Vaccata
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oggi alle ore 11:07 - 3.416 visualizzazioni
L'ex generale Vannacci è andato a “Cartabianca” a sparare un vero e proprio abominio persino per i suoi standard.
Parlando della legge 194, Vannacci ha detto:
“Lo Stato deve far ascoltare alla donna il battito del feto prima dell'aborto, rendendola consapevole che c'è un essere in vita nel proprio grembo”.
È una delle cose più violente, sadiche, irricevibili che siano mai state pronunciate sull'interruzione di gravidanza. E purtroppo non è la prima volta che esce fuori.
Compito di uno Stato civile non è colpevolizzare una donna che abortisce, ma metterla nelle condizioni di farlo in modo protetto e sicuro, ovvero il senso per cui è nata la legge 194.
Senza contare l'insopportabile paternalismo di un maschio che si arroga il diritto di spiegare a una donna cosa ha dentro e cosa dovrebbe provare.
Come se avesse bisogno di un ecografo per sentire, per capire… Quanta oscena arroganza!
Prima Vannacci ha scritto nel programma che l'aborto “non è un diritto”.
Ora ha definito meglio cosa intende: trasformare le donne in carnefici, ricattarle psicologicamente, farle sentire in colpa solo per aver esercitato un diritto sacrosanto e una delle grandi conquiste del secolo scorso.
E no, non sarà ignorando questo scempio che risolveremo il problema Vannacci, semmai combattendolo
con la cultura, la difesa delle leggi, la civiltà, il progresso.
Oggi sono parole in un talk show. Domani potrebbero essere leggi, provvedimenti, azioni.
Guai a far finta di nulla, pensando che Vannacci si sgonfierà da solo. L'abbiamo già fatto quest'errore e abbiamo già visto com'è andata a finire.
Giù le mani dalla legge 194 e dalle donne
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