Vaccata
oggi alle ore 16:05 - 5.160 visualizzazioni
HAI UN UTERO? ALTRIMENTI TACI E ASCOLTA
Martedì, su Rete 4, quattro uomini hanno discusso di aborto come se il corpo delle donne fosse una questione da amministrare a tavolino in un' ottica maschile e maschilista.
Quattro uomini chiamati a dire cosa sia l'aborto, cosa significhi, quale peso morale debba avere, quale racconto dovremmo farne.
E il vocabolario scelto dice già tutto.
L'aborto diventa trauma, tragedia, disastro, disperazione, vergogna, perdita, colpa, piaga, onta.
Mai una parola fondamentale: autodeterminazione.
Mai la complessità delle esperienze delle donne. Mai la libertà di scegliere. Mai la salute. Mai la dignità. Mai il fatto che una gravidanza possa essere desiderata oppure no, possibile oppure no, compatibile con il corpo, con la situazione familiare o personale di chi la sta vivendo.
Dietro alle legge 194, pur essendo una legge di compromesso politico, ci sono anni di battaglie femministe, piazze, autodenunce, il referendum e donne che hanno scelto di esporsi e raccontarsi per rendere visibile ciò che la società voleva nascondere. Persone che hanno conosciuto sulla propria pelle i rischi dell'aborto clandestino e hanno combattuto perché nessun'altra fosse costretta a pagarne il prezzo.
Il nostro corpo non è un tema da salotto televisivo.
La nostra scelta non è materia di giudizio morale.
E la nostra autodeterminazione non ha bisogno del permesso di nessuno.
Hai un utero? Parla.
Altrimenti taci e ascolta.
Martedì, su Rete 4, quattro uomini hanno discusso di aborto come se il corpo delle donne fosse una questione da amministrare a tavolino in un' ottica maschile e maschilista.
Quattro uomini chiamati a dire cosa sia l'aborto, cosa significhi, quale peso morale debba avere, quale racconto dovremmo farne.
E il vocabolario scelto dice già tutto.
L'aborto diventa trauma, tragedia, disastro, disperazione, vergogna, perdita, colpa, piaga, onta.
Mai una parola fondamentale: autodeterminazione.
Mai la complessità delle esperienze delle donne. Mai la libertà di scegliere. Mai la salute. Mai la dignità. Mai il fatto che una gravidanza possa essere desiderata oppure no, possibile oppure no, compatibile con il corpo, con la situazione familiare o personale di chi la sta vivendo.
Dietro alle legge 194, pur essendo una legge di compromesso politico, ci sono anni di battaglie femministe, piazze, autodenunce, il referendum e donne che hanno scelto di esporsi e raccontarsi per rendere visibile ciò che la società voleva nascondere. Persone che hanno conosciuto sulla propria pelle i rischi dell'aborto clandestino e hanno combattuto perché nessun'altra fosse costretta a pagarne il prezzo.
Il nostro corpo non è un tema da salotto televisivo.
La nostra scelta non è materia di giudizio morale.
E la nostra autodeterminazione non ha bisogno del permesso di nessuno.
Hai un utero? Parla.
Altrimenti taci e ascolta.
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L'istinto materno non è connaturato in ogni donna...
Rispetto ai tempi della 194 oggi ci sono molte più informazioni e molte più tecniche per evitare gravidanze indesiderate.
se la storia non è buona, se io sono una sprovveduta che non sa tutelarsi e tu ti approfitti di un mio momento di debolezza, no che non te lo dico.
Neppure se sono promiscua e non ho certezza del padre.
Sì parlava di IVG, non di far nascere un orfano, tutt'altra storia, molto più diffusa di quanto si creda.
Questioni molto più complesse e sensibili della scelta della location per il matrimonio, la lista degli invitati o il tipo di mutuo per la nuova casa
Ho capito bene?
E ripeto: se sono promiscua e poco accorta o anche solo sfigata tipo quel 3% di inefficacia dei dispositivi, devo avvisare 4 o 5 potenziali donatori?
Secondo te perche' si parla di abolire la 104? Io non credo a moralismi improvvisi.
Ma come si fa a finire 15 volte sotto ai ferri?