Chiacchiera
13 Agosto - 3.250 visualizzazioni
Migliaia di dei, una sola vita.
Qualche mese fa camminavo in un quartiere dove, nel giro di duecento metri, si incontravano una chiesa cattolica, un tempio buddista e una moschea. Mi sono fermato a guardare la gente entrare e uscire, ognuno convinto, nel proprio cuore, di rivolgersi all'unica verità possibile.
Mi ha colpito un pensiero semplice: se esistesse davvero una sola divinità autentica, come si spiega che nel corso della storia l'umanità ne abbia immaginate migliaia, ognuna diversa, ognuna legata a un popolo, a un'epoca, a un bisogno preciso? Non sono comparse dal nulla. Le abbiamo costruite noi, pezzo per pezzo, per dare un nome a ciò che non riuscivamo a spiegare, per calmare la paura della morte, per tenere insieme intere comunità attorno a regole condivise.
Capisco perché sia successo: l'incertezza è scomoda, e inventare risposte è più facile che conviverci. Ma quello che un tempo serviva a unire oggi spesso divide, e ogni gruppo continua a sostenere che la propria versione sia quella giusta, respingendo tutte le altre come illusioni.
Non credo servano entità immaginate per dare senso a un'esistenza. Quello che ci serve davvero è osservare, mettere in discussione, restare ancorati a ciò che possiamo verificare insieme agli altri. La vita che abbiamo non ha bisogno di essere impreziosita da promesse ultraterrene per valere qualcosa: basta viverla con attenzione. La forza per farlo non arriva da un cielo qualsiasi. Arriva da dentro di noi.
Qualche mese fa camminavo in un quartiere dove, nel giro di duecento metri, si incontravano una chiesa cattolica, un tempio buddista e una moschea. Mi sono fermato a guardare la gente entrare e uscire, ognuno convinto, nel proprio cuore, di rivolgersi all'unica verità possibile.
Mi ha colpito un pensiero semplice: se esistesse davvero una sola divinità autentica, come si spiega che nel corso della storia l'umanità ne abbia immaginate migliaia, ognuna diversa, ognuna legata a un popolo, a un'epoca, a un bisogno preciso? Non sono comparse dal nulla. Le abbiamo costruite noi, pezzo per pezzo, per dare un nome a ciò che non riuscivamo a spiegare, per calmare la paura della morte, per tenere insieme intere comunità attorno a regole condivise.
Capisco perché sia successo: l'incertezza è scomoda, e inventare risposte è più facile che conviverci. Ma quello che un tempo serviva a unire oggi spesso divide, e ogni gruppo continua a sostenere che la propria versione sia quella giusta, respingendo tutte le altre come illusioni.
Non credo servano entità immaginate per dare senso a un'esistenza. Quello che ci serve davvero è osservare, mettere in discussione, restare ancorati a ciò che possiamo verificare insieme agli altri. La vita che abbiamo non ha bisogno di essere impreziosita da promesse ultraterrene per valere qualcosa: basta viverla con attenzione. La forza per farlo non arriva da un cielo qualsiasi. Arriva da dentro di noi.
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KalimerA: E dobbiamo sempre rendere conto delle nostre azioni alla nostra coscienza...
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13 Agosto alle ore 18:41 · Ti stimo · Rispondi



