Chiacchiera
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oggi alle ore 09:02 - 2.244 visualizzazioni
E' già sabato.
Riflessioni di un giornalista che si guarda intorno.
Di Luciano Ragno

Quel mattino a colloquio
con Madre Teresa di Calcutta.

“ La prima domanda , d'obbligo: lei è Madre Teresa di Calcutta ma dove è nata?”
“Appartengo al mondo”
“ Quale mondo ?”
“ Quello dei dimenticati e degli umiliati”.
Così inizia la mia intervista – è il 1994- a Madre Teresa di Calcutta quando la incontro a Roma insieme a Fernando Aiuti, il mai dimenticato uomo illuminato.
E' a Roma per aiutare proprio i dimenticati e gli umiliati. Per loro l'Anlaids ( Associazione Nazionale per la Lotta all'Aids, sono stato fra i fondatori) sta realizzando una casa alloggio a Roma per le donne colpite dal virus e i loro piccoli figli. Ad assisterle proprio le suore di Madre Teresa.
Le dimenticate, perché per loro non ci sono posti riservati in ospedale.
Umiliate, perché in molti- c'è anche gente che conta, anche a alto livello- isolano i malati di Aids con una frase di disprezzo: “ Il virus se lo prende chi se lo va a cercare”.
E così l'Aids diventa malattia degli ultimi.
Aiuti: “Madre, il progetto della Casa Alloggio è una grande sfida”.
E Madre Teresa : “ La vita è opportunità, coglila. La vita è bellezza ,ammirala. La vita è beatitudine, assaporala. La vita è un sogno, fanne una realtà. La vita è una sfida, affrontala”.
Ascolto e scrivo sul mio taccuino quelle sagge parole. Diventeranno la guida della mia vita inseguendo un sogno.
Lungo il mio colloquio di quella mattina con madre Teresa . E frequenti gli incontri nel tempo. Soffriva di cuore e spesso veniva a Roma a curarsi.
Ricordo oggi Madre Teresa nel giorno della scomparsa, era il 1997. E ricordo le sue parole piene di carità quando parlava di solidarietà e forti quando accusava il mondo di ignorare i poveri.
“ Lei è un giornalista, scriva dei poveri ma parli anche con i poveri. Molti oggi parlano dei poveri ma non li incontrano”.
Fra i ricordi di quei giorni , l'avversione di Madre Teresa a tutto ciò che sapeva di moderno. Fu chiara: “ Le mie sorelle verranno nella Casa alloggio dell'Anlaids ma non dovranno trovarvi né lavatrice né televisore”.
Fu dura convincerla. Ci riuscimmo. E lei : “ Dico di sì, ma prendetela come atto di carità”.
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Vaccata