Vaccata
ieri alle ore 21:01 - 3.089 visualizzazioni
A un certo punto, sul palco dell'Assemblea nazionale del Pd, a intervenire è stato lui, Gianni Cuperlo.
Che di fronte alle deliranti richieste di Giorgia Meloni alle opposizioni di condannare le violenze di piazza, le ha impartito una brevissima lezione di storia che dovrebbe farla sprofondare dalla vergogna.
Con quella sua calma disarmante, senza alzare la voce, si è rivolto direttamente alla Presidente del Consiglio:
"Giorgia Meloni ieri ha visto quelle piazze e l'unica cosa che ha detto è stata rivolta alle opposizioni. A noi ha chiesto di condannare ogni violenza.
Presidente Meloni, noi l'abbiamo sempre fatto. Lo abbiamo fatto anche quando pezzi della sua parte politica colludevano con la destra eversiva, che la violenza praticava tra le piazze, i treni e le stazioni.
Quando parla della violenza politica in questo Paese, Presidente Meloni, non guardi da questo lato, sfogli il suo album di famiglia".
Ecco. Fine della lezione.
Perché in quell'album ci sono alcune delle pagine più sanguinose della storia repubblicana. Piazza Fontana, Piazza della Loggia, la stazione di Bologna. Le bombe nelle banche, sui treni, nelle piazze. Gli innocenti massacrati dal neofascismo. E una lunga storia di ambienti dell'estrema destra, complicità e connivenze con l'eversione nera.
E oggi proprio Giorgia Meloni, che ha iniziato la sua carriera politica nel Movimento Sociale Italiano, pretende di distribuire patenti di democrazia e lezioni sulla violenza politica a chi la violenza l'ha sempre combattuta.
Ci vuole una faccia tosta davvero monumentale.
Prima di puntare il dito contro gli altri, Presidente Meloni, provi a sfogliare quell'album di famiglia.
Bravissimo, Gianni Cuperlo.
Che di fronte alle deliranti richieste di Giorgia Meloni alle opposizioni di condannare le violenze di piazza, le ha impartito una brevissima lezione di storia che dovrebbe farla sprofondare dalla vergogna.
Con quella sua calma disarmante, senza alzare la voce, si è rivolto direttamente alla Presidente del Consiglio:
"Giorgia Meloni ieri ha visto quelle piazze e l'unica cosa che ha detto è stata rivolta alle opposizioni. A noi ha chiesto di condannare ogni violenza.
Presidente Meloni, noi l'abbiamo sempre fatto. Lo abbiamo fatto anche quando pezzi della sua parte politica colludevano con la destra eversiva, che la violenza praticava tra le piazze, i treni e le stazioni.
Quando parla della violenza politica in questo Paese, Presidente Meloni, non guardi da questo lato, sfogli il suo album di famiglia".
Ecco. Fine della lezione.
Perché in quell'album ci sono alcune delle pagine più sanguinose della storia repubblicana. Piazza Fontana, Piazza della Loggia, la stazione di Bologna. Le bombe nelle banche, sui treni, nelle piazze. Gli innocenti massacrati dal neofascismo. E una lunga storia di ambienti dell'estrema destra, complicità e connivenze con l'eversione nera.
E oggi proprio Giorgia Meloni, che ha iniziato la sua carriera politica nel Movimento Sociale Italiano, pretende di distribuire patenti di democrazia e lezioni sulla violenza politica a chi la violenza l'ha sempre combattuta.
Ci vuole una faccia tosta davvero monumentale.
Prima di puntare il dito contro gli altri, Presidente Meloni, provi a sfogliare quell'album di famiglia.
Bravissimo, Gianni Cuperlo.
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certo che capisce, possiamo dirle tutto, ma stupida non è.