Chiacchiera
oggi alle ore 08:48 - 1.482 visualizzazioni
E' già giovedì.
Riflessioni di un giornalista che si guarda intorno.
Di Luciano Ragno
Giovani. Pugno di ferro.
Ma c'è chi invita ad ascoltarli.
E chi regala una sera felice.
Pugno di ferro davanti ai giovani dopo gli incidenti a Milano. Niente altro.
E c'è chi invita ad ascoltarli e a capire il loro disagio. E' il presidente Sergio Mattarella:
“La Società non può rivolgersi ai giovani con un atteggiamento di indifferenza o, peggio, di meschina sottovalutazione. E' una grande questione sociale. Una priorità che deve vedere sensibili istituzioni e tutte le forze della società”.
E ancora: “Occorre uno sguardo di ampia visione che, accanto alle necessarie scelte congiunturali, si proponga strategie adeguate nel farsi carico del malessere, del senso di insicurezza per il futuro che sovente i giovani avvertono, del timore di asservimento o di emarginazione. Tanto più in questi tempi così tumultuosi e incerti”.
E chi li vuol far felici. Portandoli ad applaudire i propri campioni che ieri hanno sfidato l'Inter .Una sera di emozioni ,quelle belle che lo sport sa donare. Loro che di emozioni hanno vissuto solo quelle che sanno di paura e di dolore.
Il presidente della fondazione proprietaria della squadra ucraina Shaktar Donetsk ha fatto salire sull'aereo che ha portato i giocatori a Milano anche tre giovani.
Sono Roman, a 7 anni ha perso la madre sotto le bombe, oggi è un talento mondiale della fisarmonica. Rostyslav è fuggito per non arruolarsi nell'esercito russo. Nikita ha vissuto l'adolescenza in una zona di combattimenti.
Un gesto nobile. Fra gesti di malvagità, come lanciare missili.
_________________________
Ho preso la notizia dei tre giovani invitati ad assistere alla partita da un bellissimo articolo di Franco Vanni su “La Repubblica”. Complimenti e grazie.
Riflessioni di un giornalista che si guarda intorno.
Di Luciano Ragno
Giovani. Pugno di ferro.
Ma c'è chi invita ad ascoltarli.
E chi regala una sera felice.
Pugno di ferro davanti ai giovani dopo gli incidenti a Milano. Niente altro.
E c'è chi invita ad ascoltarli e a capire il loro disagio. E' il presidente Sergio Mattarella:
“La Società non può rivolgersi ai giovani con un atteggiamento di indifferenza o, peggio, di meschina sottovalutazione. E' una grande questione sociale. Una priorità che deve vedere sensibili istituzioni e tutte le forze della società”.
E ancora: “Occorre uno sguardo di ampia visione che, accanto alle necessarie scelte congiunturali, si proponga strategie adeguate nel farsi carico del malessere, del senso di insicurezza per il futuro che sovente i giovani avvertono, del timore di asservimento o di emarginazione. Tanto più in questi tempi così tumultuosi e incerti”.
E chi li vuol far felici. Portandoli ad applaudire i propri campioni che ieri hanno sfidato l'Inter .Una sera di emozioni ,quelle belle che lo sport sa donare. Loro che di emozioni hanno vissuto solo quelle che sanno di paura e di dolore.
Il presidente della fondazione proprietaria della squadra ucraina Shaktar Donetsk ha fatto salire sull'aereo che ha portato i giocatori a Milano anche tre giovani.
Sono Roman, a 7 anni ha perso la madre sotto le bombe, oggi è un talento mondiale della fisarmonica. Rostyslav è fuggito per non arruolarsi nell'esercito russo. Nikita ha vissuto l'adolescenza in una zona di combattimenti.
Un gesto nobile. Fra gesti di malvagità, come lanciare missili.
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Ho preso la notizia dei tre giovani invitati ad assistere alla partita da un bellissimo articolo di Franco Vanni su “La Repubblica”. Complimenti e grazie.
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