Chiacchiera
oggi alle ore 10:21 - 1.064 visualizzazioni
SCENA IV — UN LUOGO O UNA PERSONA
Un motorino passa in strada. Giulio si volta verso la finestra, seguendone il rumore finché scompare.
DOMANDA 4
PSICOLOGO: Se potessi andare ovunque nel mondo in questo momento, andresti "da qualche parte" o "da qualcuno"?
GIULIO: Da qualcuno.
PSICOLOGO: Da chi?
GIULIO: Da Anna.
PSICOLOGO: Chi è Anna?
GIULIO: Una donna che ho conosciuto quando avevo trentotto anni. Lavorava nella stessa azienda. Era arrivata da poco, aveva i capelli corti e rideva con tutto il corpo. Non so come spiegartelo. Quando rideva, sembrava che per un momento il mondo fosse un posto meno complicato.
PSICOLOGO: Eravate innamorati?
GIULIO: Sì. O almeno, io lo ero. Non so se lei avrebbe usato la stessa parola.
Si sistema sulla poltrona.
GIULIO: Con Anna parlavo di cose che non avevo mai detto a nessuno. Dei miei sogni, delle mie paure, della sensazione di stare vivendo una vita che mi era stata assegnata. Una sera mi disse che avrei dovuto smettere di chiedermi che cosa pensassero gli altri e domandarmi che cosa volessi io.
PSICOLOGO: E tu cosa facesti?
GIULIO: Le dissi che non era così semplice. Avevo una moglie, una bambina, un mutuo, delle responsabilità. Tutte cose vere. Ma le usai anche per non scegliere.
PSICOLOGO: Che cosa accadde?
GIULIO: Anna cambiò lavoro qualche mese dopo. Prima di andarsene mi lasciò un biglietto. C'era scritto: "Spero che un giorno tu riesca a vivere la tua vita senza chiedere scusa a tutti".
Giulio inspira profondamente.
GIULIO: L'ho conservato per anni. Poi mia moglie lo trovò e mi chiese spiegazioni. Litigammo. Alla fine lo buttai.
PSICOLOGO: E oggi andresti da Anna?
GIULIO: Non so nemmeno dove sia. Forse si è sposata, forse ha dei figli, forse è felice. Non vorrei rovinare niente della sua vita.
PSICOLOGO: Allora perché vorresti andare da lei?
GIULIO: Perché quando ero con lei non dovevo fingere di essere un uomo felice. Potevo essere un uomo che non sapeva cosa fare, e bastava.
Resta in silenzio.
GIULIO: Ma forse non cercherei davvero Anna. Forse cercherei quell'uomo che riusciva ancora a immaginare una vita diversa.
..........
Un motorino passa in strada. Giulio si volta verso la finestra, seguendone il rumore finché scompare.
DOMANDA 4
PSICOLOGO: Se potessi andare ovunque nel mondo in questo momento, andresti "da qualche parte" o "da qualcuno"?
GIULIO: Da qualcuno.
PSICOLOGO: Da chi?
GIULIO: Da Anna.
PSICOLOGO: Chi è Anna?
GIULIO: Una donna che ho conosciuto quando avevo trentotto anni. Lavorava nella stessa azienda. Era arrivata da poco, aveva i capelli corti e rideva con tutto il corpo. Non so come spiegartelo. Quando rideva, sembrava che per un momento il mondo fosse un posto meno complicato.
PSICOLOGO: Eravate innamorati?
GIULIO: Sì. O almeno, io lo ero. Non so se lei avrebbe usato la stessa parola.
Si sistema sulla poltrona.
GIULIO: Con Anna parlavo di cose che non avevo mai detto a nessuno. Dei miei sogni, delle mie paure, della sensazione di stare vivendo una vita che mi era stata assegnata. Una sera mi disse che avrei dovuto smettere di chiedermi che cosa pensassero gli altri e domandarmi che cosa volessi io.
PSICOLOGO: E tu cosa facesti?
GIULIO: Le dissi che non era così semplice. Avevo una moglie, una bambina, un mutuo, delle responsabilità. Tutte cose vere. Ma le usai anche per non scegliere.
PSICOLOGO: Che cosa accadde?
GIULIO: Anna cambiò lavoro qualche mese dopo. Prima di andarsene mi lasciò un biglietto. C'era scritto: "Spero che un giorno tu riesca a vivere la tua vita senza chiedere scusa a tutti".
Giulio inspira profondamente.
GIULIO: L'ho conservato per anni. Poi mia moglie lo trovò e mi chiese spiegazioni. Litigammo. Alla fine lo buttai.
PSICOLOGO: E oggi andresti da Anna?
GIULIO: Non so nemmeno dove sia. Forse si è sposata, forse ha dei figli, forse è felice. Non vorrei rovinare niente della sua vita.
PSICOLOGO: Allora perché vorresti andare da lei?
GIULIO: Perché quando ero con lei non dovevo fingere di essere un uomo felice. Potevo essere un uomo che non sapeva cosa fare, e bastava.
Resta in silenzio.
GIULIO: Ma forse non cercherei davvero Anna. Forse cercherei quell'uomo che riusciva ancora a immaginare una vita diversa.
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"Non vorrei rovinare niente della sua vita"
è bello quanto scrive, ma purtroppo non è cambiato