Vaccata
ieri alle ore 21:37 - 2.677 visualizzazioni
Italo Bocchino ha appena inventato un nuovo reato: vilipendio del volo di Stato.
Alessandro Di Battista, dopo ore drammatiche e un ricovero a Cuba che ha tenuto tutti col fiato sospeso, ha deciso di rifiutare il volo di Stato messo a disposizione per riportarlo in Italia.
Uno potrebbe pensare: scelta sua. Ringrazia, rinuncia e amen.
Poi arriva Bocchino.
“C'è un ma in questa situazione”, annuncia con l'aria grave di chi sta per comunicare la fine del mondo.
E il “ma” sarebbe questo: aver rifiutato il volo di Stato rappresenterebbe “un po' un'offesa nei confronti della nostra Nazione”.
Della Nazione.
Praticamente Mattarella si è svegliato di soprassalto al Quirinale. Il Milite Ignoto ha tremato. A Fiumicino hanno ammainato le bandiere a mezz'asta. Un pilota dell'Aeronautica, solo nell'hangar, guarda il sedile vuoto e sussurra: “Perché, Alessandro? Perché ci hai fatto questo?”.
Poi, non contento, Bocchino rilancia:
“Per quale ragione bisogna rifiutare ciò che la nazione mette a disposizione? Perché ci si vergogna? Perché non si ha a cuore il governo che in questo momento guida la nazione?”.
Ed eccoci al capolavoro.
Secondo la costituzione materiale di Italo Bocchino, se rifiuti un passaggio sull'aereo di Stato ti vergogni dell'Italia. E se ti vergogni dell'Italia, evidentemente, hai qualcosa contro il governo Meloni.
A questo punto il problema va ben oltre Di Battista.
Bocchino riesce ormai a prendere qualunque fatto, infilarlo nel frullatore della propaganda e restituirlo sotto forma di oltraggio alla Patria, affronto alle istituzioni, umiliazione per Giorgia Meloni o attentato alla civiltà occidentale.
Ogni giorno scopre un'offesa nuova. Ogni settimana pretende delle scuse. Ogni video sembra il bollettino medico di un'ossessione diversa.
È diventato una specie di Protezione civile del delirio: dove manca un'emergenza, arriva lui e la dichiara.
Continua così, Italo. Ancora qualche video e, più che commentarli, toccherà refertarli
Alessandro Di Battista, dopo ore drammatiche e un ricovero a Cuba che ha tenuto tutti col fiato sospeso, ha deciso di rifiutare il volo di Stato messo a disposizione per riportarlo in Italia.
Uno potrebbe pensare: scelta sua. Ringrazia, rinuncia e amen.
Poi arriva Bocchino.
“C'è un ma in questa situazione”, annuncia con l'aria grave di chi sta per comunicare la fine del mondo.
E il “ma” sarebbe questo: aver rifiutato il volo di Stato rappresenterebbe “un po' un'offesa nei confronti della nostra Nazione”.
Della Nazione.
Praticamente Mattarella si è svegliato di soprassalto al Quirinale. Il Milite Ignoto ha tremato. A Fiumicino hanno ammainato le bandiere a mezz'asta. Un pilota dell'Aeronautica, solo nell'hangar, guarda il sedile vuoto e sussurra: “Perché, Alessandro? Perché ci hai fatto questo?”.
Poi, non contento, Bocchino rilancia:
“Per quale ragione bisogna rifiutare ciò che la nazione mette a disposizione? Perché ci si vergogna? Perché non si ha a cuore il governo che in questo momento guida la nazione?”.
Ed eccoci al capolavoro.
Secondo la costituzione materiale di Italo Bocchino, se rifiuti un passaggio sull'aereo di Stato ti vergogni dell'Italia. E se ti vergogni dell'Italia, evidentemente, hai qualcosa contro il governo Meloni.
A questo punto il problema va ben oltre Di Battista.
Bocchino riesce ormai a prendere qualunque fatto, infilarlo nel frullatore della propaganda e restituirlo sotto forma di oltraggio alla Patria, affronto alle istituzioni, umiliazione per Giorgia Meloni o attentato alla civiltà occidentale.
Ogni giorno scopre un'offesa nuova. Ogni settimana pretende delle scuse. Ogni video sembra il bollettino medico di un'ossessione diversa.
È diventato una specie di Protezione civile del delirio: dove manca un'emergenza, arriva lui e la dichiara.
Continua così, Italo. Ancora qualche video e, più che commentarli, toccherà refertarli
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okkaz20: Con quel nome può dire ciò che pensa ( ma su quest'ultima cosa sorgono molti dubbi)
ieri alle ore 22:26 · Ti stimo · Rispondi
Epaminonda: Mi sarei stupita se avesse accettato 🤔
ieri alle ore 23:20 · Ti stimo · Rispondi



