Chiacchiera
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oggi alle ore 08:56 - 1.944 visualizzazioni
E' già giovedì.
Riflessioni di un giornalista che si guarda intorno.
Di Luciano Ragno

“Poveri si resta”.

La mia riflessione di questa mattina potrebbe limitarsi a un'immagine: la prima pagina di “Avvenire” di ieri. Con il titolo: “Poveri si resta”.
E' la perfetta sintesi del rapporto 2025 della Caritas. Chi è povero resta povero. “La povertà – è detto nel Rapporto-tende sempre più a perdere il carattere dell'eccezionalità e della temporaneità, assumendo i contorni di una strutturale normalità”.
E' “normalità” anche per chi ha un lavoro ma è sottopagato e ha grande difficoltà ad arrivare alla fine del mese. E” normalità” soprattutto per chi è anziano. Sempre più alto - addirittura il 191 per cento- il numero degli over 65 incontrati dalla rete Caritas in 10 anni.
Il Rapporto non si limita solo al dato, allarmante. Offre all'opinione pubblica, soprattutto a chi ha responsabilità, la motivazione:
“C'è un intreccio sempre più stretto tra povertà economica, invecchiamento, fragilità sanitaria, indebolimento delle reti familiari e isolamento sociale”.
Il male dell'oggi, la solitudine , in grande aumento. “ In questa prospettiva,- dice il Rapporto-la povertà si mostra sempre di più come progressivo assottigliarsi dei legami, delle relazioni di prossimità e delle possibilità concrete di essere accompagnati nei momenti di maggiore difficoltà”.
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