Chiacchiera
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18 Ottobre - 3.682 visualizzazioni
Buona domenica.
Riflessioni di un giornalista che si guarda intorno.
Di Luciano Ragno

La violenza è debolezza.

“La violenza non è forza ma debolezza, né mai può essere creatrice di cosa alcuna ma soltanto distruggitrice”. L'ha detto Benedetto Croce.
E ieri chi ha causato incidenti, fatto danni e si è scontrato con la polizia voleva vincere ma ha perso.
Erano dimostrazioni civili quelle programmate a Milano e altrove . Pacifiche. Giovani in strada per reclamare diritti. E in alcune città con i giovani c'erano i genitori e i docenti.
Ma c'era chi voleva prendersi la scena e oscurare le ragioni di una protesta sociale. Quasi tutti minorenni. Senza dire chi sono e perché lo fanno.
Non hanno niente a che fare con chi protesta per i diritti. Come sanno di una manifestazione civile, si danno appuntamento, arrivano, sfasciano e attaccano la polizia. Solo per sfasciare, ferire e aggredire. Lasciano il segno e poi fuggono.
Perché tutto questo?
Perfetto il commento di Cesare Giuzzi e Matteo Castagnoli questa mattina su “Corriere.it:
“ Non sono gli anni Settanta. Non è la Milano dei cortei, dell'Autonomia. Non è violenza politica, anche perché nessuno sa da che parte stiano questi ragazzi. È una corsa a sfascia e distruggi, spacca e scappa. Incappucciati ma con il telefonino in mano”.
Mentre a Milano e altrove la notte conquistava il buio e tornava la calma nell'aria due interrogativi:
Chi sono ? E perché vogliono macchiare la sacrosanta protesta civile?
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