Vaccata
oggi alle ore 18:17 - 1.095 visualizzazioni
Il 9 ottobre 2021, in piazza del Popolo a Roma, la folla del corteo che protestava contro il green pass fu incitata ad "andare ad assediare la Cgil".
Poche ore dopo, la sede del sindacato venne devastata.
Oggi la Corte d'appello di Roma ha confermato le condanne di primo grado: oltre cinquant'anni di carcere complessivi. Otto anni e mezzo per Roberto Fiore, leader di Forza Nuova, e per l'ex Nar Luigi Aronica. Otto anni e sette mesi per Giuliano Castellino. Otto anni e due mesi per Luca Castellini, Lorenzo Franceschi, Pamela Testa e Salvatore Lubrano.
Per i giudici, Castellino spinse la folla verso condotte criminali, non solo con quell'esortazione ma anche con "espressioni di attacco frontale alle istituzioni". Non è stata una "protesta degenerata", come qualcuno ha provato a raccontare. I video di quel giorno mostrano ben altro: eventi drammatici e cruenti, fino alla devastazione della sede. Un attacco a un simbolo dei lavoratori e della democrazia.
Una sentenza non cancella quello che è successo, ma stabilisce una cosa semplice: la violenza squadrista non è libertà di manifestare, e chi la organizza e la incita ne risponde.
La democrazia si difende anche così.
Poche ore dopo, la sede del sindacato venne devastata.
Oggi la Corte d'appello di Roma ha confermato le condanne di primo grado: oltre cinquant'anni di carcere complessivi. Otto anni e mezzo per Roberto Fiore, leader di Forza Nuova, e per l'ex Nar Luigi Aronica. Otto anni e sette mesi per Giuliano Castellino. Otto anni e due mesi per Luca Castellini, Lorenzo Franceschi, Pamela Testa e Salvatore Lubrano.
Per i giudici, Castellino spinse la folla verso condotte criminali, non solo con quell'esortazione ma anche con "espressioni di attacco frontale alle istituzioni". Non è stata una "protesta degenerata", come qualcuno ha provato a raccontare. I video di quel giorno mostrano ben altro: eventi drammatici e cruenti, fino alla devastazione della sede. Un attacco a un simbolo dei lavoratori e della democrazia.
Una sentenza non cancella quello che è successo, ma stabilisce una cosa semplice: la violenza squadrista non è libertà di manifestare, e chi la organizza e la incita ne risponde.
La democrazia si difende anche così.

oliver: Fossero giusti con tutti...si vivrebbe in un Paese migliore. Mai nessuna simile condanna è stata comminata, per esempio, a chi devasta negozi, auto, città durante certe manifestazioni. Non è un'opinione, è realtà visibile a tutti.
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oggi alle ore 18:23 · Ti stimo · Rispondi
Orabasta2633: Come le squadracce negli anni 20 che assaltavano e devastavano le camere del lavoro. Ecco cosa ci vuole...

oggi alle ore 18:47 · Ti stimo · Rispondi



