Vaccata
19 Luglio - 3.594 visualizzazioni
Il Gran Premio di oggi a Spa-Francorchamps ha emesso un verdetto chiaro: la Ferrari non ha alcuna intenzione di alzare bandiera bianca in questa lotta iridata e, anzi, la caccia ad Antonelli e alla Mercedes è più aperta che mai.
Nonostante il successo del pilota italiano, che ha saputo sfruttare al meglio le doti velocistiche e i cavalli della sua Power Unit lungo i rettilinei del tracciato belga per prendere il largo in Classifica Piloti, la SF-26 si è dimostrata complessivamente – come dimostrano le percorrenze nel settore centrale – la miglior vettura in pista.
Il secondo posto di Leclerc e il quarto di Hamilton rappresentano un bottino pesante in ottica costruttori, permettendo alla Scuderia di Maranello di rosicchiare altri punti preziosi ai rivali diretti e confermando la bontà di un progetto tecnico davvero egregio.
Il risultato complessivo assume un valore ancora più rilevante se si analizza da vicino la gara di Hamilton, condizionata pesantemente fin dalle primissime battute.
Il contatto ravvicinato con Russell durante il primo giro ha rischiato di compromettere definitivamente la corsa del sette volte Campione del Mondo, che si è ritrovato a gestire una monoposto gravemente danneggiata nella dinamica dei flussi.
La perdita dell'aletta superiore dell'endplate dell'ala anteriore e, soprattutto, del floor board sinistro ha privato la sua SF-26 di una quota di carico aerodinamico e bilanciamento fondamentale in un circuito esigente come quello di Spa.
Nonostante questo handicap, Hamilton – ingiustamente penalizzato dalla Federazione Internazionale – è riuscito a risalire la china fino ai piedi del podio, segno evidente che la base della vettura è solida, stabile e capace di performare anche in condizioni di forte precarietà aerodinamica.
Con una Ferrari così competitiva e determinata, le prossime tappe di questo 2026 promettono scintille.
Ungheria in primis.
Nonostante il successo del pilota italiano, che ha saputo sfruttare al meglio le doti velocistiche e i cavalli della sua Power Unit lungo i rettilinei del tracciato belga per prendere il largo in Classifica Piloti, la SF-26 si è dimostrata complessivamente – come dimostrano le percorrenze nel settore centrale – la miglior vettura in pista.
Il secondo posto di Leclerc e il quarto di Hamilton rappresentano un bottino pesante in ottica costruttori, permettendo alla Scuderia di Maranello di rosicchiare altri punti preziosi ai rivali diretti e confermando la bontà di un progetto tecnico davvero egregio.
Il risultato complessivo assume un valore ancora più rilevante se si analizza da vicino la gara di Hamilton, condizionata pesantemente fin dalle primissime battute.
Il contatto ravvicinato con Russell durante il primo giro ha rischiato di compromettere definitivamente la corsa del sette volte Campione del Mondo, che si è ritrovato a gestire una monoposto gravemente danneggiata nella dinamica dei flussi.
La perdita dell'aletta superiore dell'endplate dell'ala anteriore e, soprattutto, del floor board sinistro ha privato la sua SF-26 di una quota di carico aerodinamico e bilanciamento fondamentale in un circuito esigente come quello di Spa.
Nonostante questo handicap, Hamilton – ingiustamente penalizzato dalla Federazione Internazionale – è riuscito a risalire la china fino ai piedi del podio, segno evidente che la base della vettura è solida, stabile e capace di performare anche in condizioni di forte precarietà aerodinamica.
Con una Ferrari così competitiva e determinata, le prossime tappe di questo 2026 promettono scintille.
Ungheria in primis.
Leggi tutto...

Gas75: La pista di Spa era tra le mie preferite quando seguivo la F1.
1
19 Luglio alle ore 17:42 · Ti stimo · Rispondi



