Satira
ieri alle ore 14:33 - 4.343 visualizzazioni
Governo spagnolo !! Spagna, Spagna e sempre Spagna, quelli sì che son bravi, quelli sì che sono da prendere come esempio, viva Sanchez !!
ALTRO CHE MODELLO PEDRO..PEDRO...PEDRO. CONSIGLIO LA SCHLEIN DI EVITARE LA SPAGNA PER UN PO'. TIRA BRUTTA ARIA.
di Giordano Bruno
Sono già 126 gli indagati in una decina di scandali, più o meno gravi, in qualche modo collegati al governo di Pedro Sánchez, che guida la Spagna da otto anni. Il quotidiano El Mundo s'è preso la briga di contarli e sottolinea che il numero «è superiore a quello dei deputati socialisti».
Sánchez resiste, spalleggiato dagli alleati di coalizione (la sinistra Sumar) e dai sostenitori esterni (partiti nazionalisti baschi e catalani) che non hanno alcuna intenzione di far saltare il governo, appoggiando un voto di sfiducia delle destre.
La lista degli indagati comprende almeno 26 alte cariche dello Stato, ancora in ruolo o «dimissionate». Tralasciando la moglie, rinviata a giudizio per corruzione.
Potenzialmente più dirompenti sono le indagini ancora in corso su Santos Cerdán, ex numero tre del partito, figura chiave attorno a cui ruotano molti degli scandali che oggi assediano il premier socialista. I due erano amici, ma quando sono emerse le intercettazioni sul «caso Mascherine» — l'assegnazione di contratti pubblici gonfiati durante la pandemia — il premier ha preso velocemente le distanze.
(E CONTE CHE FA? LO SENTE IL VENTICELLO?)
E sempre per lo stesso motivo l'ex ministro dei Trasporti ed ex braccio destro del premier, José Luis Ábalos, e il suo assistente Koldo Garcia, condannati rispettivamente a 24 e 19 anni di carcere nel «caso Mascherine» per i reati di criminalità organizzata, corruzione, traffico di influenze e appropriazione indebita.
A questo punto il commento è lecito: ma la nostra Magistratura sul caso mascherine cinesi dorme?
Pensate se succedeva alla Meloni.
ALTRO CHE MODELLO PEDRO..PEDRO...PEDRO. CONSIGLIO LA SCHLEIN DI EVITARE LA SPAGNA PER UN PO'. TIRA BRUTTA ARIA.
di Giordano Bruno
Sono già 126 gli indagati in una decina di scandali, più o meno gravi, in qualche modo collegati al governo di Pedro Sánchez, che guida la Spagna da otto anni. Il quotidiano El Mundo s'è preso la briga di contarli e sottolinea che il numero «è superiore a quello dei deputati socialisti».
Sánchez resiste, spalleggiato dagli alleati di coalizione (la sinistra Sumar) e dai sostenitori esterni (partiti nazionalisti baschi e catalani) che non hanno alcuna intenzione di far saltare il governo, appoggiando un voto di sfiducia delle destre.
La lista degli indagati comprende almeno 26 alte cariche dello Stato, ancora in ruolo o «dimissionate». Tralasciando la moglie, rinviata a giudizio per corruzione.
Potenzialmente più dirompenti sono le indagini ancora in corso su Santos Cerdán, ex numero tre del partito, figura chiave attorno a cui ruotano molti degli scandali che oggi assediano il premier socialista. I due erano amici, ma quando sono emerse le intercettazioni sul «caso Mascherine» — l'assegnazione di contratti pubblici gonfiati durante la pandemia — il premier ha preso velocemente le distanze.
(E CONTE CHE FA? LO SENTE IL VENTICELLO?)
E sempre per lo stesso motivo l'ex ministro dei Trasporti ed ex braccio destro del premier, José Luis Ábalos, e il suo assistente Koldo Garcia, condannati rispettivamente a 24 e 19 anni di carcere nel «caso Mascherine» per i reati di criminalità organizzata, corruzione, traffico di influenze e appropriazione indebita.
A questo punto il commento è lecito: ma la nostra Magistratura sul caso mascherine cinesi dorme?
Pensate se succedeva alla Meloni.
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Della Spagna solo una cosa invidio, l'uso dei manganelli su clandestini e flottilleros.