Chiacchiera
oggi alle ore 09:03 - 1.292 visualizzazioni
Buona domenica.
Riflessioni di un giornalista che si guarda intorno.
Di Luciano Ragno
E c'è chi vuol bloccare
l'educazione all'affettività:
penalizza il maschio.
Femminicidio, senza soste. E allarme. Da più parti si invoca l'urgenza di educare i ragazzi. In famiglia . E soprattutto a scuola.
Ci sono progetti di educazione all'affettività. Ma hanno un limite: il ragazzo potrà seguire le lezioni su questo tema solo se lo vorranno mamma e papà. L'hanno inserito per accontentare una certa ideologia. La politica vive di compromessi quando dovrebbe andare spedita per la propria strada. Ma questo oggi offre.
Comunque è un primo passo. Un passo partito dal protocollo fra il ministro dell'istruzione Valditara e la Fondazione Cecchettin, ( il padre di Giulia) sull'educazione nelle scuole per prevenire la violenza sulle donne.
Ma c'è dice no. Precisando che così si penalizza il maschio.
Il consigliere regionale del Veneto di Futuro Nazionale ,Stefano Valdegamberi ,scrive al ministro Valditara chiedendogli di fermare il progetto dell'educazione all'affettività. Ecco cosa scrive:
“ È davvero convinto che la strada giusta per educare i nostri ragazzi sia quella di introdurre nelle scuole un'impostazione ideologia che rischia di trasformare il maschile in un genere da correggere e rieducare?”.
E, ancora: “Noi rifiutiamo l'idea che un bambino debba essere educato a considerarsi potenzialmente colpevole semplicemente perché è nato maschio”.
Immediata a reazione delle altre forze politiche che respingono le affermazioni del consigliere. Quello di Futuro Nazionale è un segnale. Un brutto segnale.
__________________________
Ho preso la notizia da un bellissimo articolo della collega Martina Zambon de “Il Corriere del Veneto”. Complimenti e grazie.
Riflessioni di un giornalista che si guarda intorno.
Di Luciano Ragno
E c'è chi vuol bloccare
l'educazione all'affettività:
penalizza il maschio.
Femminicidio, senza soste. E allarme. Da più parti si invoca l'urgenza di educare i ragazzi. In famiglia . E soprattutto a scuola.
Ci sono progetti di educazione all'affettività. Ma hanno un limite: il ragazzo potrà seguire le lezioni su questo tema solo se lo vorranno mamma e papà. L'hanno inserito per accontentare una certa ideologia. La politica vive di compromessi quando dovrebbe andare spedita per la propria strada. Ma questo oggi offre.
Comunque è un primo passo. Un passo partito dal protocollo fra il ministro dell'istruzione Valditara e la Fondazione Cecchettin, ( il padre di Giulia) sull'educazione nelle scuole per prevenire la violenza sulle donne.
Ma c'è dice no. Precisando che così si penalizza il maschio.
Il consigliere regionale del Veneto di Futuro Nazionale ,Stefano Valdegamberi ,scrive al ministro Valditara chiedendogli di fermare il progetto dell'educazione all'affettività. Ecco cosa scrive:
“ È davvero convinto che la strada giusta per educare i nostri ragazzi sia quella di introdurre nelle scuole un'impostazione ideologia che rischia di trasformare il maschile in un genere da correggere e rieducare?”.
E, ancora: “Noi rifiutiamo l'idea che un bambino debba essere educato a considerarsi potenzialmente colpevole semplicemente perché è nato maschio”.
Immediata a reazione delle altre forze politiche che respingono le affermazioni del consigliere. Quello di Futuro Nazionale è un segnale. Un brutto segnale.
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Ho preso la notizia da un bellissimo articolo della collega Martina Zambon de “Il Corriere del Veneto”. Complimenti e grazie.
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Patella: Lunga e tortuosa è la via che all'inferno mena. Se non vale la pena di farlo, farlo bene non vale la pena... [cit].
oggi alle ore 09:23 · Ti stimo · Rispondi
Epaminonda: Mi sembra che di segnali brutti ce ne siano molti ma la gente miope non li vede
oggi alle ore 09:39 · Ti stimo · Rispondi



