Chiacchiera
Avatar carlettone
carlettonelivello 14
ieri alle ore 08:54 - 2.726 visualizzazioni
E' già lunedì.
Riflessioni di un giornalista che si guarda intorno.

La delusione più grande.

E' lutto in Iran per i funerali del capo supremo. Il capo di un Paese senza libertà proprio per colpa di dittatori con le vesti della religione come il defunto che oggi laggiù viene compianto.
Il mondo guarda il funerale e dimentica quei giovani nei quali era stato fatto nascere il sogno della libertà per poi farlo svanire
E il 13 gennaio di quest'annpo. I giovani sono venuti a sapere che gli Stati Unti sono pronti ad aiutarli e allora con coraggio scendono in piazza a Teheran La polizia li ferma sparando. C'è chi perde la vita, chi rimane ferito. Ma loro non si arrendono, continuano a sperare .
Soprattutto quando il Presidente degli Stati Uniti pronuncia parole che scrivo nella lingua originale perché resteranno nel libro dei fallimenti del potere: “Iranian Patriots, keeep protesting – Take over your institutions !Help is on its way”.
“Patrioti iraniani, continuate a protestare – Prendere il controllo delle istituzioni! Stiamo arrivando”. E parte la guerra : già ottomila morti, quasi tutti in quel Paese che attendeva la liberazione.
L' America si è fermata nello Stretto alle porte dell'Iran. Sta ancora lì davanti a un regime che addirittura si è rinforzato e alza la voce.
A Teheran si piange un dittatore. Ma uomini e donne iraniani che sognano la libertà piangono sulle speranze deluse . E piangono i loro morti.
"Non sono arrabbiato perché mi hai mentito, sono arrabbiato perché d'ora in poi non potrò più crederti”, ha detto Friedrich Nietzsche.
I giovani iraniani, , uomini e donne che sognano la libertà non possono più credere all'Occidente. Erano soli. Ora li abbiamo abbandonati.
Leggi tutto...