Chiacchiera
oggi alle ore 08:45 - 2.326 visualizzazioni
E' già martedì.
Riflessioni di un giornalista che si guarda intorno.
Di Luciano Ragno
L'ultimo servitore
di un mondo pigro.
Ma sempre cattivo
Il caffè davanti, la sigaretta appena accesa. Uno sguardo al computer, è il momento. Lui spinge un pulsante. Si alza e va a casa. L'attende la famiglia .
Il nuovo servitore del mondo era in attesa in un ampio spiazzo in cemento nel suo abito d'acciaio: ubbidisce. E schizza via. Fino a migliaia di chilometri.
E va su Gaza, fra quei bambini che cercano un pezzo di legno per accendere un fuoco per un piatto caldo.
Su un centro petrolifero che arrossa il cielo. Sulla stanza dei bottoni di un governo. Su un esercito in marcia. Su una piazza , come ieri, su quella meravigliosa al centro di Kiev e la frantuma. Ovunque. E lascia il suo carico di morte.
E' il drone, l'ultimo ,ubbidiente, terribile schiavo di chi vuol terrorizzare gli altri senza nemmeno alzarsi dalla poltrona. Ci si affrontava spada in mano, uno davanti all'altro. Poi da lontano con il fucile. Da tanto più lontano con il cannone o da un aereo in volo. Comunque, anche se non si vedeva il nemico, si sapeva che era lì davanti o lì sotto. Si aveva almeno la coscienza di chi si andava a dare la morte e dove.
Ora il mondo si è fatto pigro. Gli basta spingere un bottone da casa. Come la mattina , a occhi socchiusi, con il bottone della macchina del caffè. .
Ma sempre amaro è.
Riflessioni di un giornalista che si guarda intorno.
Di Luciano Ragno
L'ultimo servitore
di un mondo pigro.
Ma sempre cattivo
Il caffè davanti, la sigaretta appena accesa. Uno sguardo al computer, è il momento. Lui spinge un pulsante. Si alza e va a casa. L'attende la famiglia .
Il nuovo servitore del mondo era in attesa in un ampio spiazzo in cemento nel suo abito d'acciaio: ubbidisce. E schizza via. Fino a migliaia di chilometri.
E va su Gaza, fra quei bambini che cercano un pezzo di legno per accendere un fuoco per un piatto caldo.
Su un centro petrolifero che arrossa il cielo. Sulla stanza dei bottoni di un governo. Su un esercito in marcia. Su una piazza , come ieri, su quella meravigliosa al centro di Kiev e la frantuma. Ovunque. E lascia il suo carico di morte.
E' il drone, l'ultimo ,ubbidiente, terribile schiavo di chi vuol terrorizzare gli altri senza nemmeno alzarsi dalla poltrona. Ci si affrontava spada in mano, uno davanti all'altro. Poi da lontano con il fucile. Da tanto più lontano con il cannone o da un aereo in volo. Comunque, anche se non si vedeva il nemico, si sapeva che era lì davanti o lì sotto. Si aveva almeno la coscienza di chi si andava a dare la morte e dove.
Ora il mondo si è fatto pigro. Gli basta spingere un bottone da casa. Come la mattina , a occhi socchiusi, con il bottone della macchina del caffè. .
Ma sempre amaro è.
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