Chiacchiera
oggi alle ore 08:33 - 2.413 visualizzazioni
E' già sabato.
Riflessioni di un giornalista che si guarda intorno.
Di Luciano Ragno
Il disagio dei giovani chiede aiuto.
Un ragazzo italiano di 13 anni esce di casa con un coltello di 20 centimetri e uno spray urticante. Va a scuola, qui a Roma, indossa in bagno un casco con fissato un cellulare per diffondere il suo criminale gesto, entra in aula , spruzza lo spray sul volto di una professoressa e l'accoltella.
La odia per un debito scolastico. Si salva perché un coraggioso studente , un congolese che vive in una casa famiglia, rischiando la vita , blocca il compagno mentre sta per infierire un'altra coltellata.
E si torna a parlare dei giovani. I due volti dei giovani. Quelli che vanno oltre, fortunatamente pochi, che fanno e si fanno del male e quelli - altrettanto fortunatamente sono la maggioranza- che sanno costruirsi il domani: studiano o lavorano.
E' tempo di prevenire e curare i giovani che vivono un disagio.
Ho l'impressione che ci sia una sottovalutazione.
La fa la famiglia che continua nei sì di troppo e nelle assenze nel momento cruciale della crescita. Ma anche chi di dovere che dovrebbe sapere che quell'esasperato indugiare sui crimini in Tv va oltre l'informazione e diventa esempio. E poi le istituzioni che altrimenti non porrebbero limiti all'educazione al rispetto a scuola. Un padre violento in casa non darà mai il permesso al figlio di assistere a lezioni di rispetto degli altri.
E' tempo di intercettare il disagio. Studiarlo e curarlo. Con iniziative mirate a largo respiro.
Il primo passo è l'ascolto. Dalle parole di quei ragazzi potrebbe scaturire il rimedio. Ma occorre far presto.
Riflessioni di un giornalista che si guarda intorno.
Di Luciano Ragno
Il disagio dei giovani chiede aiuto.
Un ragazzo italiano di 13 anni esce di casa con un coltello di 20 centimetri e uno spray urticante. Va a scuola, qui a Roma, indossa in bagno un casco con fissato un cellulare per diffondere il suo criminale gesto, entra in aula , spruzza lo spray sul volto di una professoressa e l'accoltella.
La odia per un debito scolastico. Si salva perché un coraggioso studente , un congolese che vive in una casa famiglia, rischiando la vita , blocca il compagno mentre sta per infierire un'altra coltellata.
E si torna a parlare dei giovani. I due volti dei giovani. Quelli che vanno oltre, fortunatamente pochi, che fanno e si fanno del male e quelli - altrettanto fortunatamente sono la maggioranza- che sanno costruirsi il domani: studiano o lavorano.
E' tempo di prevenire e curare i giovani che vivono un disagio.
Ho l'impressione che ci sia una sottovalutazione.
La fa la famiglia che continua nei sì di troppo e nelle assenze nel momento cruciale della crescita. Ma anche chi di dovere che dovrebbe sapere che quell'esasperato indugiare sui crimini in Tv va oltre l'informazione e diventa esempio. E poi le istituzioni che altrimenti non porrebbero limiti all'educazione al rispetto a scuola. Un padre violento in casa non darà mai il permesso al figlio di assistere a lezioni di rispetto degli altri.
E' tempo di intercettare il disagio. Studiarlo e curarlo. Con iniziative mirate a largo respiro.
Il primo passo è l'ascolto. Dalle parole di quei ragazzi potrebbe scaturire il rimedio. Ma occorre far presto.
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Thaimax: ...congolese

oggi alle ore 08:48 · Ti stimo · Rispondi
Barbyturiko: ...pare retorica ma, cosa manca oggi ai ragazzi (che hanno tutto), che a noi non mancava e non ci faceva fare, tutti questi episodi ormai quotidiani e non sporadici? La Famiglia con la F maiuscola, ora è normalità lavorare in due più per necessità perche abbiamo un lavoro povero, per poi come società pagare questi prezzi altissimi...
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oggi alle ore 09:17 · Ti stimo · Rispondi
Patella: Barbyturiko io credo che manchi la percezione del limite ed il riconoscimento e l'accettazione del proprio essere persone appunto limitate nello spazio, nel tempo e nelle capacità, le quali ultime tuttavia possono almeno in parte essere apprese. In natura una coppia può generare molti figli: la prole costituisce un sottogruppo all'interno del sistema familiare e contribuisce alla formazione dei più giovani attraverso il confronto paritario, l'esempio e l'insegnamento dei più grandi. È più facile comprendere e tastare i propri limiti all'interno di un gruppo di pari. Con gli adulti ad una certa età scattano dinamiche di conflitto generazionale. Oggi a causa delle difficoltà economiche e dei costi della vita, si tende a fare meno figli e quei pochi diventano tanto preziosi da essere protetti ed accontentati oltre ogni limite ragionevole. Certo bisogna educare, il che spetta sì alla famiglia, ma anche alla scuola. Molti genitori di oggi sono stati loro stessi figli iperprotetti e perciò fanno fatica ad assumersi responsabilità parentali. Non è una situazione facile. Va detto tuttavia che la violenza ed il bullismo sono sempre esistiti, anche se in passato restavano fenomeni ignorati dai media. La scuola inoltre oggi accoglie i ragazzi ed i giovani provenienti da ogni classe sociale, alcuni dei quali quindi formatisi sulla strada e capaci di riconoscere solo la legge del più forte. È un argomento troppo complesso da sviscerare qui, ma non sempre e non interamente la responsabilità è da farsi ricadere esclusivamente sulla famiglia. Alcune responsabilità inerenti la struttura e la organizzazione sociale sono importanti, così come lo sono le caratteristiche personali e temperamentali di ciascun individuo.
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oggi alle ore 09:58 · Ti stimo · Rispondi
okkaz20: FERMO RESTANDO UN NO A QUALSIASI TIPO DI VIOLENZA una prof. che dopo essere stata aiutata da un ragazzo del Congo si dice sempre a favore della remigrazione, il marito che auspica che tipo di educazione sociale avrà dato ai suoi studenti? AVVOCATO DEL DIAVOLO
oggi alle ore 10:15 · Ti stimo · Rispondi
Barbyturiko: ...vero, ho subito anch'io del bullismo il fenomeno c'è sempre stato, ma forse era gestito in maniera diversa o forse meno "cattivo" se pur con tutto quello che ne coneguiva...
oggi alle ore 11:22 · Ti stimo · Rispondi
oliver: Il lassismo della società, delle famiglie e di tutte le componenti, la "libertà" sponsorizzata per decenni, hanno portato a questo. Certo, ci vuole ascolto, ma se prima non si rimettono dei sani paletti, certi giovani se ne fregano dell'aiuto che potrebbero ricevere.
oggi alle ore 11:48 · Ti stimo · Rispondi



