Chiacchiera
7 Ottobre - 3.440 visualizzazioni
Il Quattrocento? Dopo un'ora vorresti tornare a casa.
Ogni volta che sento dire «ai miei tempi si stava meglio» mi viene voglia di proporre un esperimento: un weekend nel Quattrocento, tutto compreso. Niente acqua potabile dal rubinetto, niente antibiotici, nessuna anestesia, e un dentista che lavora con le tenaglie. Dopo un'ora chiederesti di tornare a casa.
Non lo dico per sminuire chi ci ha preceduto. Non erano stupidi: facevano il possibile con le conoscenze che avevano. Ma anche una regina circondata da servitori e affreschi viveva con un comfort che oggi, al confronto, sembrerebbe misero. Lei rischiava la vita per un'infezione dopo un parto o per una carie; noi ci prendiamo una pastiglia e andiamo avanti.
La nostalgia è un'illusione ottica: ricordiamo il profumo del pane e dimentichiamo la mortalità infantile. I dati, per fortuna, non hanno memoria selettiva. La speranza di vita è più che raddoppiata in poco più di un secolo, e non per miracolo, ma grazie a fognature, vaccini, ricerca e istruzione. Tutte cose osservabili e misurabili.
Certo, i pericoli cambiano forma. Oggi per i nostri figli passano anche da uno schermo, e proteggerli richiede attenzione, non paranoia. Ma è un problema nuovo da risolvere, non la prova che il passato fosse un paradiso.
Il progresso non consiste nel tornare indietro. Consiste nel guardare i fatti e fare in modo che chi verrà dopo di noi stia un po' meglio di noi.
Ogni volta che sento dire «ai miei tempi si stava meglio» mi viene voglia di proporre un esperimento: un weekend nel Quattrocento, tutto compreso. Niente acqua potabile dal rubinetto, niente antibiotici, nessuna anestesia, e un dentista che lavora con le tenaglie. Dopo un'ora chiederesti di tornare a casa.
Non lo dico per sminuire chi ci ha preceduto. Non erano stupidi: facevano il possibile con le conoscenze che avevano. Ma anche una regina circondata da servitori e affreschi viveva con un comfort che oggi, al confronto, sembrerebbe misero. Lei rischiava la vita per un'infezione dopo un parto o per una carie; noi ci prendiamo una pastiglia e andiamo avanti.
La nostalgia è un'illusione ottica: ricordiamo il profumo del pane e dimentichiamo la mortalità infantile. I dati, per fortuna, non hanno memoria selettiva. La speranza di vita è più che raddoppiata in poco più di un secolo, e non per miracolo, ma grazie a fognature, vaccini, ricerca e istruzione. Tutte cose osservabili e misurabili.
Certo, i pericoli cambiano forma. Oggi per i nostri figli passano anche da uno schermo, e proteggerli richiede attenzione, non paranoia. Ma è un problema nuovo da risolvere, non la prova che il passato fosse un paradiso.
Il progresso non consiste nel tornare indietro. Consiste nel guardare i fatti e fare in modo che chi verrà dopo di noi stia un po' meglio di noi.
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ToroSudato: Si stava meglio quando c'era Mussolini, non nel '400
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7 Ottobre alle ore 17:39 · Ti stimo · Rispondi



