Chiacchiera
8 Agosto - 3.111 visualizzazioni
Se i migranti smettessero di emigrare, cosa resterebbe alle destre?
E qui arriva la domanda, che confesso di aver rubato non ai contenuti ma solo al titolo — smettessero, semplicemente, di emigrare?
Ho provato a immaginarmelo io.
Vi porto con me.
🎯 IL NEMICO COME MODELLO DI BUSINESS
Partiamo da un fatto scomodo: buona parte della comunicazione politica di destra degli ultimi quindici anni in #Italia 🇮🇹 non si regge su una proposta, si regge su un'opposizione. Non "cosa vogliamo costruire" ma "cosa dobbiamo respingere". Togli il soggetto da respingere e resta un vuoto che nessuno slogan riempie facilmente.
Provateci voi a scrivere un post elettorale senza la parola "invasione", senza gli sbarchi, senza la foto del gommone all'alba. Non dico che non ci riuscirebbero — dico che dovrebbero reinventare completamente il vocabolario, e reinventare un vocabolario costa fatica, tempo, e soprattutto rischia di far emergere quello che c'è davvero sotto, cioè poco.
📺 IL CICLO DELLE NOTIZIE HA FAME TUTTI I GIORNI
I telegiornali, i talk show, i titoli sparati la sera prima del tg delle 20: hanno bisogno di carne fresca ogni ventiquattr'ore. Lo sbarco, la nave ong, il numero degli arrivi comparato con l'anno prima — è un ciclo che si autoalimenta, e la destra populista ci ha costruito sopra un'infrastruttura mediatica intera. Ministri che convocano conferenze stampa sui numeri dei porti, sottosegretari che twittano in diretta ogni barchino al largo di #Lampedusa 🇮🇹.
Se quel flusso di notizie si prosciugasse, cosa metterebbero al suo posto? La disoccupazione giovanile? Gli stipendi fermi da vent'anni? La sanità pubblica che si sfalda regione per regione? Sono temi veri, sono temi che pesano nella vita della gente molto più di un gommone all'orizzonte — ma sono anche temi su cui la destra, quella attuale, non ha granché da dire che non suoni imbarazzante. Sul migrante puoi essere durissimo gratis. Sul salario minimo devi prendere posizione, e prendere posizione costa voti da qualche parte.
L'economia reale, quella che paga le bollette a tanti imprenditori che votano proprio a destra, ha un bisogno strutturale di manodopera straniera. Nei campi, nei cantieri, nelle case di riposo, nelle cucine dei ristoranti che poi ti servono la carbonara e ti fanno il sorriso. Il #Veneto e l'#EmiliaRomagna 🇮🇹, terre a lungo solidissime per certa destra, sono anche i territori dove le associazioni di categoria chiedono più flussi regolari di ingresso, non meno.
È la contraddizione che nessun comizio ammette mai ad alta voce: si urla "prima gli italiani" e poi, sottotraccia, si firmano decreti flussi perché altrimenti l'azienda chiude. Se i migranti smettessero davvero di emigrare, il primo telefono a squillare non sarebbe quello di un ministero dell'interno, sarebbe quello di Confagricoltura.
---
🪞 IL NEMICO COME SPECCHIO CHE NON DEVI GUARDARE
C'è poi un livello più psicologico, se mi passate il termine, che riguarda l'elettore prima ancora che il partito. Avere un nemico esterno, visibile, diverso per lingua e colore di pelle, è comodo perché permette di non guardare i problemi interni. Il paese che invecchia, la natalità che crolla, i giovani che se ne vanno all'estero — e qui la beffa è doppia, perché quei giovani italiani sono anche loro migranti, solo che nessuno gli punta contro una telecamera al loro arrivo a #Berlino 🇩🇪 o a #Londra 🇬🇧.
Se il nemico esterno sparisse, resterebbe solo lo specchio.
E lo specchio, di solito, piace molto meno dei gommoni.
E qui arriva la domanda, che confesso di aver rubato non ai contenuti ma solo al titolo — smettessero, semplicemente, di emigrare?
Ho provato a immaginarmelo io.
Vi porto con me.
🎯 IL NEMICO COME MODELLO DI BUSINESS
Partiamo da un fatto scomodo: buona parte della comunicazione politica di destra degli ultimi quindici anni in #Italia 🇮🇹 non si regge su una proposta, si regge su un'opposizione. Non "cosa vogliamo costruire" ma "cosa dobbiamo respingere". Togli il soggetto da respingere e resta un vuoto che nessuno slogan riempie facilmente.
Provateci voi a scrivere un post elettorale senza la parola "invasione", senza gli sbarchi, senza la foto del gommone all'alba. Non dico che non ci riuscirebbero — dico che dovrebbero reinventare completamente il vocabolario, e reinventare un vocabolario costa fatica, tempo, e soprattutto rischia di far emergere quello che c'è davvero sotto, cioè poco.
📺 IL CICLO DELLE NOTIZIE HA FAME TUTTI I GIORNI
I telegiornali, i talk show, i titoli sparati la sera prima del tg delle 20: hanno bisogno di carne fresca ogni ventiquattr'ore. Lo sbarco, la nave ong, il numero degli arrivi comparato con l'anno prima — è un ciclo che si autoalimenta, e la destra populista ci ha costruito sopra un'infrastruttura mediatica intera. Ministri che convocano conferenze stampa sui numeri dei porti, sottosegretari che twittano in diretta ogni barchino al largo di #Lampedusa 🇮🇹.
Se quel flusso di notizie si prosciugasse, cosa metterebbero al suo posto? La disoccupazione giovanile? Gli stipendi fermi da vent'anni? La sanità pubblica che si sfalda regione per regione? Sono temi veri, sono temi che pesano nella vita della gente molto più di un gommone all'orizzonte — ma sono anche temi su cui la destra, quella attuale, non ha granché da dire che non suoni imbarazzante. Sul migrante puoi essere durissimo gratis. Sul salario minimo devi prendere posizione, e prendere posizione costa voti da qualche parte.
L'economia reale, quella che paga le bollette a tanti imprenditori che votano proprio a destra, ha un bisogno strutturale di manodopera straniera. Nei campi, nei cantieri, nelle case di riposo, nelle cucine dei ristoranti che poi ti servono la carbonara e ti fanno il sorriso. Il #Veneto e l'#EmiliaRomagna 🇮🇹, terre a lungo solidissime per certa destra, sono anche i territori dove le associazioni di categoria chiedono più flussi regolari di ingresso, non meno.
È la contraddizione che nessun comizio ammette mai ad alta voce: si urla "prima gli italiani" e poi, sottotraccia, si firmano decreti flussi perché altrimenti l'azienda chiude. Se i migranti smettessero davvero di emigrare, il primo telefono a squillare non sarebbe quello di un ministero dell'interno, sarebbe quello di Confagricoltura.
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🪞 IL NEMICO COME SPECCHIO CHE NON DEVI GUARDARE
C'è poi un livello più psicologico, se mi passate il termine, che riguarda l'elettore prima ancora che il partito. Avere un nemico esterno, visibile, diverso per lingua e colore di pelle, è comodo perché permette di non guardare i problemi interni. Il paese che invecchia, la natalità che crolla, i giovani che se ne vanno all'estero — e qui la beffa è doppia, perché quei giovani italiani sono anche loro migranti, solo che nessuno gli punta contro una telecamera al loro arrivo a #Berlino 🇩🇪 o a #Londra 🇬🇧.
Se il nemico esterno sparisse, resterebbe solo lo specchio.
E lo specchio, di solito, piace molto meno dei gommoni.
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Anche storpiare il mio Nik è un esercizio davvero di stile da parte tua. A leggerti mi autostimo all'ennesima potenza.