Chiacchiera
oggi alle ore 08:18 - 1.692 visualizzazioni
E' già lunedì.
Riflessioni di un giornalista che si guarda intorno.
Di Luciano Ragno
In difesa degli invisibili
“La Chiesa è di tutti ma vuol essere particolarmente la Chiesa dei poveri” ha detto un giorno Papa Giovanni XXIII.
E l'altro giorno è scesa in piazza per difendere proprio i poveri, gli emarginati, gli sfruttati. E diventa un invito ai laici ad unirsi per combattere un fenomeno che non si arresta :il caporalato.
Lo sfruttamento degli invisibili.
E diventa la denuncia di chi non ha pausa negli attacchi agli emigranti, un giorno con lo slogan ”A casa loro” e ora con “Remigrazione”. E intanto li sfrutta. Magari professandosi cattolico praticante e profondamento osservante.
Ci voleva una risposta forte. E' arrivata .
Mons. Marco Brunetti, vescovo di Alba, in Piemonte, è intervenuto ad una manifestazione contro il caporalato nelle vigne della Langa e Roero. Non solo atto di presenza ma parole forti. Eccone alcune ( le ho riprese da un servizio della SIR, Agenzia di Informazione Religiosa. Ringrazio:
“La persona viene prima del profitto, il bracciante prima della bottiglia di vino”.
““Molti di voi dormono in baracche o auto, senza acqua né riscaldamento. La casa non è un lusso: è parte della dignità del lavoro”.
Ha dato una speranza ai lavoratori: “Pretendete contratti regolari, contributi, giorni di riposo. Non siete soli”.
E poi ha invitato le istituzioni a fare il loro lavoro: “Controlli veri, piano abitativi, permessi di soggiorno rapidi, Come in vigna occorre potare il male perché la vite porti frutto buono”.
In un momento di discese in campo attendiamo quelle contro lo sfruttamento.
I diritti vacillano. Proteggiamoli.
Riflessioni di un giornalista che si guarda intorno.
Di Luciano Ragno
In difesa degli invisibili
“La Chiesa è di tutti ma vuol essere particolarmente la Chiesa dei poveri” ha detto un giorno Papa Giovanni XXIII.
E l'altro giorno è scesa in piazza per difendere proprio i poveri, gli emarginati, gli sfruttati. E diventa un invito ai laici ad unirsi per combattere un fenomeno che non si arresta :il caporalato.
Lo sfruttamento degli invisibili.
E diventa la denuncia di chi non ha pausa negli attacchi agli emigranti, un giorno con lo slogan ”A casa loro” e ora con “Remigrazione”. E intanto li sfrutta. Magari professandosi cattolico praticante e profondamento osservante.
Ci voleva una risposta forte. E' arrivata .
Mons. Marco Brunetti, vescovo di Alba, in Piemonte, è intervenuto ad una manifestazione contro il caporalato nelle vigne della Langa e Roero. Non solo atto di presenza ma parole forti. Eccone alcune ( le ho riprese da un servizio della SIR, Agenzia di Informazione Religiosa. Ringrazio:
“La persona viene prima del profitto, il bracciante prima della bottiglia di vino”.
““Molti di voi dormono in baracche o auto, senza acqua né riscaldamento. La casa non è un lusso: è parte della dignità del lavoro”.
Ha dato una speranza ai lavoratori: “Pretendete contratti regolari, contributi, giorni di riposo. Non siete soli”.
E poi ha invitato le istituzioni a fare il loro lavoro: “Controlli veri, piano abitativi, permessi di soggiorno rapidi, Come in vigna occorre potare il male perché la vite porti frutto buono”.
In un momento di discese in campo attendiamo quelle contro lo sfruttamento.
I diritti vacillano. Proteggiamoli.
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