Vaccata
ieri alle ore 18:09 - 3.430 visualizzazioni
LA SINTESI PERFETTA DELL'UMANITÀ
Guardate bene questa fotografia.
È il 24 dicembre 2024, sul molo Favarolo di Lampedusa. È inverno, fa freddo. È la vigilia di Natale, il giorno in cui milioni di persone pensano alla propria casa, alla propria famiglia, a un tavolo apparecchiato e a qualcuno da stringere.
Su quel molo, invece, ci sono persone appena arrivate dal mare. Tra loro c'è un bambino piccolissimo, con i piedi nudi sul cemento gelido.
E c'è un uomo della Guardia Costiera, il luogotenente Antonio Giuliano.
Non fa un discorso. Non cerca una telecamera. Si inginocchia, si toglie gli anfibi, si sfila le proprie calze e le mette ai piedi di quel bambino che non conosce.
Un gesto semplicissimo. Ma forse è proprio nei gesti semplici che l'umanità si riconosce.
Quella fotografia è rimasta nella memoria di chi l'ha vista. E ieri, al Meeting di Rimini, Matteo Maria Zuppi l'ha ricordata davanti agli uomini della Guardia Costiera. Ha parlato di quel bambino senza calze e del loro collega che si era tolto le proprie per dargliele. Poi si è toccato il petto e ha detto:
"La conservo qua. Quella è l'umanità".
E forse non serve aggiungere molto altro.
Perché in quell'immagine non ci sono schieramenti politici, slogan, tifoserie o polemiche. C'è un bambino che ha freddo e c'è un uomo che lo vede. E decide che, prima di qualsiasi altra cosa, quel bambino va scaldato.
Non sappiamo chi sia quel bambino, da dove venga, quale sia la sua storia o quale sarà il suo futuro. Sappiamo soltanto che quel giorno aveva freddo. E che qualcuno ha scelto di togliersi qualcosa di proprio per dargli un po' di calore.
Forse l'umanità è tutta qui: non nel modo in cui parliamo degli altri, ma nel modo in cui ci comportiamo quando vediamo qualcuno che ha bisogno di noi.
Quella è l'umanità.
Guardate bene questa fotografia.
È il 24 dicembre 2024, sul molo Favarolo di Lampedusa. È inverno, fa freddo. È la vigilia di Natale, il giorno in cui milioni di persone pensano alla propria casa, alla propria famiglia, a un tavolo apparecchiato e a qualcuno da stringere.
Su quel molo, invece, ci sono persone appena arrivate dal mare. Tra loro c'è un bambino piccolissimo, con i piedi nudi sul cemento gelido.
E c'è un uomo della Guardia Costiera, il luogotenente Antonio Giuliano.
Non fa un discorso. Non cerca una telecamera. Si inginocchia, si toglie gli anfibi, si sfila le proprie calze e le mette ai piedi di quel bambino che non conosce.
Un gesto semplicissimo. Ma forse è proprio nei gesti semplici che l'umanità si riconosce.
Quella fotografia è rimasta nella memoria di chi l'ha vista. E ieri, al Meeting di Rimini, Matteo Maria Zuppi l'ha ricordata davanti agli uomini della Guardia Costiera. Ha parlato di quel bambino senza calze e del loro collega che si era tolto le proprie per dargliele. Poi si è toccato il petto e ha detto:
"La conservo qua. Quella è l'umanità".
E forse non serve aggiungere molto altro.
Perché in quell'immagine non ci sono schieramenti politici, slogan, tifoserie o polemiche. C'è un bambino che ha freddo e c'è un uomo che lo vede. E decide che, prima di qualsiasi altra cosa, quel bambino va scaldato.
Non sappiamo chi sia quel bambino, da dove venga, quale sia la sua storia o quale sarà il suo futuro. Sappiamo soltanto che quel giorno aveva freddo. E che qualcuno ha scelto di togliersi qualcosa di proprio per dargli un po' di calore.
Forse l'umanità è tutta qui: non nel modo in cui parliamo degli altri, ma nel modo in cui ci comportiamo quando vediamo qualcuno che ha bisogno di noi.
Quella è l'umanità.
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Isotta: Più umanità meno cattiveria❤️
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ieri alle ore 18:43 · Ti stimo · Rispondi



