Vaccata
oggi alle ore 13:55 - 2.052 visualizzazioni
Sfami i figli. Li lavi, li vesti, li tieni puliti, cucini, fai la spesa, prepari merende per loro e per quei cagācazzo dei loro amici che sembrano usciti da un campo profughi dopo tre settimane di digiuno. Ti sorbisci riunioni con professori, rappresentanti di classe, corsi di nuoto, danza, inglese, teli acrobatici, campane tibetane e meditazione trascendentale per bambini di sei anni che non sanno ancora allacciarsi le scarpe ma devono assolutamente ritrovare il proprio io.
Li porti dal dentista, dall'ortodontista, dall'oculista, li accompagni alle feste, li recuperi alle tre del mattino, finanzi compleanni che costano come un matrimonio indiano e vacanze studio durante le quali imparano soprattutto a bere birra in cinque lingue.
E alla fine, se tutto va bene, il tuo premio sarà una RSA fatiscente, con il purè alle cinque e un'infermiera che ti chiama nonnina mentre ti cambia il pannolone.
Poi scopri che bastava portarli nei boschi, farli cāgare tra le frasche, evitare accuratamente che socializzassero con altri esseri umani e spiegare che l'acqua corrente è una pericolosa imposizione del capitalismo.
E ti premiano.
Perché Catherine Birmingham, la mamma della celebre famiglia nel bosco, ha ottenuto un incarico presso l'Istituto nazionale di Pedagogia Familiare di Roma. Sessanta euro lordi all'ora per raccontare la propria esperienza in un corso di perfezionamento sull'Intelligenza naturale.
Sessanta euro.
Noi abbiamo passato anni a spiegare ai figli che non si mangiano le patatine raccolte dal pavimento, e nessuno ci ha mai offerto una cattedra in Scienze dell'Alimentazione.
Ma il capolavoro è che a illustrare le meraviglie dell'intelligenza naturale sarà una signora diventata famosa per una vicenda familiare sulla quale è dovuto intervenire un tribunale per i minorenni.
E naturalmente a magnificare l'iniziativa c'è Simone Pillon, perché quando pensi che il quadro sia completo, arriva sempre qualcuno a metterci la cornice.
Sia chiaro: i bambini non c'entrano nulla e meritano tutta la serenità possibile. E non stiamo dicendo che vivere nel bosco sia di per sé un reato. Stiamo dicendo che abbiamo sviluppato un curioso talento nazionale: trasformare qualsiasi vicenda controversa in un'opportunità professionale.
Noi, poveri cọglioni, abbiamo cresciuto i figli tra pediatri, compiti di matematica, lavatrici e rappresentazioni scolastiche di Natale, applaudendo per quaranta minuti bambini travestiti da abeti.
Potevamo risparmiare una fortuna.
Bastavano tre querce, un cespuglio e un buon ufficio stampa.
E magari, invece della RSA, ci scappava pure un contratto di docenza.
Li porti dal dentista, dall'ortodontista, dall'oculista, li accompagni alle feste, li recuperi alle tre del mattino, finanzi compleanni che costano come un matrimonio indiano e vacanze studio durante le quali imparano soprattutto a bere birra in cinque lingue.
E alla fine, se tutto va bene, il tuo premio sarà una RSA fatiscente, con il purè alle cinque e un'infermiera che ti chiama nonnina mentre ti cambia il pannolone.
Poi scopri che bastava portarli nei boschi, farli cāgare tra le frasche, evitare accuratamente che socializzassero con altri esseri umani e spiegare che l'acqua corrente è una pericolosa imposizione del capitalismo.
E ti premiano.
Perché Catherine Birmingham, la mamma della celebre famiglia nel bosco, ha ottenuto un incarico presso l'Istituto nazionale di Pedagogia Familiare di Roma. Sessanta euro lordi all'ora per raccontare la propria esperienza in un corso di perfezionamento sull'Intelligenza naturale.
Sessanta euro.
Noi abbiamo passato anni a spiegare ai figli che non si mangiano le patatine raccolte dal pavimento, e nessuno ci ha mai offerto una cattedra in Scienze dell'Alimentazione.
Ma il capolavoro è che a illustrare le meraviglie dell'intelligenza naturale sarà una signora diventata famosa per una vicenda familiare sulla quale è dovuto intervenire un tribunale per i minorenni.
E naturalmente a magnificare l'iniziativa c'è Simone Pillon, perché quando pensi che il quadro sia completo, arriva sempre qualcuno a metterci la cornice.
Sia chiaro: i bambini non c'entrano nulla e meritano tutta la serenità possibile. E non stiamo dicendo che vivere nel bosco sia di per sé un reato. Stiamo dicendo che abbiamo sviluppato un curioso talento nazionale: trasformare qualsiasi vicenda controversa in un'opportunità professionale.
Noi, poveri cọglioni, abbiamo cresciuto i figli tra pediatri, compiti di matematica, lavatrici e rappresentazioni scolastiche di Natale, applaudendo per quaranta minuti bambini travestiti da abeti.
Potevamo risparmiare una fortuna.
Bastavano tre querce, un cespuglio e un buon ufficio stampa.
E magari, invece della RSA, ci scappava pure un contratto di docenza.
Leggi tutto...





Mi sorprende vedere come oggi, grazie al fatto di essere stata presa sottobraccio politicamente le percezioni siano diametralmente cambiate! 😕
Uso il linguaggio facciabuchino.
Quando è apparsa la storia i "sinistri" appoggiavano le scelte della famiglia mentre i "destri" le attaccavano. Ora che sono "intrecciati" con la politica le opinioni sono esattamente invertite.
Ma avere idee proprie no? Si cambiano in base al vento che tira?
E' più chiaro così?