Vaccata
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carlettonelivello 14
oggi alle ore 17:14 - 1.461 visualizzazioni
“Il congedo paritario è un obbligo. E a me gli obblighi non piacciono”.
Lo ha detto Eugenia Roccella, ministra della Famiglia e delle Pari Opportunità.
Ma il capolavoro arriva subito dopo.
Secondo Roccella, siccome oggi avere un figlio può diventare uno svantaggio sul lavoro, dividere quello svantaggio tra madre e padre “non risolve il problema, semmai lo moltiplica”.
Fermiamoci un secondo.
Oggi quello svantaggio ricade soprattutto sulle donne.
E quindi qual è il ragionamento?
Lasciamolo alle donne.
Perché se anche i padri fossero messi nelle condizioni di assentarsi dal lavoro per occuparsi dei figli, allora improvvisamente gli svantaggi diventerebbero due.
Geniale.
La madre che rallenta la carriera, rinuncia al lavoro o viene considerata un problema dall'azienda va bene.
Se però anche il padre si prende la sua parte di cura, allora abbiamo “moltiplicato lo svantaggio”.
E pensare che stiamo parlando della ministra delle Pari Opportunità.
È questa l'idea di famiglia che ci propongono: totalmente diseguale, con le donne costrette ancora una volta a pagare il prezzo più alto.
Una destra che vorrebbe riportarci nel Medioevo.
Noi continueremo invece a batterci per il congedo paritario obbligatorio, perché crescere un figlio riguarda entrambi i genitori e il lavoro di cura deve essere una responsabilità condivisa. Senza se e senza ma.
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