Vaccata
oggi alle ore 10:32 - 2.982 visualizzazioni
VOLEVA PARLARE DI POLITICA.
HA FINITO COL PARLARE DI FIGA.
Antonio Tajani voleva spiegare perché il centrodestra sarebbe una scelta affidabile.
Ora, Tajani è vicepresidente del Consiglio, ministro degli Esteri, segretario di Forza Italia e fa politica da qualche decennio, quindi sarebbe stato ragionevole aspettarsi che, per spiegare l'affidabilità della propria proposta politica, disponesse di un discreto assortimento di argomenti.
Economia, lavoro, tasse, sanità, politica estera. Persino il programma del centrodestra, volendo proprio esagerare.
Invece ha scelto la figa.
Ha spiegato che, se un figlio dovesse scegliere una donna da sposare, sarebbe prudente diffidare di quella molto affascinante, che ha avuto più fidanzati e potrebbe mettergli «qualche cornetto», preferendo quella meno appariscente, seria, affidabile, futura buona madre e con «le gonne più lunghe».
E tutto questo, tengo a ricordarlo perché a un certo punto è facile perdere il filo, per spiegare perché votare centrodestra.
La cosa straordinaria non è nemmeno che nel 2026 un ministro della Repubblica possieda ancora, da qualche parte nel cervello, l'antico prontuario della femmina da matrimonio, secondo il quale la serietà aumenta con la lunghezza della gonna mentre la probabilità delle corna cresce con il numero dei fidanzati.
La cosa straordinaria è che gli servisse una metafora per parlare di politica e questa gli sia sembrata perfettamente normale.
Perché nessuno gli aveva chiesto come riconoscere una brava nuora.
Nessuno gli aveva chiesto quante relazioni siano ammesse prima che una vagina perda la certificazione di affidabilità.
Nessuno gli aveva chiesto se la fedeltà coniugale si misuri dal ginocchio in giù.
Stava parlando del governo del Paese.
E quando un uomo che occupa alcune delle più alte cariche politiche italiane deve spiegare perché la propria coalizione sarebbe seria, solida e affidabile, ma per riuscirci ha bisogno di immaginare una donna poco appariscente, con pochi uomini alle spalle, una promettente carriera da madre e una quantità rassicurante di stoffa sulle cosce, il problema non è soltanto quello che pensa delle donne.
È che, dopo una vita trascorsa in politica, per spiegare la politica gli è servita la figa.
E così, mentre il Paese discute di salari, industria, sanità, pensioni, energia, denatalità, debito pubblico e guerre, il vicepresidente del Consiglio ci ha finalmente fornito lo strumento che mancava per valutare l'affidabilità di una coalizione:
il rating Moody's della fica.
Gonna corta, situazione politicamente instabile.
Gonna lunga, governo affidabile.
Resta da capire cosa succeda con i pantaloni.
HA FINITO COL PARLARE DI FIGA.
Antonio Tajani voleva spiegare perché il centrodestra sarebbe una scelta affidabile.
Ora, Tajani è vicepresidente del Consiglio, ministro degli Esteri, segretario di Forza Italia e fa politica da qualche decennio, quindi sarebbe stato ragionevole aspettarsi che, per spiegare l'affidabilità della propria proposta politica, disponesse di un discreto assortimento di argomenti.
Economia, lavoro, tasse, sanità, politica estera. Persino il programma del centrodestra, volendo proprio esagerare.
Invece ha scelto la figa.
Ha spiegato che, se un figlio dovesse scegliere una donna da sposare, sarebbe prudente diffidare di quella molto affascinante, che ha avuto più fidanzati e potrebbe mettergli «qualche cornetto», preferendo quella meno appariscente, seria, affidabile, futura buona madre e con «le gonne più lunghe».
E tutto questo, tengo a ricordarlo perché a un certo punto è facile perdere il filo, per spiegare perché votare centrodestra.
La cosa straordinaria non è nemmeno che nel 2026 un ministro della Repubblica possieda ancora, da qualche parte nel cervello, l'antico prontuario della femmina da matrimonio, secondo il quale la serietà aumenta con la lunghezza della gonna mentre la probabilità delle corna cresce con il numero dei fidanzati.
La cosa straordinaria è che gli servisse una metafora per parlare di politica e questa gli sia sembrata perfettamente normale.
Perché nessuno gli aveva chiesto come riconoscere una brava nuora.
Nessuno gli aveva chiesto quante relazioni siano ammesse prima che una vagina perda la certificazione di affidabilità.
Nessuno gli aveva chiesto se la fedeltà coniugale si misuri dal ginocchio in giù.
Stava parlando del governo del Paese.
E quando un uomo che occupa alcune delle più alte cariche politiche italiane deve spiegare perché la propria coalizione sarebbe seria, solida e affidabile, ma per riuscirci ha bisogno di immaginare una donna poco appariscente, con pochi uomini alle spalle, una promettente carriera da madre e una quantità rassicurante di stoffa sulle cosce, il problema non è soltanto quello che pensa delle donne.
È che, dopo una vita trascorsa in politica, per spiegare la politica gli è servita la figa.
E così, mentre il Paese discute di salari, industria, sanità, pensioni, energia, denatalità, debito pubblico e guerre, il vicepresidente del Consiglio ci ha finalmente fornito lo strumento che mancava per valutare l'affidabilità di una coalizione:
il rating Moody's della fica.
Gonna corta, situazione politicamente instabile.
Gonna lunga, governo affidabile.
Resta da capire cosa succeda con i pantaloni.
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"CHI, IO?" 😁
Devo ammettere, non mi delude mai !