Chiacchiera
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oggi alle ore 09:10 - 2.210 visualizzazioni
E' già giovedì.
Riflessioni di un giornalista che si guarda intorno.
Di Luciano Ragno

“ I diritti devono essere di tutti”.

E' un rincorrersi di NO. E di un correre nell'officina del fabbro per trovare la chiave per chiudere per primo le frontiere. L'ultima minaccia è di ieri mattina. La premier danese Mette Frederiksen , intervenendo in Parlamento, ha detto: “ Pronti a chiudere le frontiere se ripartono i flussi migratori”.
Non sento nemmeno un invito in Europa a mettersi, tutti insieme, intorno a un tavolo e cercare un'intesa. L'obbiettivo è chiudere.
Ormai il mondo è diviso fra chi detiene i diritti ( nelle mani di pochi ma sono mani che contano) e li gestisce e chi è privato dei diritti. In pratica c'è chi decide il destino degli altri. La persona non è nemmeno più un numero, ora sta diventando merce di scambio fra una frontiera e l'altra.
E sono i diritti di stare al mondo, vivere in libertà, avere una famiglia , un lavoro retribuito con giustizia. Sognare un domani. Spettano ovviamente a chi conduce una vita corretta, rispettosa delle leggi e anche di religione, usi e costumi degli altri.
Rifletto su questa ingiustizia del mondo– lentamente sta diventando prepotenza - nel giorno del ricordo della scomparsa di un uomo che ha dedicato la vita alla difesa dei diritti di tutti, Gino Strada.
Un giorno ha detto:
“I diritti degli uomini devono essere di tutti gli uomini, proprio tutti, sennò chiamateli privilegi”.
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Gino Strada, medico chirurgico, ha fondato “Emergency”, dedicando la vita all'aiuto alle vittime delle guerre e delle ingiustizie. E' scomparso di oggi nel 2021.
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