Chiacchiera
ieri alle ore 21:54 - 2.098 visualizzazioni
MA PERCHÉ I GOVERNI SONO COSÌ CIECHI E SORDI?
Il cambiamento climatico non è più una questione astratta o confinata alla sfera ambientale. È un fenomeno che ha già prodotto effetti economici misurabili e che incide in modo crescente sulla stabilità dei sistemi produttivi e finanziari.
Tra il 1980 e il 2024, gli eventi climatici estremi – ondate di calore, alluvioni, siccità e tempeste – hanno generato in Europa perdite economiche pari a 822 miliardi di euro. Rapportata alla popolazione dell'Unione europea, questa cifra equivale a circa 1.642 euro per cittadino. Un dato che rende evidente come il costo del cambiamento climatico impatti già oggi sull'economia reale.
Ancora più significativo è il profilo temporale di queste perdite: circa il 25% dei costi si è concentrato negli ultimi quattro anni, segnalando un'accelerazione degli impatti economici legati all'intensificarsi degli eventi estremi.
Oltre +1,5 °C: il conto che l'economia non può più ignorare
L'aumento della temperatura media globale si avvicina alla soglia di +1,5 °C: secondo le stime dell'Agenzia Europea dell'Ambiente, il superamento stabile di questo limite potrebbe tradursi, per l'Unione europea, in una riduzione cumulata del PIL pari a circa 2.400 miliardi di euro nel periodo 2031-2050.
Guardando più avanti, alcuni modelli indicano che entro il 2100 le sole inondazioni costiere potrebbero generare danni superiori a 1.000 miliardi di euro l'anno. Ignorare il cambiamento climatico non comporta quindi soltanto un costo ambientale, ma un impatto economico diretto e crescente. Nei Paesi in via di sviluppo, ad esempio, l'adattamento richiede investimenti stimati in circa 310 miliardi di dollari l'anno: una cifra che evidenzia come il tema riguardi la stabilità economica e sociale a tutte le latitudini.
Davanti a numeri di questa portata, proseguire senza intervenire equivale ad accettare perdite sempre più frequenti e difficili da assorbire. Il clima non può più essere trattato come un'esternalità, ma va considerato una variabile strutturale delle valutazioni economiche e finanziarie.
Il cambiamento climatico non è più una questione astratta o confinata alla sfera ambientale. È un fenomeno che ha già prodotto effetti economici misurabili e che incide in modo crescente sulla stabilità dei sistemi produttivi e finanziari.
Tra il 1980 e il 2024, gli eventi climatici estremi – ondate di calore, alluvioni, siccità e tempeste – hanno generato in Europa perdite economiche pari a 822 miliardi di euro. Rapportata alla popolazione dell'Unione europea, questa cifra equivale a circa 1.642 euro per cittadino. Un dato che rende evidente come il costo del cambiamento climatico impatti già oggi sull'economia reale.
Ancora più significativo è il profilo temporale di queste perdite: circa il 25% dei costi si è concentrato negli ultimi quattro anni, segnalando un'accelerazione degli impatti economici legati all'intensificarsi degli eventi estremi.
Oltre +1,5 °C: il conto che l'economia non può più ignorare
L'aumento della temperatura media globale si avvicina alla soglia di +1,5 °C: secondo le stime dell'Agenzia Europea dell'Ambiente, il superamento stabile di questo limite potrebbe tradursi, per l'Unione europea, in una riduzione cumulata del PIL pari a circa 2.400 miliardi di euro nel periodo 2031-2050.
Guardando più avanti, alcuni modelli indicano che entro il 2100 le sole inondazioni costiere potrebbero generare danni superiori a 1.000 miliardi di euro l'anno. Ignorare il cambiamento climatico non comporta quindi soltanto un costo ambientale, ma un impatto economico diretto e crescente. Nei Paesi in via di sviluppo, ad esempio, l'adattamento richiede investimenti stimati in circa 310 miliardi di dollari l'anno: una cifra che evidenzia come il tema riguardi la stabilità economica e sociale a tutte le latitudini.
Davanti a numeri di questa portata, proseguire senza intervenire equivale ad accettare perdite sempre più frequenti e difficili da assorbire. Il clima non può più essere trattato come un'esternalità, ma va considerato una variabile strutturale delle valutazioni economiche e finanziarie.
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Ora sulla7 ne stanno parlando con Mercalli...
Ci saranno senz'altro aumenti x tutti gli alimenti ma credo che il problema più grande sia l'acqua.
In alcuni posti l'acqua salata sta avanzando nei fiumi e se non pioverà x molto tempo e se quest'inverno non nevicherà tantissimo non so come vivremo nel prossimo futuro, nei prossimi anni ...
Ma il clima è un problema globale, l'Europa può fare ben poco da sola ... 😭
Bei tempi quando prendevo le manganellate alle dimostrazioni studentesche per cercare di cambiare il mondo della scuola e del lavoro e dei diritti sociali. Qualcosa sono riuscito a far cambiare ai governi di allora con le proteste e con le manifestazioni.