restasse.

Durante i giorni a Budapest, Freddie passava ore sul tetto dell'Hotel Duna Intercontinental, guardando il Danubio e i profili antichi della città. Faceva domande. Ascoltava. Cercava di capire. E fu allora che scoprì Tavaszi Szél Vizet Áraszt, una canzone popolare ungherese che ogni bambino conosceva. Un canto antico, carico di nostalgia e speranza, intrecciato all'identit
à stessa del Paese.

Quello che fece dopo sorprese perfino i suoi compagni di band.

Decise di impararla.
Non solo la melodia. Le parole. La pronuncia. Il significato.

Per giorni si esercitò, ripetendo sillabe difficili, provando e riprovando con Brian May. Nessuno glielo aveva chiesto. Nessuno glielo doveva. Ma Freddie insisteva. Voleva incontrare quel pubblico nel loro mondo, senza pretendere che fossero loro ad adattarsi al suo.

Il 27 luglio 1986 lo stadio Népstadion era un mare umano. Ottantamila persone. L'aria era elettrica, quasi sacra. I Queen suonarono con la potenza che li aveva resi leggendari. Poi, a un certo punto, accadde qualcosa di inatteso.

Freddie fece un passo avanti.
E iniziò a cantare… in ungherese.

Per un istante lo stadio cadde nel silenzio assoluto. Poi arrivò la consapevolezza di ciò che stava accadendo.
Quella era la loro canzone.
Nella loro lingua.
Cantata da una delle voci più grandi della storia del rock.

Molti scoppiarono in lacrime. Altri cantarono tremando. Alcuni restarono immobili, incapaci di elaborare l'enormità di quel momento. Non importava che l'accento non fosse perfetto. Importava che avesse provato. Che avesse avuto rispetto. Che avesse scelto di onorarli.

Più tardi Brian May disse che il pubblico capì davvero: capì che la band sapeva dove si trovava e cosa significava essere lì. In un'epoca di muri, confini e divisioni, quel riconoscimento valeva tutto.

Il concerto di Budapest divenne leggenda, immortalato nel film Hungarian Rhapsody. Ma chi c'era ricorda soprattutto quel momento. Non le luci. Non i successi. Quella canzone.

Perché Freddie Mercury sapeva una cosa fondamentale: la musica non è solo suono. È connessione. È dire “ti vedo” senza usare parole. È abbattere barriere che la politica costruisce.

Quella sera Freddie non cantò soltanto in Ungheria.
Regalò a ottantamila persone un ricordo più forte di qualsiasi regime.
E per qualche minuto, il mondo fu meno diviso. Più umano. Più bello.
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Vaccata
Avatar Calypso
Calypso: Per me lui sarà sempre il migliore in eterno ❤️
oggi alle ore 09:07 · Ti stimo  · Rispondi
Avatar ColosseoQuadrato
ColosseoQuadrato: Un articolo mirabile
oggi alle ore 09:07 · Ti stimo  · Rispondi
Avatar Benemerita59
Benemerita59: Mannaggia la pupazza Carle' 🥺
oggi alle ore 09:11 · Ti stimo  · Rispondi
Avatar Orsoinpiedi
Orsoinpiedi: Gli piaceva avvicinarsi a ogni ascoltatore, eliminare le distanze anche verbali: cantò una canzone anche in giapponese (e la incise).
One of a kind.
Vaccata
oggi alle ore 09:18 · Ti stimo  · Rispondi
Avatar Barbyturiko
Barbyturiko: Come sempre, sai toccare le corde giuste 👏👏👏
oggi alle ore 09:18 · Ti stimo  · Rispondi
Avatar Blek
Blek: Bellissima👏👏
oggi alle ore 10:40 · Ti stimo  · Rispondi
Vaccata
Avatar carlettone
carlettonelivello 14
oggi alle ore 08:31 - 2.524 visualizzazioni
Gif Animata
 Animazione Peso Moderato (1.11 Mb)
 Stime: 4
 Commenti: 2
Avatar PAOLA63
PAOLA63: Buongiorno
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Vaccata
oggi alle ore 08:40 · Ti stimo  · Rispondi
Avatar Danilele
oggi alle ore 09:07 · Ti stimo  · Rispondi
Chiacchiera
Avatar carlettone
carlettonelivello 14
oggi alle ore 08:31 - 2.175 visualizzazioni
E' già mercoledì.
Riflessioni di un giornalista che si guarda intorno.
Di Luciano Ragno

I "senza" che non salgono sul podio.

I due volti di Milano. Ma sono anche i due volti della vita.
Le luci all'ombra delle Olimpiadi invernali che esaltano l'uomo. E ricordano rispetto e eguaglianza.
Nelle stesse ore.
E i "senza" . Il buio , il freddo, l'abbandono, il silenzio, la fragilità. Sulla porta del Centro diurno “Opera Cardinal Ferrari”. Un piatto caldo, una doccia, una parola , un ascolto. Non sono solo persone che hanno scelto di vivere ai margini ma anche chi è venuto da lontano e non trova aiuto, chi ha perso il lavoro o ha il lavoro ma non basta, non ha più casa, ha la famiglia che si è divisa.
Su questi due volti della città ha scritto una riflessione – affidata al “Corriere della Sera”- Luciano Gualzetti, presidente dell'”Opera Cardinal Ferrari” . Una riflessione che diventa riflessione per la coscienza di tutti noi.
Nella riflessione c'è l'invito a ricordarci che “ I segnali di impoverimento partono sempre da lontano: solitudini, ascolti negati, discriminazioni, individualismi, esclusioni, mancanza di opportunità”.
Quindi non concentrarsi solo quando si vedono queste persone per strada o quando per loro non c'è più niente da fare”.
E l'appello :“ Politiche di welfare integrate, continuative e generose, con servizi sociali rafforzati e non sovraccarichi; con il lavoro di rete tra pubblico, Terzo settore e volontariato; con percorsi individuali che riconoscano la storia e i tempi di ciascuno”.
Bisogna andare oltre aggiunge il Presidente: “Le politiche di welfare non devono limitarsi a «rincorrere» il disagio, ma ridare opportunità per tempo”. Un aiuto a costruire il loro domani.
Ricordiamoci di chi non è riuscito a salire sul podio.
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Vaccata
Avatar carlettone
carlettonelivello 14
oggi alle ore 08:30 - 2.364 visualizzazioni
Vaccata
 Stime: 2
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