Vaccata
2 Settembre - 3.839 visualizzazioni
NON È PIÙ UN'ACCUSA. È UNA CONFESSIONE.
Non sono palestinesi. Non sono attivisti. Non sono “antisemiti”. Sono uomini che hanno combattuto per Israele, comandato il suo esercito, diretto i suoi apparati.
E oggi guardano la Cisgiordania e pronunciano parole che Israele ha cercato per anni di rendere impronunciabili.
«Questa è pulizia etnica, per dirla semplicemente.» Lo dice l'ex generale Ephraim Sneh.
Eyal Ben-Reuven, già comandante delle forze terrestri israeliane, dice che ciò che fanno i coloni è ormai «la vera minaccia per Israele», più dell'Iran, di Gaza o del Libano. Asaf Agmon arriva a evocare ciò che gli ebrei subirono in Europa e conclude: «Quando una società si comporta così, quella società è condannata.»
Il punto non è che servisse un generale israeliano per scoprire cosa accade ai palestinesi.
Il punto è che ormai perfino uomini cresciuti dentro la macchina militare israeliana guardano quella macchina e riconoscono l'abisso.
Terre sottratte. Comunità cacciate. Coloni che aggrediscono sotto un sistema di occupazione che li protegge e li rende possibili. E poi la solita pretesa: chiamare “sicurezza” tutto ciò che Israele decide di fare.
No. Quando perfino i vostri generali cominciano a usare le parole terrorismo ebraico e pulizia etnica, il problema non è più chi accusa Israele.
Il problema è Israele!
Non sono palestinesi. Non sono attivisti. Non sono “antisemiti”. Sono uomini che hanno combattuto per Israele, comandato il suo esercito, diretto i suoi apparati.
E oggi guardano la Cisgiordania e pronunciano parole che Israele ha cercato per anni di rendere impronunciabili.
«Questa è pulizia etnica, per dirla semplicemente.» Lo dice l'ex generale Ephraim Sneh.
Eyal Ben-Reuven, già comandante delle forze terrestri israeliane, dice che ciò che fanno i coloni è ormai «la vera minaccia per Israele», più dell'Iran, di Gaza o del Libano. Asaf Agmon arriva a evocare ciò che gli ebrei subirono in Europa e conclude: «Quando una società si comporta così, quella società è condannata.»
Il punto non è che servisse un generale israeliano per scoprire cosa accade ai palestinesi.
Il punto è che ormai perfino uomini cresciuti dentro la macchina militare israeliana guardano quella macchina e riconoscono l'abisso.
Terre sottratte. Comunità cacciate. Coloni che aggrediscono sotto un sistema di occupazione che li protegge e li rende possibili. E poi la solita pretesa: chiamare “sicurezza” tutto ciò che Israele decide di fare.
No. Quando perfino i vostri generali cominciano a usare le parole terrorismo ebraico e pulizia etnica, il problema non è più chi accusa Israele.
Il problema è Israele!
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BigoLino: E pensare che taaaanto tempo fa difendevo i cazzetti tagliati! 🤮
2 Settembre alle ore 18:09 · Ti stimo · Rispondi



